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A Milano i musei diventano dei caffè letterari: la colazione tra le opere d’arte

Nel bistrot della Triennale, si pranza con un'insalata, una focaccia gastronomica, uno cirasci all'italiana preparati dallo chef Stefano Cerveni, mentre si ammira una delle tante opere d'arte di questo prezioso giardino o si assiste a uno dei tanti appuntamenti di Triennale estate, magari prima di una cena alla terrazza Triennale

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Gli straordinari interni del Caffè Fernanda, all'interno della Pinacoteca di Brera

MILANO – Finalmente anche Milano si è messa in linea con la sua vocazione di metropoli di stampo europeo e come le altre grandi città del mondo, può vantare di offrire musei dotati di caffè à la page. L’ultima inaugurazione ha riguardato la Triennale, dove ha aperto il Caffè giardino, con tanto di veranda e tavolo conviviale, il tutto immerso tra le sculture di De Chirico. Leggiamo la notizia di Pamela Dell’Orto da ilgiornale.it.

Musei milanesi: una colazione a regola d’arte

Nel bistrot della Triennale, si pranza con un’insalata, una focaccia gastronomica, uno cirasci all’italiana preparati dallo chef Stefano Cerveni, mentre si ammira una delle tante opere d’arte di questo prezioso giardino o si assiste a uno dei tanti appuntamenti di Triennale estate, magari prima di una cena alla terrazza Triennale, la grande serra trasparente sospesa su Parco Sempione. Pranzo a regola d’arte anche alla Caffetteria Fernanda della Pinacoteca di Brera.

Sofisticato bar che prende il nome da Fernanda Wittgens, storica direttrice che riaprì la galleria nel 1950, è parte integrante del tour della Pinacoteca: le sue pareti (blu ottanio) ospitano opere come La Conversione del Duca d’Aquitania di Pietro Damini e Le tre grazie di Bertel Thorvaldsen.

In tavola, materie prime genuine trasformate in piatti creativi: dall’uovo «perfetto», alla seppia scottata e servita con quinoa, vellutata di piselli e menta. Più cinematografico l’ambiente del Bar Luce alla Fondazione Prada, perché chi si ferma qui non può non sentirsi parte di un set e immergersi nelle atmosfere di un tipico caffè della vecchia Milano. Così l’ha voluto il regista americano Wes Anderson, che ha progettato il bar con posti comodi per sedersi e conversare, leggere, bere e naturalmente mangiare, magari uno dei tanti panini del menù, dai classici ai vegani.

A pranzo nella storia

Progettata da Michele De Lucchi, la Voce di Aimo e Nadia alle Gallerie d’Italia è parte di un complesso architettonico imponente (il settecentesco Palazzo Anguissola, l’ottocentesco Palazzo Canonica, Palazzo Brentani, Palazzo Beltrami e Casa Manzoni). Il bar interno prepara piatti freddi come tramezzini, prosciutto e melone, vitello tonnato (tutto fatto in casa), mentre il ristorante interno (chiuso le due settimane centrali di agosto) è perfetto per un pranzo d’affari con i piatti della tradizione. Ma dalle 18 alle 24 si cena fuori: 8 tavoli per 40 persone con piatti a base di pesce crudo e caviale.

Altra location altro palazzo: appena riaperto nel grande chiostro Diocesano, il Chiostro Bistrot è l’ideale per una colazione all’italiana fatta in casa, per un pranzo o una cena «della salute» con primi piatti della tradizione come il risotto al salto con asparagi e crescenza, o la lasagnetta al pesto genovese con patate e fagiolini, e secondi gourmet come il polpo arrostito con caponatina di stagione.

Cortili Reali

Cultura, arte e cibo sono gli ingredienti principali del Caffè Letterario di Palazzo Reale, ispirato ai bistrò dei più grandi musei del mondo. Dalla colazione al pranzo preparati dagli chef di Giacomo, i piatti sono quelli della tradizione italiana, ma rivisitati. Una piccola incursione al primo piano è d’obbligo per consultare i cataloghi delle mostre andate in scena a Palazzo Reale negli ultimi 25 anni, ma in questo periodo i posti più ambiti sono gli 8 tavolini nel cortile di Palazzo Reale.

Altro cortile spettacolare, altra meta super chic: siamo nella corte settecentesca di Villa Reale, via Palestro, sede della Gam, Galleria d’Arte Moderna, ma ormai conosciuto più per il LuBar. Il bistrò, a metà fra una veranda e una serra tutta marmi, finestre settecentesche e piante, è stato aperto all’interno del portico sud della villa da Lucrezia, Lucilla e Ludovico Bonaccorsi (figli della stilista Luisa Beccaria che spesso organizza qui sfilate e presentazioni), che hanno fuso la tradizione siciliana, quella milanese e le nuove abitudini 2.0 (si prenota tutto online).

Nel menù (servito anche all’aperto), chicche siciliane come gli arancini mignon, le polpette di zucchine e menta, i gamberi rossi marinati ma anche primi come il cous cous di mare. Mentre la colazioni è a base di mini cannoli di ricotta o di torte fatte in casa con gelato, alla siciliana.