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L’intervista a Fabio Frontani: “Camera Arbitrale, nuovo punto di riferimento per il settore”

Fabio Frontani caic
A sinistra Fabio Frontani, presidente della Camera Arbitrale italiana del caffè, con il Vicesindaco di Genova Stefano Balleari

MILANO – Abbiamo incontrato Fabio Frontani che dal Gennaio 2019 è presidente della Camera Arbitrale Italiana del Caffè (CAIC). La CAIC nasce a Genova nel lontano 1933 dove è tutt’ora domiciliata presso la locale Camera di Commercio. Negli ultimi anni la CAIC non è stata di fatto operativa e c’erano motivati dubbi al riguardo della sua stessa
sopravvivenza. Nel 2019, con l’insediamento del nuovo Consiglio Direttivo (oltre a Frontani siedono nel CdA: Michela Stama – vice Presidente, Raffaele Addamo, Alessandro Borea, Riccardo Marchesi e Elio Vercelli) la CAIC ha subito un profondo processo di rinnovamento e oggi può essere considerata una reale alternativa alle Camere Arbitrali di Londra e Amburgo, oltre che un’organizzazione realmente al servizio di tutti gli operatori del caffè, italiani e non.

Comunicaffè: “Presidente Frontani, sono passati circa nove mesi dalla presentazione della “nuova” CAIC

Che bilancio può fare di questo primo periodo?”

Fabio Frontani: “Il bilancio non può che essere parziale, vista la situazione di emergenza nella quale siamo stati catapultati e che ha ovviamente penalizzato anche l’attività della CAIC. Ciò nonostante siamo orgogliosi di poter dire che la “campagna soci” sta andando avanti spedita e oggi possiamo contare su un numero soddisfacente di aziende, italiane e estere, che hanno deciso di associarsi alla CAIC.”

CC: “Ci può dire qualcosa di più al riguardo delle aziende che si sono associate?”

FF: “Preferirei fare un bilancio più preciso quando saremo in grado di contare su dati definitivi e certi. Per il momento posso dirle con grande soddisfazione che hanno aderito quasi tutte le principali industrie di torrefazione italiane, un discreto numero di operatori dei crudi nazionali ed esteri e diversi spedizionieri. Debbo purtroppo invece lamentare il limitatissimo numero di torrefazioni di dimensioni inferiori e me ne dispiaccio molto perché sono profondamente convinto che i nuovi servizi della CAIC possano essere di grande interesse anche per loro. Evidentemente non siamo riusciti a far arrivare il giusto messaggio…”

CC: “Ci può dire qualcosa di più al riguardo della proposta della CAIC?”

FF: “Assieme ai colleghi del Consiglio Direttivo abbiamo lavorato moltissimo per rinnovare la CAIC e renderla una organizzazione realmente utile a tutti gli operatori del settore.
Oggi la CAIC non è solo più una Camera Arbitrale in grado quindi di dirimere contenziosi relativi ai contratti di compravendita di caffè verde; ma abbiamo deciso di renderla utile anche attraverso un servizio innovativo che abbiamo chiamato “Expertise”. Utilizzando questo servizio i soci possono avere gratuitamente pareri estremamente qualificati e assolutamente confidenziali al riguardo di problematiche qualitative e contrattuali.

Siamo convinti circa la grande utilità di tale servizio che, una volta compreso, sarà giustamente molto utilizzato da molti operatori del settore.”

CC: “Quali sono i capisaldi sui quali si basa l’operatività della “nuova” CAIC?”

FF: “Ci siamo appoggiati su concetti semplici ma molto importanti: serietà, professionalità, imparzialità e confidenzialità. Abbiamo poi deciso di basare l’operatività della CAIC su Arbitri di indiscussa competenza, che sono veri e propri punti di riferimento per tutti gli operatori del nostro settore.”

CC:” Come si diventa Arbitro della CAIC?”

FF: “Gli Arbitri sono di due categorie: qualità e principio. Inoltre stiamo valutando la possibilità di avere il supporto di uno dei massimi esperti del settore per quanto riguarda i problemi di tostatura. Per diventare Arbitro della CAIC bisogna superare un apposito esame tenuto da una commissione che valuta in maniera approfondita se il candidato dispone delle competenze necessarie per poter ricoprire questa prestigiosa carica.

Non appena la situazione lo permetterà, daremo il via alle sessioni di esame e gli interessati possono quindi già contattarci per informazioni ed eventuali iscrizioni.”

CC: “E come ci si può associare?”

FF: “E’ semplicissimo, basta andare sul nostro sito e compilare il modulo di adesione. Tra l’altro in considerazione dei tanti problemi che il 2020 ci ha riservato, abbiamo pensato di fare un gesto che è stato molto apprezzato: infatti con la quota di quest’anno vene coperta anche quella relativa al 2021. Infine voglio ricordare che le quote sono davvero molto contenute: solo 250 euro per le aziende con un fatturato superiore a 5 milioni di euro, mentre quelle con un fatturato inferiore pagano solamente 120 euro annui.
Invito quindi tutte le aziende che ancora non lo avessero fatto ad associarsi con fiducia alla CAIC.

In tal modo potranno usufruire gratuitamente del servizio di “Expertise”, ma contribuiranno anche a tenere viva la CAIC e di conseguenza a dare lustro al settore del caffè del nostro Paese che, più di qualsiasi altro, lo merita. Vorrei concludere con una esortazione a tutti gli operatori italiani: la decisione relativa alla piazza arbitrale
deve essere sempre discussa e concordata tra le parti rima della conclusione del contratto. Nel vostro stesso interesse, vi invitiamo a non accettare passivamente le imposizioni della vostra controparte ma insistete per avere “CAIC – Genova” quale piazza arbitrale contrattuale.

Così facendo avrete la certezza che, in caso di arbitrato, la vostra pratica sarà gestita in maniera seria, rapida, affidabile e confidenziale da esperti unanimemente riconosciuti per la loro competenza e professionalità.”

Il logo CAIC

Per ogni altra informazione: www.caic1933.it