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Brasile: export 2019/20 a 40 milioni di sacchi, in forte calo (-9,3%) gli imbarchi verso l’Italia

Ma l'export verso l'Italia è in calo di oltre il 9% e Genova perde temporaneamente terreno a favore di Anversa. A giugno, esportazioni in flessione di quasi il 10%: secondo Cecafé, tale battuta d'arresto non va imputata al coronavirus

export brasiliano
Le esportazioni del Brasile hanno raggiunto a settembre livelli senza precedenti

MILANO – L’export del Brasile si mantiene a livelli elevatissimi: tra luglio 2019 e giugno 2020, periodo coincidente con l’annata di raccolto 2019/20, il primo produttore mondiale ha esportato quasi 40 milioni di sacchi: un volume secondo soltanto a quello record del 2018/19. Così i dati del report mensile di Cecafé, diffusi lunedì sera. Secondo l’Associazione brasiliana, le esportazioni di caffè in tutte le forme degli ultimi 12 mesi sono state pari a 39.929.439 sacchi.

Il dato, pur in flessione del 3,6% sull’annata precedente, si colloca nettamente al di sopra della media storica degli ultimi anni, come dimostra la tabella sottostante.

L’export di caffè verde è stato di 35.896.826 sacchi, in calo del 4%. Nonostante una flessione del 6,8%% – determinata dal ricorrere di un’annata negativa nel ciclo biennale – gli imbarchi di arabica hanno raggiunto il ragguardevole volume di 31.460.909 sacchi (cliccare sulle tabelle per ingrandirle).

Da record l’export di robusta, che è stato di 4.435.917 sacchi, in crescita del 22,7%. Stabili (-0,4%) a circa 4 milioni di sacchi le esportazioni di caffè trasformato, costituito quasi esclusivamente da solubile.

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