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Chiuso il Cibus di Parma: tra le 3.100 aziende alimentari c’erano 20 torrefazioni

Soddisfazione tra le aziende espositrici che hanno incontrato migliaia di buyer esteri e nazionali – Presente tutta la filiera, dal mondo agricolo alle insegne della Grande distribuzione – Il futuro del cibo e della produzione alimentare analizzato in decine di convegni

PARMA — Confermando tutte le attese, alla diciannovesima edizione di Cibus hanno partecipato 3.100 aziende alimentari, che hanno presentato una grande quantità di prodotti nuovi (oltre 1.300) a circa 82 mila visitatori. Tra gli espositori, in rappresentanza della filiera del caffè c’erano 20 torrefazioni di tutte le taglie. Che hanno esposto caffè in  grani, capsule, cialde e solubile.

La grande kermesse parmense ha calato il sipario giovedì 10 maggio.

Straordinaria la partecipazione degli operatori stranieri, che hanno chiuso molti accordi commerciali.

Presente tutta la filiera, dal campo al supermercato, con gli stand delle associazioni rappresentative del mondo agricolo. E tante insegne della Grande distribuzione, italiana ed estera.

Decine di convegni e workshop hanno preso in esame le tematiche legate al futuro del comparto agro-alimentare, attirando l’interesse di oltre 1.000 giornalisti, presenti tutte le testate nazionali, cartacee e televisive.

Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione dinamica tra Fiere di Parma e Federalimentare, con il sostegno di ICE-Agenzia e il contributo fattivo delle Regioni.

“Soddisfazione tangibile e prospettica”

La soddisfazione delle aziende per questa edizione di Cibus è tangibile e prospettica – ha dichiarato Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma – perché conferma le enormi potenzialità, fortunatamente ancora inespresse, del Made in Italy alimentare. Da un lato, i buyer di tutto il mondo non vedono l’ora di tornare a Parma per continuare a manutenere e rinnovare i propri assortimenti; dall’altra le nostre imprese sono altrettanto impazienti di proporre loro nuove e continue soluzioni per far mangiare sempre meglio i consumatori internazionali”.

Numerosi gli incontri anche nel corso della quarta e ultima giornata di Cibus. Tra questi, il convegno di Alma, Scuola Internazionale di Cucina Italiana, intitolato “Next Generation Chef: l’identità della cucina italiana nello scenario internazionale”.

All’evento ha preso parte anche Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, che ha detto:

Sta nascendo una nuova generazione di gastronomi, che deve essere consapevole che il cibo nasce nella terra e non in cucina. E come tale deve essere studiato, trasformato, offerto e raccontato. Prima di tutto occorre conoscere i territori, poi studiare le tecniche, più naturali possibili, di coltivazione, allevamento e pesca. Seguono le tecniche di conservazione e trasformazione in cucina, infine la narrazione al cliente finale. Il tutto permeato dalla Storia, la tradizione e la cultura che provengono dai territori d’Italia”.

 

Filiera del pomodoro aumenta i controlli

Di pomodoro Bio si è occupato l’incontro organizzato da Oi Pomodoro da Industria del Nord Italia. Dall’incontro è emerso che la filiera del pomodoro ha aumentato i controlli. Anche oltre quanto stabilito dalla normativa per la certificazione Bio. E ciò al fine di garantire al consumatore un prodotto biologico salubre, sostenibile e di qualità.

Il tema dei novel food è stato affrontato con il contributo di figure di spicco del mondo scientifico nel workshop di Confconsumatori. Che ha illustrato le frontiere della ricerca sui nuovi cibi, come i cibi a base di insetti e la carne coltivata.

Alla chiusura della 19a edizione di Cibus c’erano i volontari di Banco Alimentare. Che hanno recuperato tra gli stand diverse tonnellate di cibo; verranno distribuite a strutture caritative del territorio.

Appuntamento al 2020

L’appuntamento è con Cibus Connect dell’aprile 2019 e la 20° edizione di Cibus nel maggio del 2020.