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Anita Fava, Espresso italiano champion Gran Bretagna: «Il caffè mi ha cambiato la vita»

A soli 26 anni, ha conquistato un riconoscimento importante e che ben rappresenta l'Italia all'estero: la bevanda che ha unito la sua passione alla sua carriera professionale, è il caffè. Ecco il racconto della crescita di Anita Fava, che da Milano è arrivata a Londra

anita fava
Anita Fava all'opera

MILANO – Tra le donne del caffè ci sono tante campionesse: tra queste, la giovane Anita Fava, che ha conquistato il titolo di espresso italiano champion Uk. Dall’Italia al Regno Unito, mette a servizio il suo talento, esportando nel suo piccolo, l’eccellenza del made in Italy.

Anita Fava si presenta

” Ho 26 anni e sono di Milano. Ma vivo a Londra dal novembre 2013. In questi anni ho partecipato a diverse competizioni: sono campionessa dell’espresso italiano champion Uk e finalista internazionale espresso italiano champion. Ma anche miglior barista 2018 e 2019 dell’azienda per cui lavoro Baxterstorey. Ho conseguito il corso Sca per barista fino al livello professional.”

Che cos’è per lei il caffè? Un ricordo, un’abitudine, un tramite?

“Per me il caffè è un piacere da assaporare: così lungo il processo di preparazione e così veloce il momento di gustarlo. E’ un’occasione per ritrovarsi con gli amici oppure quel momento della giornata da dedicare solo a te stesso. E’ anche un ricordo di casa. Professionalmente parlando, il caffè è un prodotto che mi ha cambiato la vita.”

Potrebbe descrivere il suo mestiere?

“Sono Head of Coffee di Baxterstorey e lavoro nella sede londinese di Asos. Come responsabile, devo garantire il controllo qualitativo, affinché venga offerto alla clientela uno standard elevato, dal prodotto al servizio. Oltre a coordinare le attività del team di lavoro, tra i miei compiti vi è l’organizzazione di eventi come masterclass, facendo conoscere ai nostri clienti il mondo del caffè.”

Quando Anita Fava deciso che il caffè, la cultura del caffè avrebbe potuto essere la sua strada professionale?

“Quando ho cominciato ad appassionarmi sempre di più a questo incredibile prodotto e ho voluto esplorare e continuare a imparare grazie alla azienda per cui lavoro.”

E’ stata solo una scelta lavorativa oppure di vita?

“All’inizio è stata una scelta lavorativa. Quando ho poi iniziato ad appassionarmi e a partecipare alle competizioni tecnico-professionali è diventata anche una scelta di vita.”

C’è stato un episodio particolare in cui ha pensato di non farcela e perché?

“Prima di assumere il ruolo di Head Barista quattro anni fa in Baxterstorey, avevo fatto diversi colloqui anche per posizioni diverse e nessuno mi aveva richiamata. Poi finalmente si è concretizzata la scelta per me migliore: l’azienda per cui ancora lavoro, mi ha assunta.”

Che cosa direbbe a quella sé stessa del passata, in difficoltà?

“Di credere sempre in sé stessa, di essere più determinata e paziente, senza spaventarsi di fronte alle nuove esperienze.”

E invece, alle giovani donne che vogliono essere protagoniste nel settore del caffè?

“Il mondo del caffè è composto da tante figure professionali diverse tra loro, quindi le possibilità di carriera non mancano. Si tratta di un ambito di lavoro dove non ci si annoia mai ed è sempre stimolante.”

Descriverebbe la sua giornata tipo?

Racconta Anita Fava: “Inizia con il controllo del personale, delle attrezzature (macchine e macinatore), dell’esposizione dei prodotti di ristorazione. Mi occupo delle forniture, degli ordini e della risoluzione di tanti problemi di gestione. Interagisco con la general manager. Fra i miei compiti c’è anche la formazione del mio team.”

Anita Fava: pensa che, all’interno del suo ambito professionale, sia stato più difficile come donna, affermarsi?

“La mia esperienza di lavoro dimostra che nella cultura anglosassone non esistono differenze di genere. Nei luoghi di lavoro londinesi ho sempre potuto farmi valere facendo leva sulla mia buona volontà e nel tempo anche sulle competenze acquisite.”

Come ha visto evolversi il settore del caffè nel suo ambito specifico professionale?

“Oggi si cerca sempre di più di valorizzare il lavoro di tutte le persone che operano all’interno della filiera: dai produttori di caffè, ai torrefattori; dalle aziende produttrici di attrezzature ai professionisti del servizio. Grazie agli assidui contatti avuti con gli operatori del settore, posso dire che l’evoluzione è continua. Ciascuno dà il proprio contributo nell’interesse di tutti per migliorare e la qualità e l’immagine del caffè.”

Come intende la giornata internazionale del caffè?

“La giornata internazionale del caffè è un’occasione importante per far meglio conoscere questo prodotto e rispettare le sue proprietà. Quel giorno in particolare mi stavo preparando per la finale di Milano de “L’espresso italiano Champion”. Mi trovavo ad Albenga nella torrefazione “La Genovese” circondata da professionisti con la stessa passione e voglia di migliorare.”

Qual è il tocco femminile che aggiunge qualcosa in più al suo lavoro?

“La maggiore attenzione al dettaglio che si manifesta sia nelle relazioni con i clienti e fornitori che nella creazione ed esposizione dei prodotti.”