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Come il Bonus pubblicità sale dal 30 al 50% dell’investimento dopo la firma di Mattarella

Con il DL Rilancio Italia, il beneficio fiscale per le imprese che investono in pubblicità sui giornali è stato ulteriormente rafforzato, portandolo dal 30 al 50% del valore dell’investimento. Il tetto di spesa è stato pertanto innalzato fino a 60 milioni di euro per l’anno 2020. Il credito in esame, è rivolto alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali in relazione agli investimenti pubblicitari effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche su Comunicaffè che è testata depositata in Tribunale

bonus pubblicità 2020
Bonus pubblicità

MILANO – Importanti novità in arrivo per accedere al Bonus pubblicità 2020 per le aziende.  Sono inserite all’interno del pacchetto editoria del decreto rilancio Italia, questa volta nella formulazione di testo e non più di bozza, approvato ufficialmente dal consiglio dei ministri di mercoledì 13 maggio 2020. Il decreto legge è stato firmato martedì 19 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e subito pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Quindi è operativo. Oltre al capitolo sul Bonus pubblicità ne contiene altri 225.

Con il DL Rilancio Italia, il beneficio fiscale per le imprese che investono in pubblicità sui giornali e le radio TV locali e nazionali è stato ulteriormente rafforzato, portandolo dal 30 al 50% del valore dell’investimento. Il tetto di spesa è stato pertanto innalzato fino a 60 milioni di euro per l’anno 2020.

Al fine di garantire il pagamento entro i termini di legge del rateo del contributo all’editoria in favore delle imprese beneficiarie, la verifica della regolarità previdenziale e fiscale prevista per il primo pagamento è cancellata. La verifica rimane invece operativa per in previsione del saldo del contributo.

“Il decreto Rilancio che punta a sostenere il Paese in uno dei momenti più difficili che abbia mai conosciuto contiene un pacchetto di norme a sostegno del settore editoria per affrontare le criticità dovute a questo periodo di emergenza e anche per accompagnare il processo di modernizzazione in atto.

In questi mesi il settore della editoria è stato importantissimo per informare gli italiani svolgendo una funzione essenziale di pubblico servizio.

La complessiva tenuta delle vendite e l’aumento degli accessi ai siti delle testate registrato nelle ultime settimane, segnalano una attenzione dei lettori ma non attenuano gli effetti di una crisi che viene da lontano e che si è ulteriormente complicata con l’emergenza sanitaria.

Per questo il Governo ha ritenuto opportuno prevedere alcuni qualificanti interventi che hanno come obiettivo anche quello di accompagnare un processo di modernizzazione indispensabile per affrontare le nuove sfide.

L’editoria non è solo un settore economico ma in base al dettato costituzionale dell’articolo 21 è anche cartina tornasole della qualità della democrazia”.

Lo scrive in una nota il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria e all’Informazione Andrea Martella.

La spinta agli investimenti pubblicitari

Per arginare la caduta dei ricavi pubblicitari che per molte testate rappresenta la principale fonte di sostentamento, il Decreto legge Cura Italia aveva disposto la trasformazione del credito di imposta per la pubblicità, già vigente per gli investimenti pubblicitari delle imprese aggiuntivi rispetto all’anno precedente, in una misura applicabile agli investimenti complessivi.

Bonus pubblicità 2020: in compensazione F24

Il bonus pubblicità, erogata sotto forma di credito d’imposta da utilizzarsi in compensazione F24, mira a incentivare gli investimenti pubblicitari su giornali (digitali e cartacei purché registrati in Tribunale), televisione e radio per migliorare la qualità dell’informazione.

Possono usufruire del bonus pubblicità 2020:

-le imprese;
-i lavoratori autonomi;
-gli enti non commerciali.