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Manichini per riempire il vuoto del locale: la storia di un gestore cuneese

Il gestore: «Pensare ad un Natale con il locale vuoto, con solo uno o due dipendenti ad aggirarsi in questi spazi, non mi piaceva proprio. Mi è tornata alla mente un’iniziativa ideata da un negozio di Milano, durante il primo lockdown, e ho pensato di riproporla. Con l’aiuto di alcuni negozianti di Barge, ho trovato quindici manichini per la pasticceria. Sembrano clienti veri e passando davanti alle vetrine, l’impressione è quella di un locale “normale”, vivo»

manichini
I clienti da pandemia

BARGE (Cuneo) – Sembra a tratti una follia e a tratti una soluzione inquietante quella applicata da un gestore piemontese all’interno del suo locale durante i periodi di chiusura: per riempire il vuoto del suo locale – ma anche dei cuori di chi non poteva più entrare – ha deciso di abitare la sua caffetteria con dei manichini con tanto di vestiti moderni indosso. Una scelta che fa impressione e sicuramente riflettere. Leggiamo i dettagli dal sito del quotidiano ligure ilsecoloxix.it.

Manichini al posto dei clienti a Barge

Marco Lusso, giovane pasticciere di Barge, titolare della storica pasticceria Luciano, proprio non ci stava a lasciar passare il periodo delle festività natalizie con il negozio vuoto. Così ha deciso di «animarlo» con una serie di manichini, per simulare i clienti del locale. «Sono un inguaribile ottimista – racconta -. Il 2020 è stato un anno decisamente particolare, difficile sotto molti punti di vista, ma non mi voglio piangere addosso. Pur in mezzo a tante difficoltà e incertezze, mi piace sempre guardare avanti, pensare che lavorando e lottando, riusciremo a lasciarci alle spalle questa situazione. Non a caso proprio in questi giorni ho presentato ai miei clienti la nuova app della pasticceria».

Poco più di un anno fa Lusso aveva ristrutturato il locale: 180 metri di pasticceria rimessi a nuovo, con una bella area bar, accogliente e luminosa, con ampie vetrine

Racconta: «Pensare ad un Natale con il locale vuoto, con solo uno o due dipendenti ad aggirarsi in questi spazi, non mi piaceva proprio. Mi è tornata alla mente un’iniziativa ideata da un negozio di Milano, durante il primo lockdown, e ho pensato di riproporla. Con l’aiuto di alcuni negozianti di Barge, ho trovato quindici manichini per la pasticceria. Sembrano clienti veri e passando davanti alle vetrine, l’impressione è quella di un locale “normale”, vivo».

Grazie ai colleghi dei negozi di abbigliamento Paolo Castagno e Stabistock, alla cartoleria «Il pennarello» e al negozio di moto Luca Caporgno, i manichini sono stati vestiti alla moda. C’è chi conversa con il vicino, chi degusta una tazza di caffè al bancone, chi è seduto in compagnia della figlia prima di accompagnarla a scuola e chi, con casco da moto in mano, si ferma per un caffè al volo. L’iniziativa è piaciuta. Tanti i bargesi che, passando davanti alle vetrine, si fermano incuriositi.