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Battono pure cuori italiani nella Starbucks Roastery di Chicago la caffetteria più grande al mondo

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La lunga fila dei clienti in attesa di entrare nel nuovo flagship di Chicago (credits per tutte le foto: Starbucks)

MILANO – Battono anche tre cuori italiani all’interno della colossale Reserve Roastery di Chicago – la più grande caffetteria del mondo – che Starbucks ha aperto venerdì scorso nella metropoli statunitense. Quello delle macchine Victoria Arduino VA 388 di Simonelli Group, che troneggiano su tutti i banchi dell’espresso accanto a decine di macinadosatori on demand Mythos One. Il terzo è quello della Princi Bakery & Café: Rocco Princi è stato tra l’altro uno degli invitati speciali alla cerimonia del taglio del nastro.

All’inaugurazione le scene da tempo consuete quando apre un flagship della Sirenetta.

Sin dalla notte – a dispetto del tempo rigido – si è formata lungo la Michigan Avenue (dove peraltro ci sono già ben 7 locali della catena) una lunga fila di fans di Starbucks giunti da tutti gli Stati Uniti per vivere l’evento.

Sono bastati 20 minuti per saturare completamente la capienza del locale, che è di un migliaio di persone.

I primi clienti della Roastery

Per la cronaca, la direttrice della Roastery Shauna McKenzie Lee ha aperto le porte pochi minuti prima delle nove del mattino.

Presenti, il ceo di Starbucks Kevin Johnson, il cfo Roz Brewer e – come già detto – Rocco Princi.

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Il ceo Kevin Johnson serve la prima bevanda a base espresso la mattina dell’inaugurazione

Numeri e curiosità sul flagship Starbucks di Chicago

Il silo di 56 piedi (17 metri) è il fulcro pulsante della Roastery. Si tratta di un’opera d’arte a forma di clessidra dove i chicchi tostati fungono da granelli di sabbia. La superficie è perforata e oscilla lasciando intravvedere i chicchi tostati che si muovono sui tubi in diverse direzioni.

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Il silo centrale

Attorno al silo corre una scenografica scala mobile curva, anch’essa di straordinario impatto visivo.

L’impianto di torrefazione della Starbucks Roastery di Chicago è in grado di tostare 90.700 kg di caffè all’anno.

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L’impianto di torrefazione con la tostatrice Probat

Il locale si estende su un totale di 35 mila piedi quadrati, pari a 3.250 metri quadrati: quasi mille in più rispetto allo Starbucks di Cordusio.

Cinque i piani, calcolando anche la terrazza, che sarà aperta durante la primavera e l’estate.

L’artista Eulogio Oreteg ha impiegato due mesi per realizzare il murale – rappresentante una piantagione costaricana – dipinto sulla parete dell’ex uscita di sicurezza.

Il suggestivo murale realizzata dall’artista Eulogio Oreteg

Come nei musei, all’interno della Roastery c’è anche un gift shop con un ricchissimo merchandising a marchio Starbucks.

Un banco del gift shop

La location: il palazzo della North Michigan in cui sorge la Roastery accoglieva sino all’anno scorso il flagship di Crate & Barre, catena specializzata in articoli per la casa, mobili e accessori.

Un’immagine serale della nuova Roastery