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A Tokyo l’arte di Picasso e quella pasticcera si uniscono nel museo Yoku Moku

I fondatori sono consapevoli che fare dolci è molto più che semplice pasticceria, ma è mettere insieme tradizione, creatività e ingredienti artigianali per realizzare delizie ormai di gran moda in Giappone. Il museo diventerà, infatti, una tappa turistica non appena si tornerà a viaggiare, così come entrare in un locale del brand sarà presto un'esperienza da vero local

yoku moku
Una delle creazioni giapponesi

TOKYO – Yoku Moku è il marchio di dolci che ha ingolosito i palati in ogni angolo del pianeta e ora, per non smettere mai di stupire, ha trovato il modo di colpire ancora l’immaginazione dei consumatori con un’idea particolare: unire l’arte pasticcera con la pittura in un unico museo a Tokyo. Vediamo come sono riusciti nell’impresa, dal sito gds.it.

Yoku Moku, dove si gustano i dolci con i quadri

Ha conquistato il palato – e gli occhi – di appassionati di alta pasticceria in tutto il mondo e ora il celebre brand dolciario giapponese Yoku Moku ha aperto nella capitale un museo, dove l’arte si unisce al gusto e alla creatività. Lo Yoku Moku Museum di Tokyo è uno spazio espositivo dedicato alle ceramiche di Picasso, artista che stupisce i visitatori con le sue creazioni estrose; e proprio in omaggio alla non convenzionalità dell’artista spagnolo organizza all’interno programmi educativi dove art therapy e dolci offrono esperienze nuove e coinvolgenti.

L’obiettivo del brand, che ha pasticcerie e caffetterie sparse per tutto il Paese e punti vendita anche all’estero, è molto semplice: rendere felici le persone che assaggiano e gustano i loro dolci e i biscotti arricchiti con vari gusti di cioccolato e preparati con un ingrediente segreto, il burro di Hokkaido, intenso e stagionale.

Gli originali programmi educativi del museo invitano i visitatori a scoprire la fusione tra arte, artigianato e pasticceria

Al fine di permettere a ognuno di liberare il proprio talento. All’interno del museo, inoltre, si trova il Caffè Vallauris, il cui nome ricorda la città del sud della Francia in cui Pablo Picasso soggiornò nel dopoguerra, dedicandosi alla ceramica. Da provare assolutamente è il menu “Art for Cafè” con bevande e prodotti da forno che rilassano e che contemporaneamente preparano la mente al lavoro creativo. Il Caffè, che ospita molti eventi, si trova vicino alla biblioteca, spazio interamente dedicato all’artista spagnolo.

I fondatori di Yoku Moku sono consapevoli che fare dolci è molto più che semplice pasticceria, ma è mettere insieme tradizione, creatività e ingredienti artigianali per realizzare delizie ormai di gran moda in Giappone. Il museo diventerà, infatti, una tappa turistica non appena si tornerà a viaggiare, così come entrare in un locale Yoku Moku sarà presto un’esperienza da vero local.

Per apprezzare e approfondire ancora di più la tradizione dolciaria giapponese, inoltre, sarà necessario conoscere più da vicino i wagashi, usati per la cerimonia del tè ma reinterpretati in chiave moderna. Tanti sono i locali dove scoprirli: la sala da tè “Iyemon Salon”, con i suoi interni raffinati e l’atmosfera rilassante, nella caotica zona di Shibuya; a Marunouchi il locale “Higashiya”, noto per i dolci hitokuchi-gashi, leccornie alla frutta da gustare in un solo boccone; e “Daisan Mannendo Hanare”, negozio con oltre tre secoli di storia dove tradizione e modernità si incontrano in una esplosione di bontà.

La pasticceria giapponese ha conquistato anche l’Italia con alcuni punti vendita a Milano e a Roma, Hiromi Cake (hiromicake.it), dove è possibile gustare yougashi, una specie di tiramisù nostrano; mochi, sfere di dolci a base di riso, e i dorayaki, simili ai pancakes, sentendosi proprio come a Tokyo.

Per maggiori informazioni: https://tokyotokyo.jp o gotokyo.org/it.