giovedì 15 Gennaio 2026

Lualdi Advisors racconta SIGMA, il fondatore: “Ci piace dire che siamo un po’ i meccanici della finanza”

Lualdi conclude: «In realtà, queste due modalità si integrano. Anche la lettura degli eventi naturali e macroeconomici mantiene una sua utilità, pur con il rischio di creare un’illusione di controllo che oggi può diventare pericolosa. Quello che è cambiato è la velocità: nel contesto attuale, questo tipo di analisi non è più sufficiente a rispondere in tempo alle necessità dei coffee producers. La reattività del mercato finanziario è ormai troppo rapida per essere gestita solo con gli strumenti tradizionali.»

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MILANO – Terzo e ultimo articolo dedicato al modello SIGMA sviluppato da Lualdi Advisors: a questo link la prima parte, a questo la seconda e ora, la conclusione di un percorso durato 15 anni di ricerca e sviluppo che ha molto da offrire al settore caffeicolo.

Il mercato come andrà nei prossimi anni?

“Darò anche in questo caso una risposta non convenzionale: di solito a questa domanda si trova sempre qualcosa da dire, ma la verità è una sola, ovvero che non è possibile prevedere il futuro. Nessuno sa con certezza come andrà il mercato. Anzi, il modello SIGMA parte proprio da questo presupposto: il futuro non esiste ancora, quindi non può essere previsto direttamente.

Possiamo lavorare solo sul passato e sul presente. Il passato, però, è limitato: analizzare ciò che è già accaduto significa osservare comportamenti che non necessariamente si ripeteranno. Il presente, invece, ci permette di osservare l’immediatezza del mercato: le reazioni rapide e concrete nei flussi di acquisto e vendita mostrano in tempo reale come il prezzo viene guidato e creano un quadro di comportamenti statisticamente rilevanti.

Quello che muove davvero i mercati, più degli eventi naturali o sociali in sé, sono le operazioni effettuate dagli operatori finanziari con finalità speculative, e in alcuni casi con vere e proprie dinamiche di manipolazione dei prezzi. Questa è la mia lettura, ed è qui che SIGMA propone un cambio di paradigma: non ci interessa spiegare il “perché” qualitativo del movimento, ma capire se il prezzo tenderà a salire o a scendere e, in base a questo, definire con anticipo i livelli di ingresso e di uscita.

Ci piace dire che siamo un po’ i meccanici della finanza: ci focalizziamo sui meccanismi di prezzo, lavorando sulla struttura del mercato, non sulla narrazione filosofica.
Un tempo, di fronte a un evento come il gelo in Brasile, arrivava puntuale la giustificazione: il caffè sale perché c’è stato il gelo. Oggi questo schema non regge più.

I tempi di reazione sono cambiati radicalmente: spesso il mercato si muove prima ancora che l’evento si manifesti pienamente, perché gli operatori finanziari si posizionano in anticipo rispetto allo scenario atteso.

Ciò che è cambiato in modo davvero drastico non è tanto la traiettoria del prezzo, che tutti vedono sui grafici, ma la quantità di capitali che si muovono su questi mercati. Dietro al prezzo ci sono due elementi chiave: volatilità e liquidità.

È soprattutto la liquidità ad essere cambiata, anche perché negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno immesso nel sistema una quantità di dollari senza precedenti rispetto alla propria storia. La politica monetaria americana è stata estremamente espansiva e oggi ne vediamo gli effetti in termini di inflazione.

Il legame tra aumento della base monetaria e inflazione non è sempre immediato, ma è ampiamente riconosciuto. E l’espansione monetaria ha anche un impatto sulla volatilità: più capitali si muovono nei mercati, più i prezzi reagiscono in modo rapido e ampio agli stimoli.

E non si tratta solo degli Stati Uniti: molti altri Paesi hanno seguito la stessa strada. Come ad esempio la Cina.”

Ma il mercato cinese?

Samaritani: «Si parla spesso dell’esplosione del consumo di caffè in Cina, ma oltre il sessanta per cento della produzione nazionale viene assorbita dal mercato interno. È vero che hanno aperto migliaia di nuove caffetterie, ma la quota di consumi generata da questi locali non è ancora sufficiente a incidere in modo decisivo sugli equilibri mondiali.

Non possiamo quindi dire che “manca il caffè” perché la Cina sta bevendo di più. Prima di arrivare a quel punto, ci sono altri Paesi produttori, come l’India, che hanno un ruolo ben più rilevante nel determinare gli equilibri globali.»

Si può pensare ad un ritorno della condizione del prezzo come gli anni passati?

Lualdi: “Le informazioni di cui disponiamo oggi indicano un contesto che non può che spingere verso una crescente inflazione. Un vero cambio di direzione sarebbe possibile solo in presenza di una crisi o di una recessione globale, uno scenario che, naturalmente, non auspichiamo.”

Mentre il cacao come si inserisce in questo discorso?

Lualdi: “Il cacao è una materia prima decisamente più complessa del caffè in termini di dinamica dei prezzi. Nonostante questo, il nostro modello lavora molto bene anche su questo mercato, con un tasso di accuratezza che si avvicina all’81%. Lo stesso vale per lo zucchero, che è spesso complementare al caffè: anche qui la lettura quantitativa risulta efficace.

La particolarità di SIGMA è la sua capacità di adattarsi. Il modello, grazie al machine learning, regola automaticamente i propri parametri in funzione del timeframe e dello strumento analizzato. In pratica, se lavora sul caffè con un grafico mensile e poi passa al cacao con una lettura giornaliera, SIGMA riconfigura internamente il modo di leggere il mercato e costruisce una nuova struttura di riferimento.

Questo processo non è basato su overfitting (quando un modello di machine learning memorizza i dati di addestramento invece di imparare i patterns sottostanti) o su un semplice backtest (metodologia di valutazione delle strategie di trading applicando il modello a dati di mercato storici, al fine di prevedere la sua potenziale performance futura) della memoria storica dei prezzi del cacao.

Al contrario, si fonda sulle logiche attuali del mercato, osservando l’order flow presente, cioè il flusso reale degli ordini che stanno entrando in quel momento.”

Lualdi, ma qual è il presente?

«È importante precisare che il nostro sistema analizza il prezzo ogni minuto e registra queste informazioni all’interno del modello, che le utilizza finché restano utili dal punto di vista statistico. Quando SIGMA “capisce” che un dato è diventato obsoleto, lo elimina e aggiorna la propria base informativa. È un processo continuo, minuto dopo minuto, che conserva una memoria strutturata del lavoro di calcolo. Il modello restituisce poi il risultato in funzione di ciò che gli chiediamo: se lavoriamo su un grafico mensile, andrà a utilizzare i dati di order flow rilevanti per quel mese; lo stesso avviene nel caso di analisi settimanali o giornaliere.

Dal punto di vista dell’advisory verso le aziende, il canale più efficace resta proprio quello mensile e settimanale: è l’unico modo realistico per dialogare con realtà che operano secondo logiche di procurement non istantanee.

Nel trading, la nostra operatività è completamente diversa rispetto all’advisory. Lualdi Advisors utilizza SIGMA in modalità high frequency trading, lavorando su timeframe estremamente rapide in cui ogni variazione dell’order flow diventa immediatamente significativa. Le nostre operazioni vengono eseguite direttamente dal modello e validate in pochi secondi, perché il vantaggio competitivo nasce proprio dalla velocità con cui SIGMA interpreta i flussi di acquisto e vendita.

Non ci limitiamo a leggere il mercato: lo affrontiamo in tempo reale, operando su finestre temporali che vanno da pochi secondi fino a pochi minuti. È in questo contesto che il modello esprime tutto il suo potenziale, trasformando micro-variazioni dell’order flow in decisioni operative immediate. Questa attività rappresenta il cuore del nostro trading e il terreno su cui SIGMA viene costantemente testato, perfezionato e validato.

Ogni operazione nasce da un segnale del modello, a cui abbiniamo sempre una struttura di rischio molto precisa: livello di ingresso, stop loss definito a priori e target coerente con il rapporto rischio/rendimento che riteniamo accettabile. In questo modo il trading diventa il banco di prova quotidiano di SIGMA e, allo stesso tempo, la base concreta da cui nasce la consulenza che mettiamo a disposizione dei clienti.

Dal punto di vista operativo, operiamo su Futures sul Caffè dal 2012 circa, insieme alle principali commodities scambiate a livello globale. Portare questa consulenza specifica sul caffè significa, di fatto, trasferire un vantaggio maturato in anni di trading su questo mercato attraverso SIGMA.

Abbiamo inoltre una forte esperienza su altre commodities agricole che si comportano in modo simile al caffè in termini di stagionalità e di storia fatta di picchi e crolli legati ai cambiamenti climatici e alle tensioni sulla supply chain. Per questo, anche se solo ora in Italia ci stiamo muovendo alla ricerca di clienti nel mondo del caffè, non partiamo certo da zero in termini di track record.”

Claudio Di Blasi, responsabile delle partnership strategiche di Lualdi Advisors, aggiunge:

“La consulenza che proponiamo, al di là del tema del pricing, ha un impatto immediato grazie ai segnali generati da SIGMA. Non vendiamo un servizio annuale i cui benefici si vedono solo nel lungo periodo: i risultati sono visibili fin dal primo segnale. Questo offre al cliente una forma di verifica concreta e immediata dell’efficacia del modello.

Chi ha già iniziato a utilizzarlo ha potuto constatare che la precisione del modello rappresenta un elemento distintivo rispetto ad altre piattaforme oggi disponibili. SIGMA è un unicum nel suo genere, sia per il modo avanzato in cui approccia l’analisi dei dati, sia per la profondità con cui interpreta il comportamento del mercato. Sono queste due caratteristiche insieme a renderlo diverso dagli altri e a generare benefici rilevanti.

Oggi, molti software pensati per i clienti partono da dati ambientali e socio-politici e spiegano perché, in teoria, i prezzi potrebbero salire o scendere, ma spesso si fermano lì: non dicono quando comprare o vendere. Per chi non è un addetto ai lavori, la differenza tra questi due approcci non è immediata, ma dal punto di vista operativo è enorme”.

Lualdi conclude: «In realtà, queste due modalità si integrano. Anche la lettura degli eventi naturali e macroeconomici mantiene una sua utilità, pur con il rischio di creare un’illusione di controllo che oggi può diventare pericolosa. Quello che è cambiato è la velocità: nel contesto attuale, questo tipo di analisi non è più sufficiente a rispondere in tempo alle necessità dei coffee producers. La reattività del mercato finanziario è ormai troppo rapida per essere gestita solo con gli strumenti tradizionali.»

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