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La Cina conquistata dal caffè: nel 2020 c’erano circa 108.000 caffetterie

Una query di ricerca su Tianyancha, piattaforma di dati commerciali con sede a Pechino, ha mostrato che 2.170 caffetterie di Shanghai sono operative da più di 15 anni. La quota di penetrazione del caffè, cioè il rapporto tra i consumatori abituali e il totale degli intervistati nella ricerca condotta da Deloitte, è del 67% nelle città cinesi di primo e secondo livello, mentre quello del tè ammonta al 66

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Attraverso i coffeeshop, la Cina amante del caffè

PECHINO – La Cina paese del tè, della cerimonia di questa bevanda con tutte le sue regole per esser preparata e servita: tutti immaginano così questa nazione, che però oggi sta conoscendo una rivoluzione dei consumi che vede protagonista un prodotto a cui siamo molto legati proprio in Italia. Il caffè, si prende il suo spazio, al punto da esser un degno avversario dell’altra bevanda calda. Leggiamo cosa succede dall’ansa.it.

Cina beve il caffè: ormai è sempre più una realtà

Dicono che lo scrittore francese Honore de Balzac non poteva vivere o lavorare senza l’aroma del caffè. Nemmeno Chen Fang (pseudonimo).Chen, ingegnere automobilistico di Guangzhou, nella provincia del Guangdong, nella Cina meridionale, ha una macchina per il caffè grind-and-brew sia a casa che in ufficio e ha dichiarato: “Non posso stare senza le mie due tazze di caffè al giorno. Fa parte della mia routine quotidiana, per me non si tratta di seguire una moda”.

Nelle città cinesi di prima e seconda fascia come Pechino, Shanghai e Guangzhou, dove vive Chen, il caffè sta per ottenere uno status alla pari del tè, bevanda tradizionale con una storia millenaria nel Paese.

L’ascesa del caffè

Secondo un rapporto di Deloitte China in collaborazione con MM Capital, i bevitori abituali di caffè nelle grandi città cinesi ne consumano in media 300 tazze l’anno, scostandosi di poco dalle loro controparti statunitensi (con 329 tazze l’anno), anche se nella Cina continentale il consumo annuo pro-capite è molto inferiore e ammonta a sole nove tazze.
Alla fine del 2020 in Cina c’erano circa 108.000 caffetterie, numero destinato ad arrivare a 123.000 entro il 2023, e il 75% di queste imprese si trovava in città di primo e secondo livello.

Il rapporto, pubblicato sul sito web di Deloitte China il 12 aprile, si è concentrato sul mercato del caffè macinato fresco.
Stando ai dati forniti giovedì da The Beijing News, Shanghai, una delle prime città cinesi ad aver introdotto il consumo di caffè nel 19° secolo, vanta il maggior numero di negozi di caffè al mondo.

Secondo il giornale, supportato dai dati di Dianping, la versione cinese di Yelp, OpenStreetMap e altre fonti, la metropoli pullula di oltre 6.000 caffetterie, più del triplo di quelle di New York.

Una query di ricerca su Tianyancha, piattaforma di dati commerciali con sede a Pechino, ha mostrato che 2.170 caffetterie di Shanghai sono operative da più di 15 anni.
La quota di penetrazione del caffè, cioè il rapporto tra i consumatori abituali e il totale degli intervistati nella ricerca condotta da Deloitte, è del 67% nelle città cinesi di primo e secondo livello, mentre quello del tè ammonta al 66%.