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LAVAZZA – Dal nuovo Centro Direzionale spunta necropoli IV-V sec

TORINO – Una necropoli paleocristiana del IV-V secolo, comprendente i resti di una basilica (FOTO) sarà restituita a Torino e ai torinesi entro il 2016. Il reperto e’ venuto alla luce nei mesi scorsi
durante gli scavi per la realizzazione del nuovo centro direzionale Lavazza nel quartiere torinese Aurora, poco distante da Porta Palazzo.

Il ritrovamento ha comportato una modifica del progetto originario, denominato ‘Nuvola’ e firmato dall’architetto Cino Zucchi, e in soli tre mesi sono state messe a punto anche le relative autorizzazioni.

Un percorso che, come e’ stato sottolineato oggi in conferenza stampa da Egle Micheletto, soprintendente dei Beni archeologici del Piemonte, da Paolo Corradini responsabile del progetto Lavazza da Mario Turetta direttore regionale peri beni culturali e Stefano Lo Russo, assessore cittadino all’Urbanistica, ha visto, pubblico e privato anzichè aprire un contenzioso, tra l’interesse della tutela del bene archeologico e quella dell’investimento privato, che per Lavazza è di 110 milioni di euro, condividere i passi da compiere e l’obiettivo finale: la tutela, valorizzazione del sito e la sua fruibilita’ per i cittadini.

Nel sito archeologico, che insiste su un angolo compreso tra la via Ancona e il corso Palermo, dell’area di 19mila metri quadri destinata alla riqualificazione, sono ben visibili le piante perimetrali della basilica con un’unica abside semicircolare, di un mausoleo, diverse tombe, una fornace per la trasformazione del marmo in calce.

Si tratta di un nucleo importante, anche se le strutture non sono alte che pochi centimetri e prive di pavimenti, dove, ha sottolineato Micheletto, molte sepolture sono state attivate attorno a quella di un martire importante.

Nella zona dell’ansa del fiume Dora, e sulla strada diretta a Vercelli e Milano, e’ stato spiegato, e’ sorta una necropoli fin dall’inizio dell’eta’ imperiale, ma che ha avuto uno sviluppo monumentale attorno al terzo secolo.

Proprio di recente, nel 2011 durante uno scavo per la posa di cavi elettrici, il rinvenimento di una stele funeraria iscritta e decorata, ha riacceso l’attenzione sull’area. Per questo motivo nel perimetro della ”Nuvola” Lavazza i lavori di demolizione delle strutture industriali preesistenti e la bonifica sono state fin dall’inizio presidiate da un nucleo archeologico.

Per preservare i reperti, Lavazza ha dovuto spostare l’area dei parcheggi sotterranei. ”Avevamo gia’ presentato il progetto definitivo – ha ricordato Coradini – e abbiamo avuto momenti di forte preoccupazione, alla luce di un impegno finanziario di questa portata, che si dovesse intervenire pesantemente sul nostro progetto. E invece abbiamo trovato una soluzione relativamente veloce”.

I maggiori costi della modifica, tutto sommato contenuti, e’ stato precisato, sono stati compensati con uno sconto sugli oneri di urbanizzazione da parte del Comune.

L’area archeologica, e in particolare la basilica, che verrà coperta da una vetrata e sara’ visibile dalle vie adiacenti, finirà in parte sotto l’edificio curvilineo del nuovo centro direzionale, che ospiterà, dall’autunno 2016, 500 dipendenti Lavazza, e la società si occuperà della sua tutela, della manutenzione e di organizzare visite guidate.

”Sempre di piu’ – ha concluso l’assessore Lo Russo, che ha ricordato il recente accordo con la Juventus per l’area della Continassa – la riqualificazione della città sarà il frutto di partenrship con i privati”.