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VIETNAM – Tolta l’ iva sul caffè verde, ma un pasticcio legislativo ritarda l’applicazione della nuova norma

MILANO – L’export vietnamita stenta ancora a prendere quota. Soprattutto se confrontiamo i dati di quest’anno con quelli dell’anno scorso. A dicembre, gli imbarchi del primo produttore mondiale di robusta sono stati pari a 120 mila tonn (2 milioni di sacchi da 60 kg). Ossia il 50% in meno rispetto ai volumi caricati nello stesso mese del 2012.

Per questo mese è attesa una parziale ripresa delle esportazioni, che potrebbero risalire sino a 150 mila tonn (2,5 milioni di sacchi). Anche in questo caso saremmo comunque lontani dal corrispondente dato di gennaio 2013, quando il Vietnam esportò 219 mila tonn di caffè.

Sul mercato interno si intensificano le vendite dei produttori, anche in vista del capodanno lunare vietnamita. In coincidenza con questa importante festività, tutti i mercati saranno chiusi tra il 28 gennaio e il 5 febbraio.

Le vendite conoscono di solito un picco in questo periodo dell’anno, sia per le esigenze della festa che per far fronte alle spese di gestione dei mesi successivi.

Terraced_Coffee_Plants_in_Vietnam

Va detto che i prezzi interni sono in ripresa da qualche settimana a questa parte. Il chilogrammo di caffè veniva pagato ieri nel Dak Lak a 35.100 dong (1,67 dollari), contro i 33.700  di una settimana fa e i 34.200 di fine dicembre. Valori comunque lontani dal picco di 43.700 dong registrato a fine marzo.

Il governo di Hanoi ha intanto tolto la contestata aliquota iva del 5% gravante sulle materie prime e i semi-lavorati del settore agricolo (compreso il caffè), dell’allevamento e della pesca . Per ottenere il rimborso dell’imposta pagata, gli esportatori dovevano affrontare un iter lungo e farraginoso, che di fatto penalizzava spesso gli operatori onesti e favoriva le truffe.

Al momento, le nuove norme non risultano però operative ovunque e questo  a causa dell’indeterminatezza del testo del decreto, che non specifica i prodotti ammessi all’esenzione.

Risultato: l’attuazione è sin qui avvenuta a pelle di leopardo, a discrezione delle autorità locali. Per quanto riguarda, ad esempio, le zone di produzione del caffè degli Altipiani centrali, le province di Lam Dong, Gia Lai e Kontum stanno già applicando il nuovo regime iva, mentre Daklak e Dak Nong attendono ancora chiarimenti e istruzioni da Hanoi.