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TRIESTE – E’ recente la notizia che riguarda il passaggio di testimone alla Presidenza dell’azienda Hausbrandt, da parte di Arianna Zanetti, figlia di Martino. Per comprendere questo cambio di rotta generazionale, la parola direttamente alla protagonista di questa storia che è solo agli inizi.
Dal 1988, è stato suo padre a portare avanti l’azienda e ora tocca a lei. Come sente questo nuovo ruolo in azienda?
“Sento un grande senso di responsabilità per questo compito. Sono grata a mio padre Martino Zanetti per la fiducia che ha riposto nei miei confronti. Raccolgo il testimone con la consapevolezza che questo per l’azienda rappresenta molto più di un cambio generazionale: una staffetta nella quale si corre assieme con lo stesso spirito e la stessa visione per conseguire nuovi obiettivi nel retaggio dei risultati raggiunti sotto la guida di mio padre. Un presente che valorizza il percorso compiuto e dà nuove opportunità al futuro.”
Lei prende carica di Presidente in un contesto storico piuttosto critico per il settore caffeicolo: come intende capitanare la nave attraverso questa tempesta perfetta?
“Il mio ingresso in azienda quattro anni fa è coinciso con un momento storico particolare per l’intero mercato del caffè. Ho iniziato a collaborare attivamente ma in punta dei piedi al fianco di mio padre, creando un rapporto di fiducia e vicinanza con tutti i collaboratori. Nonostante il periodo di criticità questo approccio si è rivelato vincente per affrontare e condividere anche le scelte più difficili e coraggiose cui il mercato ci ha inesorabilmente messo di fronte.
Il mio obiettivo – come amministratore delegato dal 2024 ed ora come Presidente – è di continuare a far fiorire l’azienda, renderla sempre più competitiva gestendo eventuali contraccolpi, investire sulla sostenibilità mettendo nuovi semi di innovazione senza tradire le nostre radici. Ritengo fondamentale curare non solo il business ma anche le nostre persone, farle crescere e favorire il loro equilibrio tra vita e lavoro.
Recentemente e per il terzo anno consecutivo ci è stato assegnato il Premio Industria Felix.
È un riconoscimento che mi rende molto fiera perché non valorizza solo i risultati economici, ma soprattutto la solidità, l’affidabilità e la capacità dell’azienda di competere in modo sostenibile. È la conferma che le scelte strategiche adottate nel tempo, l’impegno costante sull’innovazione e l’attenzione alle persone stanno dando risultati concreti.
Vedere sempre il “bicchiere pieno” (e non “mezzo pieno”) è un approccio positivo che mi appartiene da sempre e mi ha permesso di affrontare con lucidità e resilienza anche le situazioni più delicate. Cercherò di portare sempre la nave con questi valori e questa positività.”
Nuova generazione con una donna ai vertici e il 50% dei collaboratori donne: questo ricambio è sinonimo di un cambio anche nei vecchi paradigmi della torrefazione italiana?
“Personalmente credo molto nel valore delle risorse umane, è grazie ad una squadra coesa, appassionata e coinvolta che l’azienda continua ad ottenere risultati positivi e superare i momenti critici con i quali oggi il mercato ci sfida costantemente. In Italia il gruppo impiega circa 200 collaboratori interni, di cui il 50% donne, affiancati da circa 200 agenti e collaboratori esterni.
Negli ultimi anni l’azienda ha inoltre accolto molti giovani, segno di una realtà dinamica e attrattiva. Hausbrandt da sempre favorisce la presenza femminile, non è una novità e su questo continueremo a distinguerci. Inoltre, uno dei miei obiettivi sarà di continuare ad investire nel welfare e nel miglioramento della qualità del rapporto lavoro e vita privata.”
Quali sono le prossime mosse che ha in programma di fare per Hausbrandt: quali canali sono da presidiare in Italia e all’estero?
“Grazie anche alle recenti missioni commerciali all’estero, in Europa ed in Medio Oriente ho potuto toccare con mano nuove esigenze soprattutto dei giovani consumatori, percependo la necessità di attuare strategie volte a soddisfare le nuove abitudini di consumo di un target sempre più preparato. I giovani, viaggiatori e alla ricerca di tendenze da seguire, amano comunque coniugare la ricerca di novità alla tradizione riconoscendo ad essa un ruolo essenziale nell’evoluzione della cultura e della qualità elevata nel prodotto domestico.
La ricerca di una ritualità, del tempo per sé lascia spazio anche a nuove esperienze di consumo e modalità di estrazione alternative, ed è in tale direzione che Hausbrandt, tradizionalmente legata al comparto horeca, sta volgendo il proprio sguardo ed i propri sforzi. L’azienda dovrà sempre più puntare ad offrire non solo prodotti ma valori nei quali i giovani possano riconoscersi.
Hausbrandt ha scelto di investire per adattarsi e incontrare le nuove abitudini e i gusti dei consumatori, aprendosi a nuovi canali distributivi, grazie anche alle recenti certificazioni biologico e Fairtrade e alla continua ricerca per rendere maggiormente sostenibili i prodotti: oggi l’approccio al mondo domestico è più vicino.”
I prezzi: avete già apportato dei rincari al listino o avete ancora intenzione di coprire in maniera interna gli aumenti?
“L’importante stress finanziario degli ultimi anni ha necessariamente imposto di rivedere le politiche di costo con un maggiore controllo degli stessi, pur mantenendo invariata la qualità, senza compromessi nei confronti del consumatore finale.
Questo risultato è stato possibile grazie a una strategia di acquisto del crudo fondata su un’attenta analisi tecnica e volumetrica dei grafici di borsa. Chiaramente non è stato possibile aumentare di pari passo il listino pertanto l’azienda, come molti altri torrefattori si è trovata a dover assorbire la variazione.
È necessario ammettere che in Italia – rispetto all’Estero- il caffè rientra da sempre nelle commodities con la conseguente abitudine ad un basso valore percepito, ma credo che investire costantemente nella conoscenza e nella formazione potranno portare ad una maggiore consapevolezza del valore e del vero posizionamento di questa bevanda.”
Il vostro fatturato ha avuto un aumento in questo ultimo anno, dovuto anche all’inevitabile aumento del costo della tazzina finale?
“I risultati sono frutto di una strategia di differenziazione e dello sviluppo di nuove opportunità commerciali all’estero, esportiamo in oltre 90 Paesi e l’estero pesa per il 50% dei ricavi del business caffè. Il caffè rappresenta quasi l’80% del fatturato totale, ma grazie agli a marchi quali birra Theresianer, i vini Col Sandago e Champagne Martin des Orsyn, il Gruppo offre un’offerta completa e diversificata, con una chiusura 2025 superiore ai 100 mln di fatturato.”
Quali mercati esteri sono più importanti per voi che vendete tanto fuori dall’Italia?
“Hausbrandt esporta in oltre 90 Paesi al mondo, ma per citare qualche mercato particolarmente importante la presenza è capillare in Grecia, in Germania e nell’Est Europa. Sempre in pieno sviluppo il Medio Oriente e gli Stati Uniti.”



















