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VIETNAM – Produzione ed export 2011/12 a livelli record secondo le cifre del Gain Report del minagricoltura americano

siccità

Per quest’anno prevista una flessione del 9% dovuta principalmente a fattori climatici.

Italia terzo mercato del verde vietnamita dopo Germania e Stati Uniti.

Consumi interni in crescita grazie all’espresso e ai nuovi prodotti istantanei.

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CARTE DOZIO

Media locali danno per imminente lo sbarco di Starbucks.

MILANO – Produzione, export e fatturati da record per l’industria vietnamita del caffè. Lo confermano i dati contenuti nel report semi-annuale diffuso la settimana scorsa dal Servizio Agricolo Estero (Fas) del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (Usda).

Il documento rivede al rialzo le cifre sul raccolto 2011/12, stimato ora in 26 milioni di sacchi. Ciò equivale al 30% in più rispetto al precedente raccolto 2010/11, già da record, di 20 milioni di sacchi. Corretto, in conseguenza, anche il dato sull’export di caffè in tutte le forme relativo al 2011/12, stimato a sua volta nel volume, senza precedenti, di 24,4 milioni di sacchi.

Attraverso il Global Agriculture Information Network (Gain), il Fas offre statistiche aggiornate sulle produzioni agricole di 130 paesi di tutto il mondo.

I dati vengono raccolti e compilati dagli specialisti operanti presso le ambasciate Usa e sottoposti quindi al vaglio degli analisti agricoli del ministero di Washington.

I Gain report costituiscono il principale riferimento statistico ai fini delle stime ufficiali del dicastero americano sulle produzioni agricole, diffuse mediante le circolari mensili.

Produzione Il raccolto 2012/13 sarà, nelle previsioni degli esperti americani, di 24,2 milioni di sacchi. Il calo (-9%) rispetto al dato record dell’annata trascorsa è imputabile principalmente alle fioriture precoci causate dalle piogge fuori stagione nelle 4 principali province produttrici – Dak Lak, Lam Dong, Dak Nong, and Gia Lai – in cui si concentra quasi il 90% delle superfici coltivate a caffè del paese.

Le condizioni meteo sono state per il resto sostanzialmente favorevoli. È bene aggiungere che la flessione è in parte dovuta anche un normale calo fisiologico dopo l’eccezionale raccolto dell’annata trascorsa, anche se lo stress vegetativo delle piante è stato ben compensato dalla corretta fertilizzazione, l’utilizzo mirato degli input e una migliore irrigazione.

 

Un elemento che continua a influire negativamente sui raccolti è costituito dall’invecchiamento delle piantagioni, che interessa ormai il 25% dell’ettaraggio complessivo a caffè e, secondo le stime, riduce sino al 15% il potenziale produttivo. L’impatto appare comunque destinato a ridursi negli anni a venire, grazie al rinnovo colturale in pieno atto.

A ciò va aggiunta la continua espansione delle aree coltivate passate dai 571mila ettari del 2011 a 615mila quest’anno. Nel solo Dak Nong, l’estensione delle superfici a caffè è aumentata, da un anno all’altro, del 49% portando l’ettaraggio di questa provincia dal 14% al 19% del totale nazionale.

Detto trend di espansione appare in contrasto con gli obiettivi delineati dalle politiche governative, di cui parleremo più avanti.

Gli ultimi aggiornamenti indicano che le operazioni del nuovo raccolto procedono a buon ritmo favorite dalle condizioni meteo. Come riferito nel numero di Comunicaffè di martedì, le ultime stime diffuse dalle autorità locali indicano che il raccolto del Dak Lak (massima area di produzione del paese con circa un terzo delle superfici coltivate) potrebbe subire un calo nettamente più contenuto (-5%) rispetto a quello inizialmente ipotizzato (-10%).

Sarà da record la produzione di arabica destinata a raggiungere un volume di 850mila sacchi, in crescita di oltre il 6% rispetto all’annata precedente.

Le aree coltivate ad arabica nel nord del paese continuano a espandersi, anche se, a detta di alcuni esperti, la produzione potrebbe risentire negativamente, in futuro, del mutamento climatico.

Secondo il report, la quota degli arabica è destinata a rimanere marginale rispetto ai robusta e non supererà il 5% della produzione totale di caffè del Vietnam nei prossimi 3 anni.

Il raccolto 2011/12 – come già detto – ha raggiunto il livello record di 26 milioni di sacchi: quasi 2 milioni di sacchi in più rispetto alle stime dell’Ico. La produzione di arabica è stata di 800mila sacchi, pari al 3% del totale.

Allo scopo di spuntare prezzi migliori sui mercati internazionali, un numero crescente di produttori sta intraprendendo dei percorsi di certificazione (4C, UTZ Certified e Rainforest Alliance) beneficiando anche del sostegno attivo dello stato.

Export Stando alle statistiche del Ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale (Mard nell’acronimo in lingua inglese), il Vietnam, nel 2011/12, ha esportato caffè verde in un’ottantina di paesi per un totale di 23,9 milioni di sacchi.

Il dato è superiore del 27% a quello del 2010/11.

Questo straordinario incremento è stato reso possibile dalla produzione record e dalla forte espansione della domanda di robusta sui mercati internazionali. Cresce anche l’export di prodotti trasformati, che il report stima in 455.000 sacchi.

Secondo i dati di Vicofa (l’Associazione vietnamita del cacao e del caffè), l’export di caffè in tutte le forme ha raggiunto nel 2011/12 un totale a valore di 3,4 miliardi di dollari, in crescita del 24% sull’annata precedente.

Tornando all’export di verde, il report osserva che i primi 10 mercati hanno assorbito i due terzi circa dei volumi totali.

La Germania ha scavalcato, anche si di poco, gli Stati Uniti diventando il primo paese importatore dei chicchi vietnamiti con 209.740 tonn o poco meno di 3,5 milioni di sacchi(+58,39% sull’anno precedente), contro le 207.802 tonn degli Usa (+33,86%).

Con un volume di 104.370 tonn (1.739.500 sacchi) di caffè verde importato dal Vietnam (+3%), l’Italia si piazza al terzo posto davanti alla Spagna (+27,75%) e al Belgio (-41%).

In calo la share complessiva dell’Unione Europea, che è scesa dal 51% del 2010/11 al 44% nel 2011/12.

Le quotazioni internazionali continuano a offrire un forte incentivo ai produttori.

Il prezzo medio di esportazione del caffè vietnamita (fob Ho Chi Minh City) è risultato pari nel 2011/12 a 1.984 dollari/tonn, in calo del 7% rispetto al 2010/11. A ottobre, il prezzo medio all’export è risalito a 2.103 dollari, in crescita del 6% rispetto allo stesso mese del 2011.

 

Scorte Le scorte iniziali 2012/13 sono stimate poco al di sotto del milione di sacchi (984mila sacchi), comunque in crescita del 19% rispetto all’analogo valore dell’annata trascorsa.

Ogni stima risulta comunque difficoltosa – viene sottolineato nel rapporto – vista la mancanza di statistiche ufficiali e la pluralità di soggetti detentori delle scorte.

Consumi Difficile quantificare i consumi interni del Vietnam mancando statistiche ufficiali ed essendo le cifre disponibili fondate principalmente su stime indipendenti degli analisti o dell’industria.

Il report stima in 1,67 milioni di sacchi corrispettivo caffè verde i consumi per il 2011/12 destinati a salire a 1,83 milioni quest’anno.

La domanda interna è in crescita grazie alla vivacità demografica e all’apprezzamento crescente della bevanda caffè.

Anche in Vietnam, il successo delle caffetterie all’americana (in particolare tra i giovani), e, più in generale, il diffondersi di mode e stili di vita ispirati all’occidente costituisce un importante elemento di traino.

Alle catene più popolari (Highlands, Trung Nguyen, Gloria Jeans, The Coffee Bean & Tea Leaf) si aggiunge un numero crescente di esercizi indipendenti.

Ed è imminente la discesa in campo di Starbucks, prevista inizialmente per il 2011. Secondo indiscrezioni stampa diffuse la settimana scorsa (e riprese da Comunicaffè International), il gigante di Seattle potrebbe aprire il suo primo locale in Vietnam entro la fine dell’anno.

Ulteriori 3-5 aperture sarebbero previste nell’arco del 2013, tutte nell’area urbana di Ho Chi Minh City.

Indagini e ricerche di mercato indicano che i consumi sono costituiti per i due terzi da caffè torrefatto e per un terzo da caffè solubile.

Per quanto riguarda il solubile, la scena è dominata da tre grandi competitor: Trung Nguyen Coffee Corporation (marchio G7), con una share del 38%, Vinacafe Bien Hoa (31%) e Nescafé (27%).

A detta degli analisti, i consumi di solubile sono destinati a crescere sensibilmente nei prossimi anni (stima di crescita del 10,5% nel periodo 2008-2013).

Importante, in questo senso, il fattore convenience, con la comparsa sul mercato di una vasta gamma di prodotti 2 in 1, 3 in 1 e 4 in 1 (preparati istantanei con latte/zucchero/panna) rivolti, in particolare, alla fascia più giovane di consumatori.

Dang Le Nguyen Vu, presidente di Trung Nguyen Group, ha dichiarato in una recente intervista di puntare a incrementare i consumi vietnamiti di caffè da 1 a 5 kg pro capite.

Politiche Il Mard ha recentemente approvato il master plan per lo sviluppo del settore caffeario sino al 2020 con una visione al 2030.

Esso punta a ridurre le superfici coltivate a caffè a circa mezzo milione di ettari entro fine decennio e a 479mila nell’arco del decennio successivo.

Nelle 4 principali province, gli ettaraggi dovrebbero scendere a 447mila ettari nel 2020 e 433mila nel 2030.

Il governo seguita a incoraggiare i produttori a espandere (dove le condizioni pedo-climatiche lo consentono) la coltura degli arabica, nonché a investire nel rinnovo delle piantagioni e nel miglioramento delle pratiche agricole.