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Il virologo Burioni favorevole alla riapertura dei locali: «Il rischio all’aperto è molto basso»

E sulle riaperture anche Maria Rita Gismondo, microbiologa dell'ospedale Sacco di Milano, invita a bilanciare cautela e il bisogno di reagire alla paralisi pandemica. "Credo che, con misure di sicurezza idonee, si possa e si debba procedere con le riaperture", ha spiegato l'esperta

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Roberto Burioni

MILANO – I gestori che spingono per la riapertura in sicurezza sono ormai giunti allo stremo: oltre un anno di chiusure e aperture limitate, sostegni che tardano ad arrivare e che comunque sono irrisori, non sono più tollerabili per gli imprenditori. Alcuni di loro scendono in piazza, altri restano aperti in segno di protesta civile (e si beccano le multe). Ma c’è qualcuno che parla a loro favore in qualità di uomo di scienza: è di nuovo Roberto Burioni a parlare, tenendo conto di diversi aspetti essenziali per provare a riaprire i locali all’aperto. Leggiamo la sua opinione dall’articolo di Michele Bocci su repubblica.it.

Burioni possibilista sulle riaperture

“E’ vero che ci sono ancora gli ospedali pieni e che bisogna stare attenti, però ormai, dopo un anno di pandemia, sappiamo che il rischio all’aperto è molto basso. Ce lo dicono i dati”. Burioni non intende sottovalutare il virus. “E’ terribile all’interno, lo è molto meno all’esterno. Si tratta di un aspetto che va preso in considerazione. Le aperture e le chiusure sono scelte politiche. Un conto però sono i cinema o i teatri all’aperto, un conto quelli al chiuso. Come tutti i virus respiratori anche questo si trasmette molto meno all’aperto che negli spazi chiusi”.

Il virologo non nasconde il suo desiderio di tornare almeno un po’ alla vita di prima, dopo tanti mesi di chiusure

“La stagione non è ancora buona? Io ho talmente voglia di uscire che andrei a vedere un film anche con queste temperature, con il cappotto”.

E sulle riaperture anche Maria Rita Gismondo, microbiologa dell’ospedale Sacco di Milano, invita a bilanciare cautela e il bisogno di reagire alla paralisi pandemica. “Credo che, con misure di sicurezza idonee, si possa e si debba procedere con le riaperture”, ha spiegato l’esperta aggiungendo: “Purtroppo ancora registriamo decessi per Covid. Sono numeri terribili, accanto ai quali dovremmo però tenerne presenti anche altri: i posti di lavoro persi, i danni culturali e quelli psicologici”.

Ma, spiega Gismondo “conosciamo la distanza di sicurezza, l’importanza delle mascherine” e “abbiamo a disposizione strumenti di diagnostica rapida e i vaccini. Usiamo queste armi per ricominciare a vivere. Dobbiamo preservarci con i vaccini e con il tracciamento ma anche riprendere una vita più normale possibile”.