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Arriva il flat food: mangia e bevi a volontà in cambio di un abbonamento

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La formula si ispira alla tariffazione dei servizi telefonici e delle pay tv

MILANO – Il conto al ristorante diventa flat, come le tariffe dei telefoni e della pay tv: mangiare e bere a volontà, con ordinazioni illimitate di piatti e bevande, in cambio di un abbonamento mensile. L’idea, che non va confusa con la formula già collaudata del all you can eat, sta cominciando a prendere piede anche in Italia. Ne parla Il Sole 24 Ore in un articolo di Maria Teresa Manuelli, che riprendiamo di seguito.

Secondo l’ultimo Rapporto Fipe sullo stato dell’arte della ristorazione italiana, nonostante la crisi, gli italiani hanno speso sempre di più per mangiare fuori casa. In 10 anni l’incremento reale dei consumi al di fuori delle mura domestiche è stato del 5,7%, pari a 4,9 miliardi di euro.

E nel 2019 l’aumento è stato dello 0,7%, per un totale di 86 milioni di euro di spesa. Ma in che direzione si orientano i consumatori? Territorialità, sostenibilità e convenienza sono gli asset privilegiati.

A Padova e Ravenna i primi locali che propongono il flat food

In questa chiave si stanno muovendo i ristoranti con abbonamento. La prima sperimentazione del genere arriva da Limena (PD), dove il ristorante Weedoo farà pagare i clienti interessati 149 euro al mese per mangiare e bere a volontà.

Il locale, noto nel territorio che lo ospita per il galletto alla brace, sperimenterà la pionieristica formula “flat food” per sei mesi. L’abbonamento sarà rinnovabile a scelta del singolo cliente alla fine di ogni mese.

«Ci ha intrigato l’idea di testare nella ristorazione ciò che da anni sta accadendo in settori della vita quotidiana dei consumatori – spiegano i titolari dell’attività Luca Pellizzari, Alessandro Trentin e Girolamo Rossi – come la telefonia, Internet, film e serie tv. La tariffa FlatFood si diversifica dall’ormai noto “all you can eat” puntando sulla reiterazione delle visite.

Considerando che il ristorante è aperto 7/7 per 360 giorni all’anno, ci aspettiamo parecchio lavoro extra nei prossimi mesi. Uno sforzo che contiamo essere ripagato dalla partecipazione di persone che sposino il nostro spirito innovativo, tanto nell’offerta food quanto nell’esperienza ristorativa, e che desiderino partecipare con noi a quella che può diventare una piccola rivoluzione del settore».

Analogo esperimento a Ravenna, grazie all’iniziativa dello chef Ciro Adamo, nel nuovo ristorante “Gabarè” (vassoio, in romagnolo), dove dal 27 gennaio si potrà mangiare quante volte si vuole tramite un abbonamento “open” e ordinare tramite app o take away.

«La mia proposta fa risparmiare in termini di spesa, ma anche in cibi da acquistare e gas per il consumo domestico», racconta Adamo. Nel locale, plastic-free, si punterà sulla cucina tradizionale e a un’offerta di tre primi e tre secondi (carne, pesce, vegetariano).

«L’abbonamento mensile costerà intorno ai 220-240 euro. Ciò significa 7,33 euro al giorno. L’abbonamento per la pausa pranzo, invece, 120 euro. Previste agevolazioni per studenti e famiglie: il pacchetto con due adulti e due bambini sarà di circa 400 euro al mese».

Maria Teresa Manuelli