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Vending, IVS: per i 9 mesi ricavi a 245 milioni con risultati positivi nonostante la pandemia Covid

Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2020: risultati economici e cash-flow positivi; in forte miglioramento l’indebitamento finanziario netto, nonostante la pandemia.Andamento della gestione Il fatturato consolidato al 30 settembre 2020 ammonta a Euro 245,1 milioni (di cui Euro 213,7 milioni derivanti dall’attività caratteristica del vending), con un calo del 28,4% rispetto ai Euro 342,6 milioni a settembre 2019 (di cui Euro 310,4 milioni nel vending). I ricavi vending (calcolati al netto delle positioning fees) calano del 28,0% in Italia, del 37,9% in Spagna, del 21,2% in Francia, del 23,6% in Svizzera

Ivs Group
Il logo Ivs group Sa

GRAN DUCATO DEL LUSSEMBURGO – Il Consiglio di Amministrazione di IVS Group S.A. (Milano: IVS.MI) si è riunito il 12 novembre 2020, sotto la presidenza di Paolo Covre, per esaminare ed approvare la relazione intermedia di gestione del gruppo IVS al 30 settembre 2020, che è stata riassunta in una nota ai media. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre deliberato di cooptare quale nuovo amministratore, sino alla prossima assemblea, il dottor Marco Maria Fumagalli.

Sintesi dei risultati al 30 settembre 2020

Fatturato consolidato pari a Euro 245,1 milioni, in calo del 28,4% rispetto a settembre 2019. EBITDA Euro 54,2 milioni, in calo del 32,0% rispetto al 2019. EBITDA Adjusted 1 Euro 48,6 milioni, -38,8% sul 2019, con un’incidenza sul fatturato pari al 19,8% (22,2% sul fatturato al netto dei ristorni). Utile netto consolidato pari a Euro 2,7 milioni, prima del risultato attribuibile a terzi per Euro 0,1 milioni. Risultato netto Adjusted consolidato pari a Euro -3,3 milioni, prima degli utili di terzi. Indebitamento finanziario netto in miglioramento di Euro 20.0 milioni rispetto al 31 dicembre 2019.

Perfezionate 4 nuove acquisizioni in Italia, per un valore di circa Euro 6,5 milioni.

Ivs Group Un distributore di Ivs in una stazione ferroviaria
Un distributore di Ivs in una stazione ferroviaria

Andamento della gestione Il fatturato consolidato al 30 settembre 2020 ammonta a Euro 245,1 milioni (di cui Euro 213,7 milioni derivanti dall’attività caratteristica del vending), con un calo del 28,4% rispetto ai Euro 342,6 milioni a settembre 2019 (di cui Euro 310,4 milioni nel vending). I ricavi vending (calcolati al netto delle positioning fees) calano del 28,0% in Italia, del 37,9% in Spagna, del 21,2% in Francia, del 23,6% in Svizzera.

In calo anche il fatturato della CGU Coin Service (-17,8%), che include Moneynet (acquisita a fine luglio 2019, quindi confronto non significativo sul relativo fatturato trimestrale), mentre calano le vendite nel business principale della moneta metallica (-27,0%) e della moneta digitale della controllata Venpay (-56,8%).

Tutti i cali nelle diverse aree di business sono legati allo scoppio della pandemia Covid-19 e dal conseguente forte rallentamento, in alcuni casi blocco totale, di molti settori di clientela. Il calo del fatturato è iniziato sensibilmente nell’ultima parte di febbraio 2020 e si è progressivamente intensificato fino a maggio; i primi segnali di graduale recupero sono iniziati a giugno.

Il recupero è continuato nel terzo trimestre, pur restando sempre ampiamente sotto i livelli del corrispondente periodo del 2019. Il numero totale di erogazioni nei primi nove mesi del 2020 è stato pari a 453,4 milioni rispetto a 646,3 milioni dei primi nove mesi del 2019 (-29,8%).

Il calo dei volumi si raffronta con la forte riduzione complessiva delle ore lavorate, che peraltro misura solamente le attività produttive e registra l’attività in smartworking come effettivamente svolta, mentre il calo dei volumi del vending dipende anche da fattori quali il calo del traffico dei passeggeri e dalla sostanziale chiusura di scuole e università.

IVS mostra in ogni caso un tasso di acquisizione complessivo di nuovi clienti superiore al churn rate anche in questo eccezionale momento.

Il prezzo medio delle erogazioni del periodo è stato pari ad Euro 47,1 centesimi, da Euro 48,0 centesimi dell’analogo periodo 2019 (-1,9%). La lieve riduzione del prezzo medio risente del diverso mix di consumi, con una proporzione di più prodotti venduti nel settore corporate e meno nei luoghi pubblici e travel, che tradizionalmente presentano prezzi medi e valore aggiunto più alti rispetto al settore corporate, dove peraltro i consumi si sono concentrati sugli utenti abituali, che godono degli sconti loro riservati.

Nei primi nove mesi del 2020 sono state perfezionate 4 acquisizioni, in Italia, per un Enterprise Value complessivo di circa Euro 6,5 milioni, con un contributo pro rata temporis al fatturato di circa Euro 1,1 milioni, che si aggiunge al fatturato incrementale derivante da un affitto d’azienda in Sicilia, che contribuisce per circa Euro 5,0 milioni da inizio anno.

La scheda sintetica di IVS Group, leader italiano del vending

IVS Group S.A. è il leader italiano e secondo operatore in Europa nella gestione di distributori automatici e semiautomatici per la somministrazione di bevande calde, fredde e snack (vending). L’attività core del vending si svolge principalmente in Italia (83% circa del fatturato), in Francia, Spagna e Svizzera, con circa 224.000 distributori automatici e semiautomatici.

Il gruppo ha una rete di 88 filiali e circa 2.900 di collaboratori. IVS Group serve più di 15.000 aziende ed enti, con oltre 850 milioni di erogazioni nel 2019.

L’EBITDA reported consolidato è pari a Euro 54,2 milioni, da circa Euro 79,62 milioni del settembre 2019 (-32,0%). L’EBITDA reported include il provento per circa Euro 8,0 milioni relativo alla parziale restituzione di sanzioni già pagate alla AGCM (Autority Antitrust) a seguito del procedimento del 2016, contro il quale la controllata IVS Italia S.p.A. aveva presentato appello.

L’EBITDA Adjusted consolidato è pari a Euro 48,6 milioni, con un’incidenza sul fatturato del 19,8% (22,2% se calcolato sul fatturato al netto delle positioning fees), in calo del 38,8% rispetto a Euro 79,4 milioni di settembre 2019. Aumentano gli ammortamenti nei primi nove mesi 2020, rispetto a settembre 2019, di circa Euro 2,0 milioni (+4,5%), in parte per via degli elevati investimenti dei trimestri passati, in particolare per le acquisizioni finalizzate e per le installazioni su Metro Parigi.

A fronte del calo di volumi e fatturato, al fine di preservare quanto più possibile la redditività, il gruppo è intervenuto in modo incisivo su molteplici categorie di costi, ricorrendo a sussidi per il lavoro (cassa integrazione per il personale o forme analoghe) nelle diverse aziende del gruppo, rimodulando quanto più possibile per i mesi interessati dall’emergenza il livello delle positioning fees (canoni e royalties da riconoscere ai clienti presso i quali sono installati i distributori automatici) e adattando la logistica al trend dei consumi, il tutto preservando qualità e continuità del servizio ai clienti.

In tal modo si è contenuto il calo dei margini in valore assoluto e la redditività operativa (EBITDA) in termini di incidenza percentuale sul fatturato è rimasta a livelli di eccellenza per il settore, prossimi al 20%. L’Utile netto consolidato, al 30 settembre 2020 pari a Euro 2,7 milioni (prima degli utili di terzi per 0,1 milioni), seppur ancora positivo risulta in forte calo (-85,3%) rispetto ai Euro 18,6 milioni del 2019.

Oltre al già citato rimborso della sanzione Antitrust, il risultato netto include altri costi e proventi netti considerati eccezionali per loro natura, per complessivi Euro 2,0 milioni (al netto dei relativi effetti fiscali), principalmente relativi alle acquisizioni e alle nuove iniziative rilevanti (es. Moneynet e contratto Metro Parigi). Il Risultato Netto Adjusted al netto delle voci considerate eccezionali per loro natura è dunque negativo e pari a Euro -3,3 milioni (prima dei risultati di terzi), rispetto all’utile di Euro 18,1 milioni (prima degli utili di terzi) di settembre 2019.

La Posizione Finanziaria Netta al 30 settembre 2020 è negativa per Euro 366,0 milioni (inclusi i debiti per affitti e leasing operativi derivanti dalla formulazione del principio contabile IFRS 16, pari ad Euro 55,0 milioni), in miglioramento di circa Euro 17,0 milioni rispetto a Euro -383,0 milioni a fine giugno 2020 e di circa Euro 20,0 milioni rispetto a Euro -386,0 milioni a fine 2019, dopo pagamenti nel periodo per investimenti netti pari a Euro 34,8 milioni, di cui circa Euro 32,3 milioni per investimenti tecnici netti, inclusi quelli relativi alle aziende acquisite e pagamenti per investimenti fatti in periodi precedenti ed Euro 2,5 milioni per acquisizioni, oltre a Euro 1,4 milioni per accollo leasing immobiliari.

ivs france parigi L'entrata caratteristica di una stazione della metropolitana parigina
L’entrata caratteristica di una stazione della metropolitana parigina

Più in dettaglio, gli investimenti relativi al nuovo contratto Metropolitana Parigi – non ancora entrato pienamente a regime a causa delle restrizioni per il contenimento dei contagi imposte nei mesi passati dalle autorità francesi e recentemente rinnovate – sono stati pari a Euro 9,8 milioni. Gli investimenti trimestrali ordinari si mantengono su livelli assai ridotti rispetto al 2019.

A fine settembre 2020 il gruppo ha ancora circa Euro 15,4 milioni di crediti IVA, sostanzialmente tutti riconducibili alle società italiane (dei quali Euro 9,7 milioni immediatamente esigibili o cedibili in quanto già chiesti a rimborso all’AdE), oltre a crediti per circa Euro 8,0 milioni verso il MEF-Ministero Economia e Finanze per la restituzione della sanzione Antitrust. L’incasso di tali crediti – ad oggi circa Euro 23 milioni, non inclusi nel calcolo della posizione finanziaria netta – è auspicabile nel corso dei prossimi trimestri.

Altri fatti di rilievo ed operazioni poste in essere dopo il 30 settembre 2020, effetti Covid-19 e previsioni

L’11 novembre 2020, BNP Paribas Italian Branch, in qualità di banca Agente del finanziamento da Euro 150 milioni stipulato il 21 dicembre 2018, ha confermato a IVS Group che i financial covenant relativi al finanziamento per il periodo di 12 mesi al 31 dicembre 2020 non saranno rilevati. Lo scenario economico e dei consumi ha visto nel periodo tra marzo e maggio 2020, durante la fase più acuta del lock-down, cali dei volumi fino all’84%, pur con differenze tra le nazioni e regioni.

Da fine maggio / inizio giugno si sono registrati segnali di recupero, ma continuando a scontare la chiusura di interi settori (es. scuole e università), la non piena ripresa dei trasporti pubblici e in generale, il debole andamento delle ore effettivamente lavorate. Durante l’estate, che tuttavia è un periodo di attività relativamente ridotta per il vending, si è registrata una certa ripresa, ma il volume delle attività economiche resta ancora assai inferiore a quello registrato nel 2019. Il sorgere di nuove ondate di pandemia e nuovi effetti di rallentamento economico paiono tuttavia caratterizzare la restante parte del 2020 e forse anche l’inizio del 2021.

In questo contesto, difficile e incerto, il gruppo ha attuato azioni efficaci sul lato economico, finanziario e organizzativo, riducendo il costo del lavoro e delle positioning fees quanto più proporzionalmente possibile al calo delle vendite. Ciò ha comportato anche un forte impegno nella riorganizzazione della logistica (tecnici e addetti al rifornimento).

Grazie a tali azioni l’azienda è riuscita a mantenere margini (EBITDA) di buon livello, anche in un periodo eccezionale, senza penalizzare la qualità del servizio ai clienti. La redditività operativa, insieme al contenimento degli investimenti, ha consentito non solo di preservare le buone riserve di liquidità di cui il gruppo dispone (aumentate nel corso del 2020), ma anche di generale un free cash-flow positivo significativo, che ha portato a una significativa riduzione (circa Euro 20,0 milioni) dell’indebitamento finanziario netto.

Sotto il profilo strategico, queste azioni consentiranno al gruppo IVS di iniziare il 2021 in una posizione migliore rispetto alla maggior parte degli operatori del settore del vending, in Italia e negli altri mercati europei. La crisi in atto comporterà infatti un riassetto del settore e l’inevitabile uscita degli operatori più deboli. Da ciò deriverà l’opportunità, per IVS Group, di recuperare i volumi persi a causa della pandemia, attraverso azioni commerciali e opportunità di crescita per vie esterne, con un aumento delle quote di mercato e del valore dell’attività aziendale.

*** Il comunicato stampa è consultabile anche sul sito internet aziendale: www.ivsgroup.it o www.ivsgroup.lu / sezione investor relations.

Sul sito internet è inoltre pubblicata la relazione al 30 settembre 2020, che è altresì stata depositata presso la sede legale e presso Bourse de Luxembourg.

I risultati al 30 settembre 2020 saranno presentati in Conference Call il 13 novembre 2020 alle ore 16.30 (CET); per partecipazione contattare [email protected].