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Andrea Illy: “Puntiamo sugli Usa, il primo mercato al mondo a valore per il caffè”

"La politica di Biden? Potrebbe puntare molto sul 'green', scatenando una sorta di ‘guerra’ competitiva con Europa e Cina"

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Andrea Illy, Presidente di illycaffè S.p.A.

TRIESTE – Andrea Illy, presidente della torrefazione illycaffè è osservatore attento del contesto politico internazionale e ha voluto commentare il passaggio di testimone a Joe Biden della presidenza degli Stati Uniti. Una nuova era sta già iniziando oltre oceano e avrà anche ripercussioni su Paesi come l’Italia. Leggiamo l’intervista all’imprenditore, sul sito ilfriuli.it.

Andrea Illy, presidente di Illycaffè, brand globale presente negli Usa da oltre quarant’anni

Analizza lo scenario internazionale, nell’ambito di una situazione economica e politica difficile, come quella che stiamo vivendo anche nel nostro Paese.

L’azienda triestina punta forte sull’export negli Stati Uniti, con un mercato completamente diverso da quello italiano. “Noi – ha sottolineato Illy – siamo negli Usa da almeno quarant’anni, è il nostro secondo mercato, dopo quello nazionale. Siamo presenti in oltre 140 Paesi, con due terzi delle vendite fuori dall’Italia. Per poter continuare a crescere a livello globale, abbiamo bisogno di un mercato domestico più ampio di quello italiano.

Abbiamo scelto gli Stati Uniti perché sono il primo mercato al mondo a valore per il caffè. C’è una segmentazione che premia l’alta qualità, di cui siamo stati in parte artefici, quanto meno nelle battute iniziali, e possiamo portare un’offerta molto interessante, posto che il caffè gourmet rappresenta un ‘italian sounding’ gigantesco. Se ‘italian’ deve essere, allora rendiamolo ‘authentic’ oltre che sounding”.

Continua il presidente

“Negli Usa non c’è un problema occupazionale ma salariale, a causa di un’economia a bassa inflazione. E questo tipo di prospettiva porta la popolazione all’esasperazione. Questo fenomeno va letto assieme all’enorme complessità di questi anni. La nostra è una società che è sistemicamente insostenibile, dal punto di vista economico, perché la crescita è debito pubblico pompato con politiche monetarie aggressive, dal punto di vista sociale, con le problematiche legate all’integrazione e all’inclusività, e, infine, dal punto di vista climatico.

Quanto accaduto nei giorni scorsi a Capital Hill è una delle tante ‘fibrillazioni’ che ci dicono che siamo prossimi a un cambiamento di stato. La speranza è che questo segnale sia anche fonte di un rinnovamento della politica che non può andare avanti con la matitina alle urne. Dobbiamo diventare un po’ più smart. E’ certamente la fine di un’era, di un vecchio modo di fare politica”.

L’amministrazione di Joe Biden sarà in grado di governare in maniera forte secondo Andrea Illy?

“Dipenderà – ha evidenziato Andrea Illy – dalla leadership del neopresidente e dalla sua capacità di superare la vendetta trumpiana e di quei 74 milioni di elettori che, forse, non si identificano negli assalitori del Congresso. Tutto questo dipenderà dalla retorica dei prossimi mesi. Dal punto di vista economico, per Biden, un grosso aiuto potrà venire dalla green economy: grazie al Senato, la politica green americana potrebbe diventare molto aggressiva, scatenando una sorta di ‘guerra’ competitiva con Europa e Cina, con investimenti davvero cospicui, nell’ordine dei trilioni di dollari, che ci permetteranno di raggiungere gli obiettivi prefissati sul clima. La Cina ha dichiarato che diventerà ‘carbon free’ nel 2060. Se manterrà o meno le promesse dipende dal grosso punto di domanda dovuto al fatto che parliamo di un Paese che non è una democrazia”.