sabato 17 Gennaio 2026

Nestlé starebbe valutando la vendita della catena Blue Bottle Coffee: ecco perché le caffetterie non hanno più appeal per i giganti del F&B

Nestlé potrebbe vendere i diritti sui locali mantenendo la proprietà del brand, per i suoi prodotti. Allo stesso modo, sembra che Coca-Cola molto probabilmente manterrà i diritti sul caffè in lattina e il vending, anche in caso di vendita di Costa. In entrambi i casi si osserva il ritorno delle multinazionali del food and beverage a dei modelli di business dove, piuttosto che assumersi il rischio della gestione diretta dei negozi fisici, si preferisce fare leva su pochi marchi forti, per dominare gli scaffali di supermercati e convenience store

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MILANO – Nestlé sta considerando la cessione della catena di caffetterie californiana Blue Bottle Coffee, acquistata dal colosso svizzero nel 2017. Lo sostiene la Reuters citando fonti bene informate. La multinazionale elvetica si sarebbe rivolta alla banca di investimento Morgan Stanley, allo scopo di valutare una serie di opzioni per questo asset, tra cui la possibile vendita della catena.

A detta degli analisti, la mossa rientrerebbe una più ampia revisione strategica avviata dal nuovo ceo Philipp Navratil, già alla guida di Nespresso, volta a razionalizzare e snellire il portafoglio aziendale, puntando su marchi scalabili e globali. E ad abbandonare l’attività di gestione di punti vendita fisici, in linea con una tendenza diffusa nel settore.

Rientra in tale ottica la revisione strategica di alcuni marchi di integratori vitaminici e la prevista cessione del ramo acque minerali, che comprende marchi del calibro di Perrier e San Pellegrino.

La cessione di Blue Bottle consentirebbe inoltre di generare liquidità da reinvestire nel core business del caffè. Nestlé e Morgan Stanley hanno rifiutato di commentare.

Dopo Coca-Cola, anche Nestlé medita dunque l’uscita dal mondo delle caffetterie a marchio

E, anche in questo caso, è un’uscita in perdita, almeno stando alle stime degli analisti.

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