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ROMA – Ritorniamo sulla presentazione di venerdì della Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia 2026 nella capitale. Sì perché il momento celebrativo dell’ultima Guida nata in Gambero Rosso si è svolto in un’atmosfera in grado di trasportare tutti i presenti in una dimensione di autentica serenità. Ciò che si è visto a Roma il 27 novembre non è stata semplicemente una cerimonia, ma qualcosa di diverso, di più profondo, di più raro: una festa vera del caffè italiano.
Al The Space Cinema di Piazza della Repubblica, gremito in ogni ordine di posti, oltre 200 addetti ai lavori hanno assistito al debutto della Guida caffè e torrefazioni d’Italia 2026 del Gambero Rosso, prima edizione di un progetto, che è al quarto tomo, che ha già lasciato il segno.
Più di 150 torrefazioni da tutte le regioni italiane erano presenti in sala. Realtà industriali, medie imprese, torrefazioni artigianali, microtorrefattori, produttori di specialty coffee e fine robusta: una rappresentanza completa, compatta, mai vista prima. L’atmosfera era quella di un grande abbraccio: colleghi che si ritrovano, che si riconoscono, che celebrano insieme un patrimonio comune. Un clima insolito, come hanno ribadito in tanti: conviviale, sincero, quasi familiare.

La prima edizione della Guida ha richiesto un lavoro imponente: oltre 1.300 caffè assaggiati nel corso dell’anno da un panel di professionisti coordinati dai curatori Andrej Godina e Mauro Illiano. Il nuovo sistema di valutazione – i Macinini, da uno a tre – è stato tra i protagonisti della giornata. Dietro ogni macinino assegnato c’è un percorso di degustazione rigoroso; dietro ai Tre Macinini, la massima menzione, c’è una storia di eccellenza sensoriale riconosciuta all’unanimità.

Non meno significativi gli Award Torrefazione, pensati per mettere in luce storia, identità, valori e visioni di chi il caffè lo produce ogni giorno. Un punto che i curatori hanno voluto sottolineare con forza: nella Guida tutte le aziende sono sullo stesso piano. Il tavolo della qualità è unico, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa. E la sala di ieri ne è stata la dimostrazione più evidente.
Sul palco si sono alternate storie importanti:
– Caffè Agust, Torrefazione dell’anno, con la terza generazione di Giovanni Corsini che ha raccontato il valore della coerenza sensoriale e dei viaggi nei Paesi d’origine;
– Nespresso, premiata come Torrefazione Home dell’Anno per la qualità e la narrazione di filiera costruita attorno ai suoi caffè;
– Lavazza, premiata per la Sostenibilità, con il progetto TABLI, frutto di anni di ricerca e di un investimento significativo per introdurre un nuovo concetto di monoporzione green;
– Caffè Pascucci, Torrefazione Innovativa, con l’intervento di Mario Pascucci sulla capsula biodegradabile “Nipple” che diventa fertilizzante dopo l’uso;
– Piccole torrefazioni come Caffè Iaquinta, commossa alla consegna del premio, ricordando il fondatore e il passaggio di testimone alla nuova generazione;
– Caffè Morettino, custode della tradizione e della cultura del caffè in Sicilia;
– Cafezal Specialty Coffee Roasters, esempio di modernità e di interpretazione del caffè di qualità;
– Kimbo, premiata per il ruolo di ponte tra tradizione e nuove linee di prodotto, incluse le Fine Robusta;
– Ditta Artigianale, che rappresenta l’inizio della Third Wave italiana;
– Julius Meinl, con una gamma biologica e certificata;
– Essse Caffè, esempio di tradizione reinterpretata in chiave moderna;
– Torrefazione Bontadi, che ha riportato al centro l’eccellenza del segmento home;
– Bialetti, icona del made in Italy nel mondo, premiata come Torrefazione Caffè Alternativo;
– Mokaflor, che con la sua Academy porta la cultura italiana del caffè in tutti i continenti.
– Realtà artigiane di altri tempi come Caffè Putto, che con incredibile dedizione porta avanti la tradizione caffeicola di bottega a Torino.
Un mosaico di storie e identità che mostra, finalmente, ciò che la Guida vuole comunicare: la filiera italiana del caffè è viva, varia, ricca, fortissima, e ha bisogno di essere raccontata al grande pubblico.
A chiusura dell’evento, sono arrivati i due interventi dei curatori.

Mauro Illiano ha dichiarato che: “Nessuna descrizione potrebbe esprimere il senso di questa giornata più dell’immagine che essa stessa ha prodotto: una sala gremita in ogni ordine di posto da centinaia di torrefattori, che hanno deciso per un giorno di celebrare sé stessi, scoprirsi e raccontarsi in un luogo neutro, una vera e propria agora, dove tutti portano le proprie esperienze per fare il mondo del caffè più ricco e più interessante. La Guida è finalmente casa di tutti, un luogo in cui poter esprimere le proprie eccellenze ma anche confrontarsi o lasciarsi ispirare dal genio altrui. E’ questa la direzione che volevamo dare sin dal principio, raccontare il caffè attraverso le storie e i prodotti di una delle eccellenze produttive italiane meno esplorate: le torrefazioni”
Quanto all’importanza dei dati raccolti, Andrej Godina ha dichiarato: “La Guida è certamente un patrimonio culturale italiano, ma altrettanto un tesoro statistico. L’enorme quantità di assaggi, che ha portato noi curatori a provare migliaia di caffè prodotti in ogni angolo d’Italia, rappresenta una banca dati in grado di restituire informazioni preziosissime sullo stile di produzione e consumo del nostro paese. Grazie alla guida è possibile capire quali siano le origini di caffè più adoperate, i metodi di lavorazione più ricercati in miscela, i profili di tostatura differenziati per linee di prodotto e cosa non meno importante i profili sensoriali tipici di ogni brand, di ogni regione e di ogni categoria di caffè recensito”.
Godina: “Ecco che la Guida nel tempo diventa una sorta di enciclopedia della torrefazione, che partendo dal concetto di mappatura, si evolve in strumento di analisi statistica completa. Non esiste infatti, ad oggi, uno strumento più preciso per studiare in dettaglio le differenze esistenti tra tutti i caffè prodotti in Italia”.
Parole importanti quelle dei curatori, che ci confermano che è iniziata una nuova stagione: una stagione in cui la qualità del caffè italiano non si darà più per scontata, ma verrà riconosciuta, comunicata e valorizzata per quello che realmente è.






















