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Biobar, innovazione e salute fanno il loro ingresso nei pubblici esercizi

Partito la settimana scorsa e poi conclusosi a Trento, il primo corso per baristi dedicato agli estratti di frutta e verdura da agricoltura biologica o biodinamica

biobar
Il responsabile del corso Marco Dalboni (a sinistra) con il presidente dell'Associazione di Trento Giorgio Buratti

TRENTO — Salutari, genuini e innovativi. Così sono gli estratti di frutta e verdura derivati da coltivazioni biologiche o biodinamiche che sono state al centro di Biobar. Un corso di aggiornamento dedicato ai baristi trentini e organizzato dall’Associazione pubblici esercizi del Trentino.

Biobar: tre giornate di approfondimento

Focus quindi su proprietà, tecniche e segreti di un prodotto innovativo per promuovere una nuova specializzazione all’interno dei pubblici esercizi trentini. L’attenzione alla salute, alla qualità ed all’origine dei prodotti.

È cominciato martedì ed è terminato il 26 marzo.

L’evento

E’ stato condotto dal barman professionista Marco Dalboni, autore del libro “Estratti di frutta e verdura per le 4 stagioni”. Edito da Macro Edizioni, che ha riscosso molto interesse da parte degli associati. Entrambi i turni hanno fatto registrare il tutto esaurito.

Primo esperimento

«Si tratta – spiega Giorgio Buratti presidente dell’Associazione – del primo esperimento a livello nazionale di corso di biobar. Un settore che crediamo in forte espansione.

Il biobar può aiutare i pubblici esercizi ad indirizzarsi verso una specializzazione innovativa. La preparazione degli estratti avviene seguendo i ritmi stagionali. Quindi utilizzando esclusivamente frutta e verdura di stagione, e con materia prima di origine biologica o biodinamica.

La salubrità degli ingredienti, infatti, è una condizione essenziale per proporre un prodotto genuino, nutriente e sano».

L’estrazione

A differenza delle centrifughe tradizionali che, surriscaldandosi, sottraggono princìpi nutrizionali importanti a frutta e verdura, l’estrattore consente di rinunciare soltanto a sostanze non utili all’organismo umano.

«Crediamo – prosegue Buratti – che questo tipo di offerta innovativa possa contribuire a caratterizzare i pubblici esercizi del nostro territorio in modo adeguato alle aspettative sia dei cittadini che dei turisti. Del Trentino apprezzano soprattutto la componente “salutare”, “naturale”.

Il metodo dell’estrazione lascia inalterate le proprietà degli ingredienti consentendo di ottenere un prodotto altamente nutriente e sano.

Un prodotto che può ampliare l’offerta dei nostri pubblici esercizi in maniera innovativa. Per altro senza l’uso di alcol o altri integratori. Inoltre, si adegua alla diffusione sempre maggiore, in Trentino, di prodotti a certificazione biologica o biodinamica».

Una legge per riconoscere i biobar

«L’Associazione – conclude il presidente – sta lavorando ad una proposta di legge per far riconoscere ufficialmente i “biobar”. Nonché premiare la loro attenzione verso un consumo attento e consapevole che coniuga benessere, gusto e qualità.

Non sarebbe secondario, poi, il contributo che questa iniziativa potrebbe conferire all’immagine della nostra provincia in senso turistico.

Il Trentino come luogo di nascita dei “biobar” sarebbe un ottimo messaggio promozionale

«Da parte degli operatori c’è molto interesse, come testimoniano le molte adesioni che abbiamo ricevuto per questo corso».

La prima edizione del corso, che si tiene al Ristorante Alpi, si è concluso il 26 marzo. Alla fine delle lezioni, a tutti i partecipanti è stato consegnato il libro di Marco Dalboni e l’estrattore professionale di Estraggo Pro distribuito da Siqur Salute.