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Alla scoperta dell’AeroPress con la campionessa italiana Rossella Musarra

campionato italiano aeropress 2017
La campionessa italiana di Aeropress Rossella Musarra (al centro)

MILANO – Sul sito Sale & Pepe è apparsa un’interessante intervista a Rossella Musarra, la giovane campionessa italiana di AeroPress che ha anche rappresentato il nostro paese ai recenti mondiali di Seul. Ve la proponiamo di seguito.

Il caffè è forse la bevanda più amata dagli italiani, ogni giorno se ne consumano milioni di tazzine e sicuramente l’espresso servito al bar è il preferito tra tutte le tipologie o per lo meno quello che conosciamo meglio.

Perché lo scenario nel mondo del caffè sta velocemente cambiando e se prima si trattava solo di orientarsi nel binomio espresso versus moka, oggi invece l’offerta dii caffè consumabili al bar o tra le mura domestiche è in grande crescita.

FRANKE
Triestespresso quadrato

Abbiamo deciso così di andare in esplorazione per voi e conoscere meglio una tecnica in particolare, quella del caffè AeroPress.

Per farlo abbiamo intervistato Rossella Musarra, giovane campionessa italiana di Aeropress (perché esiste anche un campionato!) che ha recentemente rappresentato l’Italia al campionato mondiale di AeroPress.

Rossella, oggi sei una barista affermata e, dopo l’esperienza di Seoul al World AeroPress Championship, sei tra i migliori baristi del mondo specializzati in Aeropress. Come hai iniziato questa professione?

La passione per il caffè è un amore recente, devo confessarlo. Vengo infatti da un percorso formativo e professionale totalmente diverso. Fino a due anni fa mi occupavo di vendite ma dopo aver iniziato la professione di barista ho scoperto un mondo per me nuovo, che è diventato il mio mondo!

Come hai scoperto l’AeroPress e cosa di questa tecnica ti ha conquistata?

È stato un collega a introdurmi alla tecnica Aeropress, a farmi degustare il primo caffè filtrato e a insegnarmi a prepararlo. Da lì in poi è stato un percorso da autodidatta, spinta in tutto e per tutto dalla mia curiosità. È come se fosse scoccata una scintilla: ho studiato le tecniche, approfondito ogni singolo aspetto della preparazione (per esempio valutando come cambia il caffè in relazione alla variazione, anche minima, della temperatura dell’acqua), cercato le miscele migliori. Alla base di tutto, l’intuizione di un’enorme potenzialità dietro una tecnica poco nota.

Ci spieghi in maniera semplice cosa è il caffè AeroPress?

L’AeroPress è una tecnica per l’estrazione del caffè, apparentemente molto semplice che si avvicina al French Press domestico: si inserisce del caffè macinato a grana grossa all’interno della pressa, si aggiunge poi acqua bollente in modo da praticare un’infusione e si pressa il tutto attraverso un filtro (di carta usa e getta o di metallo) che porta al risultato finale nella tazza, preferibilmente di ceramica. Rispetto al French Press, l’Aeropress è più professionale ma la pressa per prepararlo ha un costo davvero abbordabile (circa 20€) e oltre a questa serve poco altro: un bollitore con l’indicazione dei gradi, la bilancia e un macinino manuale.

È possibile preparalo in casa e c’è una ricetta base da seguire?

Come vi dicevo, bastano davvero pochi strumenti per preparare un buon AeroPress in casa. La mia ricetta base prevede 16 grammi di caffè macinato grosso. A cui vanno aggiungete 50 gr di acqua bollente a 85 gradi. Si attendono quindi 10 secondi per una prima preinfusione. Poi si aggiungono i restanti 180 gr di acqua bollente nell’AeroPress. Infine si attendono 20 secondi per l’ultima preinfusione prima di girare e pressare delicatamente.

Temperatura dell’acqua, tempo di infusione, tipologia, macinatura e quantità di caffè determinano ricette estremamente differenti tra loro, quindi il mio consiglio è sperimentare, variando il caffè, giocando con minime alterazioni della temperatura e con differenti tempi di infusione. Solo così si può trovare il caffè che più incontra il nostro gusto.

Quali caratteristiche dovrebbe avere un buon caffè preparato con l’AeroPress?

Un buon caffè dovrebbe avere un’equilibrata acidità e un’amarezza quasi assente, perché le note amare sono sintomo di una quantità eccessiva di caffeina. Il caffè dovrebbe inoltre aver un retrogusto naturalmente dolce di note cioccolatose, agrumate o di frutta secca, tale per cui non è necessario aggiungervi nulla.

Che futuro vedi per questo tipo di caffè nel nostro paese, da sempre legato all’immaginario della “tazzulella”?

Credo ci sia un buon margine di sviluppo per gli Specialty Coffee e per il mondo dei caffè filtrati. E queste non semplicemente perché adesso è un trend. È vero, oggi l’offerta si ampia e nascono locali che lo propongono cavalcando anche una moda. Ma il caffè Aeropress è buono e viene apprezzato per questa sua caratteristica. Inoltre, pur non dovendo mai esagerare nel consumo, ha una minore concentrazione di caffeina del classico espresso. Insomma, un ulteriore buon motivo per lanciarsi nella sperimentazione e nella degustazione!

Claudia Minnella