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Augurissimi al Caffè Florian di Venezia: lo storico locale ha spento 300 candeline!

Un compleanno celebrato con la creazione di un francobollo celebrativo delle Poste. Ma non sono mancate poi le iniziative artistiche e culturali oltre che l'organizzazione di una grande festa scandiranno l'anniversario di uno dei più antichi caffè

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Gli interni del Caffè Florian

VENEZIA – In un momento storico che vede molti, forse troppi, locali aprire per poi chiudere nell’arco di un anno, fa piacere sapere che alcuni spazi che negli anni sono diventate quasi delle istituzioni, resistono alla prova del tempo. E’ il caso dell’antico Caffè Florian di Venezia, che, superata anche la recente minaccia dell’acqua, ora soffia su ben 300 candeline. Leggiamo la notizia del festeggiamento, dall’articolo di Silva Menetto per IlSole24Ore.com.

Caffè Florian: 300 anni e non sentirli

Il Settecento è il secolo dei lumi, della ragione, dei caffè dove viene servita la “negra bevanda” che stimola l’ingegno e corrobora lo spirito. «Quell’acqua nera e bollente» che i baili, gli ambasciatori veneziani, descrivono nelle loro missive dalla Turchia e dall’Egitto, arriva nella città lagunare già nella seconda metà del Seicento.

Poi, tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo, per le botteghe da caffè a Venezia è un successo straordinario e si moltiplicano a vista d’occhio: ce ne sono centinaia, in ogni angolo della città. Una di queste, “Alla Venezia Trionfante”, la inaugura Floriano Francesconi il 29 dicembre del 1720: sono due stanzette prese in affitto dai Procuratori di San Marco, sotto i portici delle Procuratie Nuove, nel salotto buono della città.

L’affabilità e la cura con cui Francesconi serve i suoi clienti fanno sì che presto i veneziani ribattezzino nell’uso quotidiano la bottega

“Andemo da Florian!” continuano a ripetere dame e cavalieri e da allora la leggendaria bottega divenuta “Caffè Florian” non ha mai conosciuto un giorno di chiusura nell’arco di tre secoli, nemmeno nei momenti più bui, nemmeno durante le guerre e neanche per l’acqua grande eccezionale del 12 novembre 2019.

Il Florian è stato da subito locale di successo, ritrovo dei personaggi più in vista della città, da Giacomo Casanova a Carlo Gozzi; al fratello Gasparo che crea la prima “Gazzetta Veneta” (1760) e la distribuisce proprio al caffè; perfino Carlo Goldoni si sarebbe ispirato a Floriano Francesconi per tratteggiare la figura di Ridolfo, il protagonista de “La Bottega del caffè”.

Ma a frequentare il Caffè Florian sono anche “foresti” famosi come Goethe e Rousseau, ambasciatori e uomini d’alto rango, artisti, intellettuali, politici

Nell’Ottocento, quando Venezia è sotto il dominio austriaco, al Florian si ritrovano alcuni patriotti veneziani che stanno preparando la rivolta del 1848, capeggiata da Daniele Manin e Niccolò Tommaseo; quando scoppia l’insurrezione contro gli austriaci è al Florian che vengono ricoverati i primi feriti.

Nel 1858 il Caffè cambia proprietà

Si ingrandisce e viene sottoposto ad una completa ristrutturazione che lo trasforma in quello che vediamo oggi: uno scrigno di specchi, marmi, velluti, dorature e dipinti, servizi d’argento e porcellane finissime. Ogni stanza ha un nome e decorazioni a tema e continua ad essere ritrovo abituale dei veneziani ma anche tappa obbligata del “grand tour” internazionale. Da Byron a Henry James, Ugo Foscolo, Proust, Dickens; Modigliani e Andy Warhol, D’annunzio e Hemingway; Charlie Chaplin e Clark Gable: chi fa tappa a Venezia fa tappa al Florian.

A fine Ottocento, nella Sala del Senato, sono soliti ritrovarsi il sindaco poeta Riccardo Selvatico e i suoi amici

E’ qui che nel 1895 nasce l’idea della prima Biennale d’Arte di Venezia. Un legame, quello con l’arte, che continua intenso ancora oggi: in occasione di ogni Biennale il Caffè Florian chiede a un artista di reinventare in chiave contemporaneo una sala del caffè. Sono nate così le installazioni di Bruno Ceccobelli, Mimmo Rotella; Fabrizio Plessi, Gaetano Pesce, Botto&Bruno; Omar Galliani , Aron Demetz, solo per citarne alcuni.

Ora il caffè più antico d’Italia (uno dei più antichi del mondo) si appresta a compiere i suoi primi 300 anni

E per festeggiarli è già pronto un francobollo celebrativo e una grande festa a fine anno, oltre a una lunga serie di iniziative che il direttore artistico Stefano Stipitivich sta mettendo a punto con la passione che lo contraddistingue, perché il Florian non è un semplice caffè, è un simbolo universale, è un’esperienza emozionale, è il luogo che tra i suoi tavolini ha visto passare la storia.

L’orchestra suona sempre sul palco davanti ai tavolini in Piazza San Marco e i camerieri in livrea continuano a servire caffè e bevande su vassoi d’argento, senza che il fascino del locale si sia minimamente appannato.

Buon compleanno Caffè Florian.