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Case cantoniere sarde: l’idea di trenta imprenditori per mutarle in bar e ristoranti

Imprenditori o associazioni potranno trasformare le strutture in disuso dell’Anas. Bando in scadenza. In Gallura possibilità di acquisto sia sulla costa che all’interno

case cantoniere sardegna
Una delle strutture dell'Anas

TEMPIO – Lungo il territorio sardo ci sono ancora disseminate e ben visibili grazie al loro caratteristico color rosso, le case cantoniere di proprietà dell’Anas. Adesso, queste strutture che attualmente hanno perso la loro originaria funzione, potrebbero esser convertite in strutture per la ristorazione. Un’idea portata avanti da privati e associazioni culturali di cui leggiamo dall’articolo di Giuseppe Pulina su lanuovasardegna.it.

Case cantoniere ritrovano vita nell’ospitalità

Di proprietà dell’Anas, storici presidi del territorio e centri strategici per il monitoraggio e la sicurezza del sistema stradale, le case cantoniere puntellano in più parti dell’isola le tante strade che l’attraversano. In Gallura se ne contano in buon numero, e non tutte sembrano conservate come meriterebbero, a causa anche del loro prolungato mancato utilizzo.

Ma è giunta l’ora per un restyling e un rilancio della loro funzione sul territorio. Tutto questo grazie a un bando dell’Anas (scadenza: 15 giugno) che punta alla loro riqualificazione.

Più che di “riqualificazione” si dovrebbe parlare forse di “trasformazione”, visto che, una volta recuperati e risistemati, gli immobili dell’Anas godranno di una nuova vita e, soprattutto, avranno una nuova destinazione d’uso.

Nell’assegnazione e nella realizzazione dei progetti si dovrà tenere conto delle norme urbanistiche in vigore, oltre che della qualità delle proposte imprenditoriali

È possibile che le vecchie case cantoniere, cambiando look, vengano trasformate in strutture in cui svolgere attività ricettive e di ristorazione, come bar, piccoli ristoranti, ma anche punti di informazione turistica e didattica. Un’idea accattivante e, come si direbbe oggi, molto “green” ed eco-compatibile potrebbe essere la loro conversione in stazioni di servizio di nuova generazione per la ricarica di automobili elettriche.

La Sardegna è la regione in cui l’Anas ha individuato il maggior numero di case cantoniere da dare in affidamento. In tutto sono trenta, e proprio la Gallura – sia sulla costa che nelle zone più interne – è l’area che potrà beneficiarne in misura maggiore.

Le case cantoniere la cui funzionalità potrebbe venire presto recuperata si trovano nei territori comunali di Tempio, Santa Teresa Gallura, Palau, Calangianus, Bortigiadas, ma anche in quelli di Berchidda, Olbia e Budoni.

Parte integrante del paesaggio, le case cantoniere (cosi definite perché avevano competenza su un preciso “cantone” stradale) hanno fatto la loro prima comparsa nel 1830.

A istituirle fu lo zio di Carlo Alberto, quel Carlo Felice che molti conoscono forse più per la strada che ne porta il nome che per le vicende storiche di cui è stato protagonista.

Usate per tanto tempo, sono oggi parte dell’enorme patrimonio immobiliare dell’Anas, che, volendo contrastare tutti gli effetti negativi del loro abbandono (compresa la svalutazione economica), ha deciso di assegnarne un centinaio, poco meno di un decimo del totale nazionale. Trenta di queste, come detto, si trovano in Sardegna e buona parte in Gallura.

Nella lista dei desideri e dei buoni propositi di tanti politici sardi, oggetto di mille mancati progetti di rilancio, le case cantoniere potranno forse conoscere, d’ora in avanti, tempi migliori. Per farsene un’idea, potrebbe essere utile seguire l’iter e i prossimi sviluppi del bando.