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Caffeina: come capire se ne stiamo assumendo quantità elevate

caffeina espresso

MILANO – La sensibilità alla caffeina è molto individuale e quindi ognuno reagisce in modo diverso, ecco perché dopo una tazzina di espresso c’è chi si addormenta di colpo e chi invece resta sveglio per ore.

Quando però si eccede, l’organismo lo capisce e ci avvisa inviando segnali precisi, cui è bene prestare attenzione per attenuare i potenziali effetti negativi delle bevande a base di caffeina.

Resta comunque sempre valida la regola dei 300 mg al giorno, quindi fino a 6 espressi, se di pura arabica. Meno, naturalmente, se la miscela contiene robusta.

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1.Eccessivo nervosismo

Il caffè non è solo uno stimolante del sistema nervoso centrale, ma blocca anche i ricettori di adenosina, aumentando al tempo stesso adrenalina, dopamina e glutammato. Un mix di reazioni che possono scatenare ansia, nervosismo, irritabilità e persino esplosioni di rabbia, oltre ad aumentare la frequenza del ritmo cardiaco.

Il rimedio: «Passare al decaffeinato può di certo aiutare, perché riduce ma non elimina del tutto l’assunzione di caffeina e coloro che hanno delle patologie cardiache dovrebbero comunque evitare di bere caffè in grande quantità», suggerisce il professor Michael Yassa, docente di neurobiologia comportamentale all’Università della California, Irvine.

2. Cali di energia durante il giorno

Niente di meglio di una botta di caffeina per mandar via la stanchezza in pochi sorsi. Solo che poi l’effetto svanisce e si rischia così il crollo, come confermato anche da uno studio del 2012, pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, dove si sottolineava come talvolta e per alcuni soggetti la caffeina avesse la capacità di ridurre talvolta la produttività in ufficio.

Il rimedio: «Molte persone si affidano alla loro dose di caffeina per rimanere vigili nel corso della giornata, ma in realtà questa è una “falsa energia”. Solo il cibo può garantire all’organismo il combustibile di cui ha bisogno», avverte la nutrizionista sportiva Jenna Braddock.

3. Frequenti visite in bagno

La caffeina è diuretica, il che significa che può aumentare la frequenza urinaria, a maggior ragione se non si è un bevitore regolare di caffè, rischiando così di disidratare l’organismo nel caso in cui non si assumesse acqua a sufficienza.

Non bastasse, è stato anche dimostrato che il caffè (compreso quello decaffeinato) ha pure un effetto lassativo su circa il 30% delle persone, sebbene gli scienziati non sappiano esattamente perché ciò avvenga e ipotizzino che possa essere causato dall’effetto stimolante dell’acido del caffè su intestino e colon.

Il rimedio: nel primo caso, sempre la dottoressa Braddock suggerisce «di aggiungere uno snack salutare alla tazzina di espresso, perché il cibo rallenta il passaggio della bevanda attraverso lo stomaco e il tratto digestivo verso la vescica», mentre per il secondo “problema” il consiglio è quello di scegliere caffè più scuri, come quelli a tostatura francese, che sono meno acidi e contengono meno caffeina.

4. Continue contrazioni delle palpebre

Secondo il National Institutes of Health, la caffeina è fra le prime tre cause di contrazione delle palpebre, mentre uno studio della York University ha evidenziato come la caffeina stimoli il rilascio di serotonina e noradrenalina, due neurotrasmettitori che aumentano la reattività nei muscoli e nei nervi.

Il rimedio: ridurre la quantità di caffè e aumentare l’apporto di acqua.

5. Disturbi del sonno, ma basta non bere caffè dopo le 16

La scienza imputa al caffè la capacità di sabotare il sonno, distruggendone qualità e quantità, e di incidere sul ritmo circadiano, rendendo più difficile addormentarsi.

«Il sonno è fondamentale per ogni aspetto della funzione cognitiva – sottolinea sempre il professor Yassa, che è anche direttore del Centro per la Neurobiologia dell’apprendimento e della memoria – quindi qualunque eventuale beneficio derivante dalla caffeina verrebbe immediatamente spazzato via dalla mancanza di adeguato riposo».

Il rimedio: sebbene non sia per tutti così, perché la risposta dell’organismo all’assunzione di caffeina varia sensibilmente da individuo ad individuo, come consiglio generale converrebbe non assumere caffè dopo le 16, così da evitare eventuali ripercussioni sulle ore di sonno.

La scienza imputa al caffè la capacità di sabotare il sonno, distruggendone qualità e quantità, e di incidere sul ritmo circadiano, rendendo più difficile addormentarsi.