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Bacaintan re del Coffee in good spirits: «E al Mondiale voglio arrivare con i migliori»

Dan Bacaintan, il campione italiano 2018 di Coffee in good spirits
Dan Bacaintan, il campione italiano 2018 di Coffee in good spirits

MILANO – La finale al Sigep di Rimini ha sancito che il campione italiano di Coffee in Good Spirits è Dan Bacaintan, un barista rumeno da anni residente in Italia. Coffee in Good Spirits è la disciplina che coniuga il caffè ai distillati attraverso l’arte del bere miscelato. Una proposta inedita di cocktail nata nel 2005 in occasione dei campionati mondiali di caffetteria ideati dalla Sca (Specialty Coffee Association, all’epoca Scae), sviluppatasi dapprima nei paesi esteri, a cominciare dal Nord Europa, e diffusasi poi con il tempo anche in Italia.

E qui parliamo di Coffee in Good spirits con il volto di un nuovo campione. Si tratta di quello di Dan Bacaintan che a Rimini è risultato il più bravo d’Italia a preparare bevande alcoliche a base caffè espresso.

Dan, che è di origine romena ma da anni è residente in Italia dove si è formato, si è imposto davanti al campione uscente, il siciliano Marco Poidomani e ad un altro grande come Davide Spinelli.

FRANKE
BAZZARA

Bacaintan sarà il rappresentante dell’Italia al Campionato del mondo della specialità che si disputerà a Belo Horizonte in Brasile dal 7 al 9 novembre.

Di cosa si occupa nella vita?

«Mi occupo di formazione e faccio il barista. Inoltre collaboro con Vibiemme. Testiamo le macchine per caffè. Ma sono appena tornato da Londra, dove ho vissuto e lavorato per tre anni.»

Come si è avvicinato alla specialità del Coffee in Good Spirits?

«Ho iniziato con l’alberghiero Caterina dei Medici nel 2005 a Desenzano del Garda. In terza, il mio insegnante Orazio Saretto, faceva già all’epoca le gare di baristi in Italia. Allora gli ho chiesto di insegnarmi qualcosa di bello sul caffè. E ho fatto dei corsi con lui. Poi mi sono qualificato nel Campionato italiano baristi. Ho gareggiato alle finali a Massa Carrara e poi a Rimini per 4 anni. Da qui la passione per il caffè. Mentre quella per i cocktail è nata prima. A scuola, a 16/17 anni c’era la tendenza delle discoteche e quindi quella di fare i cocktail. Ho studiato perciò tutti i tipo di alcol, per mischiarli al flair. Poi dopo mi sono riavvicinato al caffè, mantenendo però l’alcol come ingrediente. Ecco qui che ho colto l’opportunità nei campionati di Coffee in Good Spirits per mantenere entrambi.»

Dan Bacaintan è il nuovo campione di Coffee in Good Spirits
Dan Bacaintan è il campione italiano di Coffee in Good Spirits 2018

Come è arrivato ai Campionati? A quale selezione ha partecipato per il Coffee in Good Spirits?

«Ho fatto la semifinale a dicembre a Milano. Ci sono state tre tappe: nord, centro, sud. Sono arrivato secondo a Milano. Posizionandomi così, ho imparato dai miei errori in questi due mesi di lavoro. Mi sono allenato tutti i giorni escluso soltanto Natale.»

Come si fa a vincere questo Campionato?

«Innanzitutto con un duro lavoro. Poi con le ricette che ho fatto, che sono state un po’ estreme. Io ho fatto il Bloody Mary. L’avevo già proposto in semifinale con il caffè proveniente dal Kenya che sapeva un po’ di pomodori. Poi ho cambiato il caffè. In finale ho usato un Panama Geisha. Ho cercato di proporre diversi gradi di tostature. »

Chi l’ha assistito nella tostatura?

«Mia moglie lavora per Paolo Scimone alla Torrefazione His Majesty the Coffee . Qui abbiamo fatto tutte le prove possibili per ottenere la sfumatura di pomodoro che c’era nel caffè. Durante la gara poi, si deve spiegare il perché si sono scelti certi prodotti. Allora mi sono riferito alla mia terra d’origine, la Transilvania, e ho raccontato una storia con Dracula collegato al Bloody Mary.»

Dan Bacaintan è il nuovo campione di Latte Art
Una fase della finale di Dan Bacaintan, il campione di coffee in good spirits 2018

E per i mondiali qual è la giusta preparazione?

«C’è tempo si disputeranno a novembre in Brasile. Innanzitutto sceglieremo il caffè. Sarò aiutato da mia moglie, che tosta sempre il caffè. Poi lavorerò con Paolo. Per le ricette collaboreremo per cambiare le dosi e pensare cose nuove. Comincerò piano piano con la selezione. Già dalla prossima settimana avrò già un’idea di gara. Meglio rimanere attivi.»

Che cosa si aspetta dal mondiale?

«Innanzitutto spero di fare una gara che mi soddisfi. Poi, mi auguro di arrivare tra i primi. Ma mi basterà aver disputato una gara nella maniera che ritengo più giusta.»