domenica 03 Luglio 2022

Alessandra Padelli, Special Coffee: “La complessità è tipica del buon caffè e delle donne”

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MILANO – Una partenza in rosa anche per questo lunedì. Il mese d’aprile si apre con Alessandra Padelli, responsabile estero e marketing della torrefazione SpecialCoffee di Rogolo, in Valtellina. Un’attività di famiglia che procede da vent’anni appena compiuti.

Alessandra Padelli, che cos’è per lei il caffè? Un ricordo, un’abitudine, un tramite?

“Il caffè per me ha molti significati. Potrei dire passato, presente e futuro. Passato: fatto di ricordi, valori e tradizioni. Presente: la passione per questo prodotto. E poi spesso il caffè è una necessità, una scusa per prendersi una pausa o un momento di incontro; un rito quotidiano irrinunciabile. Futuro: fatto di ricerca continua di nuovi caffè e nuove culture. È bello scoprire come in ogni Paese ci sono culture e tradizioni diverse legate al caffè. Forse sono proprio tutte queste sfaccettature che più mi affascinano del caffè.”

Potrebbe descrivere il suo mestiere?

“In azienda mi occupo dell’export e del marketing. Oltre che di molte altre e diverse attività quotidiane. Come La creatività, il contatto con i clienti, stringere e mantenere relazioni con persone di diverse culture. Tutto ciò è molto motivante da un punto di vista professionale e umano.”

Quando ha deciso la cultura del caffè avrebbe potuto essere la sua strada professionale?

“Non l’ho mai deciso. Sono cresciuta insieme all’azienda, mio padre mi ha trasmesso la sua passione per il caffè e nel tempo l’azienda è cresciuta con me. Magari sbagliando, ma sempre con tanta determinazione, passione, impegno e dedizione. Quest’anno festeggeremo i primi 20 anni di SpecialCoffee.

Sono 20 anni di passione per il caffè, ma anche sogni e conquiste, sfide affrontate e progetti futuri, produzioni e innovazioni; dare sostanza ai valori e creare valore per crescere e, ultimo ma non per ultimo, responsabilità verso la società ed il territorio. Il tutto con una buona dose di coraggio, ambizione, tenacia e orgoglio. Senza mai tirarsi indietro.”

E’ stata solo una scelta lavorativa oppure di vita?

“In un’azienda di famiglia, azienda e famiglia coincidono. Con i vantaggi (e gli svantaggi) che ne conseguono.”

C’è stato un episodio particolare in cui ha pensato di non farcela e perché?

“Ogni giorno è una nuova sfida con scelte in bilico tra la voglia di raggiungere gli obiettivi prefissati e i dubbi su cosa/come sia più giusto fare. Nei momenti di difficoltà però ho la fortuna di poter contare sul supporto e sul confronto con l’esperienza di mio papà e con l’ottimismo di mia sorella Federica.”

Che cosa direbbe a quella se stessa del passato, in difficoltà?

“Meno incertezze e più di coraggio (che spesso ho definito “incoscienza”). Con il tempo sto imparando che “un modo si trova sempre”; che la tensione non è sempre ansia negativa e che le sconfitte sono solo nuovi punti di partenza.”

E invece, alle giovani donne che vogliono essere protagoniste nel settore del caffè?

“Non faccio differenza di genere tra uomini e donne. Quanto piuttosto tra merito e professionalità. La passione e l’ambizione non bastano, servono infatti professionalità, formazione, curiosità, valori, responsabilità, sobrietà; sacrifici personali e forza (per andare avanti).”

Descriverebbe la sua giornata tipo?

“Non ho una vera e propria giornata tipo. Quando sono in azienda, la mia sveglia suona prima delle 6. Mi piace andare in ufficio presto e avere un po’ di tempo per lavorare e pensare in modalità non-multitasking prima che la giornata prenda ritmi più intensi. Naturalmente con più di una pausa caffè. Quando invece sono fuori azienda, la flessibilità è la regola.”

Pensa che, all’interno del suo ambito professionale, sia stato più difficile come donna, affermarsi?

“Non ho mai avuto il preconcetto che l’essere donna potesse essere un limite o un problema. Il mondo del caffè è molto maschile, ma non ritengo che sia precluso a donne professionali e determinate.”

Come ha visto evolversi il settore del caffè nel suo ambito specifico professionale?

“Negli ultimi anni nel mondo del caffè è iniziato un importante cambiamento. Ci stiamo contaminando e aprendo verso nuovi “caffè”: nuove culture e nuovi metodi di estrazione. In Italia un po’ più lentamente rispetto allo scenario internazionale. Tuttavia, anche per l’espresso, questa evoluzione porta ad avere più attenzione alla qualità, alla sostenibilità, alla professionalità e alla formazione.

In particolare tra i più giovani, c’è sempre curiosità verso un prodotto che rischiava di diventare una commodity. Ritengo che sia molto più stimolante confrontarsi e competere con la qualità piuttosto che stare nel circolo vizioso (al ribasso) del prezzo.”

Come intende la giornata internazionale del caffè?

“L’International Coffee Day è un’opportunità in più a livello internazionale per comunicare il mondo del caffè e il suo valore sociale e culturale. Quest’anno il tema è stato appunto “women in coffee”.

Io ho celebrato questa giornata in azienda, forse con qualche caffè in più. Seguendo gli eventi e le attività organizzate nel mondo, in compagnia dell’altro lato femminile di SpecialCoffee, quello della selezione della materia prima e della produzione, rappresentato da mia sorella Federica.

Qual è il tocco femminile che aggiunge qualcosa in più al suo lavoro?

“L’empatia e l’attenzione ai dettagli. La complessità è un tratto tipico del buon caffè e delle donne.”

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