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Antonia Trucillo: «Sono sempre stata consapevole del mio futuro nella filiera del caffè»

Antonia Trucillo scrive quasi una poesia sul chicco: "Il caffè è desiderio Il caffè è godimento Il caffè è sublimazione Il caffè è nevrosi Il caffè è sensazione Il caffè è riflessione Il caffè è conoscenza Il caffè è concetto Il caffè è espressione Il caffè è sistema di comunicazione Il caffè è prodotto commerciale Il caffè è sintomo Il caffè è socialità Il caffè è ritualità Il caffè è amicizia Il caffè è incontrarsi"

Antonia Trucillo non si occupa soltanto dell'Accademia dell'azienda di famiglia ma è anche la protagonista della pubblicità
Antonia Trucillo non si occupa soltanto dell'Accademia dell'azienda di famiglia ma è anche la protagonista della pubblicità

MILANO – La donna del giorno porta un cognome importante, eredità di un’azienda di famiglia che ancora oggi continua la ricerca della qualità nel caffè cosìddetto più commerciale. Un aggettivo che non deve per forza accompagnarsi ad una connotazione negativa e sul quale Antonia Trucillo sta puntando tempo ed energie. Per cambiarne la concezione nella mente di consumatori e addetti del settore. Impegno che è già emerso durante un interessante Panèl sul futuro della caffetteria italiana. 

Antonia Trucillo: che cos’è per lei il caffè? Un ricordo, un’abitudine, un tramite?

“Parte integrante della mia vita. Si, il caffè è la mia famiglia, la mia crescita, i miei viaggi, la mia scelta. È un potente sistema di comunicazione. Il caffè è incontrarsi, sublimazione, desiderio.”

Potrebbe descrivere il suo mestiere?

“Il mio percorso in questo settore inizia quattro anni fa quando decisi di tornare a Salerno dopo aver conseguito la laurea in Marketing and Corporate Communication a Milano. Dopo il primo mese trascorso in produzione, tra sacchi di caffè verde e macchine tostatrici, partii subito per l’Honduras. Poi Colombia, Brasile, India, Guatemala; Costarica, Vietnam e finalmente toccai con mano la materia prima.

Amore a prima vista! Ancora oggi continuo a viaggiare programmando uno/due viaggi all’anno nei paesi d’origine per mantenere il contatto con i produttori. Nel frattempo, ho iniziato un percorso formativo: da due anni sono Trainer Ast dello Specialty Coffee Association e Q Grader, qualifica che permette di avere un linguaggio comune tra tutti i professionisti dell’universo del caffè in tutto il mondo.

In modo da parlare con i produttori nei paesi d’origine e garantire una filiera di qualità fino in tazza. Si tratta della specializzazione di più alto livello nell’industria del caffè. Oggi quindi mi occupo del Controllo qualità del nostro laboratorio e sono responsabile dell’Accademia. La scuola del caffè che fu fondata dai miei genitori nel 1998.

Siamo un’azienda familiare, quindi i ruoli non sono finiti… Sono Responsabile Marketing. Per cui seguo i progetti di comunicazione e digital. Gli eventi, le fiere, e soprattutto il progetto dei franchising negli Emirati Arabi e ultimo arrivato, il nostro rebranding. Un progetto durato tre anni che vede la creazione di un nuovo linguaggio di marca, che si è evoluto rispettando le richieste del mercato. Sempre più attento e che ha bisogno di racconti autentici.”

Quando Antonia Trucillo ha deciso che il caffè, la cultura del caffè avrebbe potuto essere la sua strada professionale?

“Io l’ho sempre saputo. E forse anche mio padre, anche se non ce lo siamo mai detti. Nonostante entrambi i miei genitori lavorassero in azienda, a me e ai miei fratelli ci hanno sempre incoraggiato a realizzare i nostri sogni. Mi ricordo che mentre scrivevo la tesi, mia madre mi mandava link di Master in giro per il mondo, mi diceva “Anto vai in America, studia ancora; fai la ballerina, fai la tua scelta.”

La mia è stata una vocazione. Nessuno mi ha detto torna, ma io sono sempre stata consapevole del mio futuro nel caffè.”

È stata solo una scelta lavorativa oppure di vita?

“Direi proprio di vita. Oggi infatti la mia felicità più grande è uscire di casa ed incontrare a lavoro la mia vita: i miei fratelli che sono entrati chi da un anno e chi da un mese e condividere qualcosa che è molto di più di un semplice lavoro.”

C’è stato un episodio particolare in cui ha pensato di non farcela e perché?

“Ricordo che durante i primi corsi in Accademia non ero a mio agio di fronte tutti i partecipanti. Erano le prime volte e portare il cognome di famiglia non è facile. Ho sempre pensato di dover fare sempre di più per guadagnarmi il mio posto e il rispetto di colleghi e clienti.

Forse sono entrata in azienda a 21 anni proprio per la grande paura di sbagliare e di non essere all’altezza. Ho sempre pensato che avrei dovuto imparare tanto e presto. Siamo la terza generazione e il passaggio generazionale è un processo lungo e complesso. I primi tempi era veramente difficile però ho seguito gli insegnamenti di mio padre: “Per tre anni devi solo ascoltare…” Oggi mi sento più forte e sicura.

Che cosa direbbe a quella Antonia Trucillo del passato, in difficoltà?

“Sono quattro anni che vivo questo mondo quindi il mio passato non è poi così lontano. Devo essere sempre attenta e resiliente, reagire.”

E invece, alle giovani donne che vogliono essere protagoniste nel settore del caffè?

“La conoscenza rende liberi” così dice sempre mia madre. Alle donne direi di studiare, formarsi e non accontentarsi. Sembrano tutte frasi fatte ma quello che può fare veramente la differenza è l’ambizione con cui ci si approccia al nostro mondo e al mondo del lavoro in generale.”

Descriverebbe la sua giornata tipo?

“La prima cosa che faccio appena apro gli occhi è leggere le email… Comunicaffè è sempre la prima! Non bevo il caffè appena sveglia. Anche se in casa ogni mattina vengono preparate mediamente due o tre moka. Arrivo in ufficio e mi interfaccio con il Laboratorio qualità per gli arrivi di caffè verde oppure per le prove sul prodotto finito. Seguo l’ufficio marketing e quindi tutte le attività e gli eventi in corso. Mi interfaccio con Dubai per seguire costantemente il progetto del franchising e poi mi dedico all’Accademia.

Un progetto che nasce nel 1998 come scuola di formazione per i professionisti del settore a livello internazionale e centro di apprendimento dedicato ai nostri partner in Italia e all’estero e che, dopo 21 anni di attività, riparte per una nuova sfida. Oggi siamo impegnati nell’apertura di nuove sedi dell’Accademia Trucillo da Dubai, ad Amsterdam. Fino a Santiago del Cile; alle Maldive abbiamo già inaugurato lo scorso luglio, a Toronto entro la fine dell’anno.”

Bevo il mio caffè filtro verso le 11.00; l’espresso dopo pranzo!”

Pensa che, all’interno del suo ambito professionale, sia stato più difficile come donna, affermarsi?

Antonia Trucillo: “Io ho due grandi esempi, il primo è mia madre. Era in tournée con Gino Paoli quando ha deciso di lasciare il suo percorso da cantante e dedicarsi ad un
progetto di famiglia: l’azienda. Ha creato la prima Accademia di caffè al Sud Italia nel 1998. Dal palco si è ritrovata in officina, ha studiato il funzionamento e la meccanica di una macchina espresso. Strumento imprescindibile per estrarre il nostro espresso.

Dopo dieci anni nella formazione ha iniziato a viaggiare nel mondo con i pacchi di caffè in valigia. Oggi siamo presenti in più di 40 Paesi nel mondo. Ed è sempre stata una mamma nonostante le numerose trasferte!

L’altro esempio è una delle donne più influenti nel panorama internazionale del caffè. Lei è Chiara Bergonzi, vulcanica e professionale. Per me fonte di ispirazione. Si ecco, essere donna nel mondo del lavoro è semplice se si hanno le competenze e l’ambizione. Queste
due componenti possono portarci molto lontano.”

Come ha visto evolversi il settore del caffè nel suo ambito specifico professionale?

“Sicuramente oggi c’è più informazione e più interesse da parte sia del barista sia del consumatore finale di voler conoscere. La strada è ancora lunga, bisogna riportare il focus della competizione sulla qualità del prodotto e non sui servizi finanziari. Confrontandoci con una concorrenza sana e leale. Fondata solo e soltanto sul prodotto, sui valori aziendali e sull’innovazione.”

Come intende la giornata internazionale del caffè?

“Il caffè è ritualità, espressione, amicizia. È un percorso che inizia lontano, in posti magici, fatti di persone speciali che anche se vivono con poco in villaggi rurali, sono pronte a condividere tutto; lì mi sento a casa grazie al loro grande senso di ospitalità e accoglienza. Questa giornata la dedico sempre a loro!”

Qual è il tocco femminile che Antonia Trucillo aggiunge qualcosa in più al suo lavoro?

“Abilità comunicativa e relazionale. Una donna forte e competente riesce a creare un’atmosfera di condivisione che può fare la differenza.”

Poi Antonia completa il suo pensiero dettando queste righe

Il caffè è desiderio
Il caffè è godimento
Il caffè è sublimazione
Il caffè è nevrosi
Il caffè è sensazione
Il caffè è riflessione
Il caffè è conoscenza
Il caffè è concetto
Il caffè è espressione
Il caffè è sistema di comunicazione
Il caffè è prodotto commerciale
Il caffè è sintomo
Il caffè è socialità
Il caffè è ritualità
Il caffè è amicizia
Il caffè è incontrarsi