domenica 31 Agosto 2025

Una coppia di giapponesi a piedi in Italia per l’assaggio di dolci e caffè: la storia di Hajime e Yoshi

I due viaggiatori giapponesi, da qualche settimana nel Bel Paese, dormono all’aperto, spesso su panchine nei parchi. Niente italiano, niente inglese: solo tanta curiosità e spirito di avventura

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Hajime e Yoshi, due amici giapponesi di 70 anni, hanno raggiunto a piedi le Dolomiti venete da Milano, in un tour completamente personale alla scoperta dei dolci e caffè del Bel Paese. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Roberta Merlin per il quotidiano Corriere del Veneto del Corriere della Sera.

Il viaggio di Hajime e Yoshi

MILANO – Altro che tour organizzati o pullman con aria condizionata: Hajime e Yoshi, due arzilli amici giapponesi di 70 anni, hanno deciso di scoprire l’Italia un passo (e un dolcetto) alla volta. Arrivati da qualche giorno dal Giappone all’aeroporto di Milano, hanno raggiunto a piedi le Dolomiti venete, inseguendo la loro passione per torte, biscotti e altre delizie zuccherate. Un vero tour insomma all’insegna della dolcezza e dell’esercizio fisico.

Ma chi sono questi due cacciatori di dolci? Hajime è un pasticcere con le mani in pasta dal 1988, quando ha aperto la sua pasticceria Saintan a Hyogo. Nel 2008 ha creato anche il Miasa Caffè, un localino immerso nel verde di Nagano, perfetto per meditare davanti a una fetta di torta.

L’idea di girare l’Europa a piedi

Proprio lì è nata l’idea: girare l’Europa, senza taxi né autobus, rigorosamente a piedi, alla ricerca dei dolci migliori e caffè. Dopo i tour in Portogallo, Svizzera, Germania, Spagna e Francia, quest’anno, coinvolgendo anche l’amico in pensione, la sua avventura del gusto si è concentrata nel Nord Italia. I due viaggiatori giapponesi, da qualche settimana nel Bel Paese, dormono all’aperto, spesso su panchine nei parchi. Niente italiano, niente inglese: solo tanta curiosità e spirito di avventura.

Quando sono in difficoltà cercano un giapponese nei paraggi. Ma non sempre va bene: “Un giorno volevamo prendere un autobus – hanno raccontato – abbiamo chiesto a una donna giapponese, ma lei ha detto che viaggia solo in limousine. Per fortuna alla fine siamo arrivati comunque a destinazione”.

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