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Brasile: Comitato esecutivo della Camex approva l’import di caffè robusta

Il via libera da parte della Camera dovrebbe arrivare nella seduta di mercoledì. Ma le organizzazioni dei produttori annunciano ancora battaglia e potrebbero appellarsi direttamente al presidente Temer

raccolto brasiliano Brasile
La bandiera del Brasile

MILANO – Sempre più vicino il via libera delle autorità brasiliane all’import di caffè robusta. Il Comitato esecutivo di gestione della Camera del Commercio Estero (Camex) ha autorizzato la misura. Si attende ora il disco verde della Camex.

Il provvedimento è all’ordine del giorno della prossima riunione di questo organo, in programma mercoledì prossimo.

La misura si applicherà a un contingente massimo di un milione di sacchi di caffè robusta, che potrà essere importato di qui a maggio, in ragione di 250 mila sacchi al mese.

Sul caffè importato verrà applicata un’aliquota speciale del 2%.

Contestualmente, il Comitato ha elevato l’aliquota massima per l’import di tutti i tipi di caffè verde al 35%. Contro il 10% sin qui vigente.

Un colpo alla botte e uno al cerchio

Il tutto per dare un segnale al settore e far capire che la misura ha carattere provvisorio ed eccezionale.

E non vuole costituire in alcun modo un precedente, come paventano i produttori.

Un colpo alla botte e uno al cerchio, insomma.

Il prossimo passo sarà costituito dalla pubblicazione delle misure di mitigazione del rischio fitosanitario per il caffè proveniente dal Vietnam, paese che fornirà buona parte del verde di importazione.

Cifre ancora distanti

Si apprende intanto che i nuovi accertamenti compiuti da Conab per determinare l’entità degli stock di robusta (conilon) in Espírito Santo, Rondônia e Bahia meridionale hanno stimato scorte per un volume compreso tra gli 1,5 e 1,7 milioni di sacchi.

Sempre molto al di sotto dei dati indicati dalle organizzazioni dei produttori, che stimano invece gli stock di questi tre stati in 4,4 milioni di sacchi.

I produttori non si arrendono

Ma i produttori non ci stanno. E non si arrendono. La Federazione degli agricoltori dell’Espírito Santo (Faes) stima in 1 miliardo e mezzo di reais (oltre 450 milioni di euro) il danno che verrà arrecato ai coltivatori di conilon dello stato, già messi a dura prova dall’eccezionale siccità delle ultime stagioni.

E per questo annuncia nuove iniziative e pressioni lobbistiche, sia in ambito parlamentare sia direttamente nei confronti del presidente delle repubblica Michael Temer.

Industria soddisfatta

Di tenore opposto la reazione del SNICS, una delle entità rappresentative dell’industria del caffè solubile.

“Se il Brasile non sarà in grado di adempiere ai contratti sottoscritti, i buyer internazionali si rivolgeranno ad altri fornitori” ha dichiarato il direttore Agnaldo de Lima.