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Torino è la città che ha insegnato al mondo come si beve il caffè: la prima macchina per espresso nasce qui, nel 1884.
Un simbolo di genio pratico e visione industriale che oggi suona quasi nostalgico. Perché la capitale delle invenzioni sembra aver perso la spinta che l’ha resa grande.
E il crollo dei brevetti racconta meglio di ogni slogan quanto l’innovazione torinese stia rallentando. Leggiamo in seguito alcune parti dell’articolo pubblicate sul Corriere.
Addio città degli inventori: Torino perde metà dei suoi brevetti in 5 anni. Qui nacque il primo pc al mondo (e anche la macchina per il caffè)
TORINO – Torino, città di santi sociali e di inventori. Forse lo era una volta, ma oggi lo è sempre meno. Negli ultimi 5 anni, nonostante il titolo di «Capitale europea dell’innovazione 2024», la propensione a scovare nuove tecnologie dei torinesi sembra scesa sotto i tacchi: basti pensare che nel 2019 il capoluogo sfornava circa di 10.700 richieste di brevetti, nel 2025 le domande sono scese a 6.700, quattromila in meno.
Quasi la metà rispetto al passato, una débâcle che è soprattutto il termometro in negativo della perdita di competitività del territorio.
Le grandi invenzioni
Ma che succede davvero alla città che ha inventato la prima macchina per caffè espresso (Angelo Moriondo, 1884), la lampadina a incandescenza (Alessandro Cruto, 1882), la conservazione industriale del cibo (Francesco Cirio,1856), il primo personal computer (Olivetti con la «perottina», 1965), l’Mp3 dei file audio per ascoltare musica digitale (Leonardo Chiariglione, 1997) e ovviamente tutte quelle invenzioni legate ai motori? Intanto va detto, ma non è una buona notizia, che tutto il Paese sta rallentando da tempo la spinta innovativa.
I dati in calo
Le richieste di brevetti made in Italy depositate in Europa nel 2024 sono scese di quasi 4,5 punti percentuali, con 4.612 domande presentate all’Epo di Monaco.
Colpa del contesto internazionale, certo. La crisi dell’auto e del motore endotermico, ovviamente. E anche di un paradigma dell’innovazione tecnologica sempre più segnato dall’intelligenza artificiale e dai colossi (americani e cinesi) che alimentano la ricerca a suon di miliardi di dollari.
Tant’è che l’Italia per la prima volta è uscita dai primi dieci paesi per invenzioni registrate. Insomma, non siamo da serie B, ma scivoliamo sempre più giù. E anche Torino, alle prese con una difficile trasformazione industriale, fatica in Europa.
La città, infatti, da sempre numero due in Italia per brevetti innovativi, dietro solo a Milano, ha perso posizioni ed è stata superata da Bologna che cresce per brevetti europei (383, 43 in più rispetto all’anno precedente) mentre Torino ne ha depositati all’Epo 27 in meno, 290 in tutto.



















