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Starbucks Reserve roastery: da oggi espresso a 1,80, cappuccino a 4,50 sia seduti sia in piedi

Una dei 300 specialisti di Starbucks Reverve Roastery Milano all'opera
La preparazione del Nitro gelato all’Affogato Station dello Starbucks milanese

MILANO – La curiosità più forte era naturalemnte sul listino prezzi. Ed i giornalisti presenti all’anteprima della Starbucks Reserve Roastery sono stati accontentati. Ebbene il prezzo di un espresso 1,80€, doppio 2,80€. E il cappuccino? Sono 4,50€ per il normale, il formato grande, in puro stile Starbucks, 5,50€. Sempre: seduti o in piedi, dice il listino menù.

La consumazione di una tazza grande preparato con caffè Hawaii Kau costa 7,25€.

In listino anche 5 monorigine e una miscela, di sola arabica. Robusta vietato. In dettaglio: Hawaii Kau 39€ all’etto, Ethiopia Bitta Farm 10€ all’etto; Tanzania Mondul 8€ all’etto, Brazil Ouro del Minas 7 € all’etto; Costa Rica Hacienda Alsacia decaffeinato 8€ all’etto prodotto a Seattle.

La miscela prodotta in onore della città di Milano è Pantheon Blend vintage 2018. È composta da Ethiopia Bitta Farm, Costa Rica Naranjo e Sun-dried Brasil Ouro del Minas. Prezzo 9€ all’etto.

Prezzi buoni? Lo deciderà il mercato. Di certo, all’assaggio, sono caffè molto buoni, completi.

Starbucks Reserve roastery. Presto arriverà un altro caffè specialty

I caffè tostati e venduti verranno cambiati stagionalmente. Un parte del caffè tostato fornirà i punti vendita Starbuck nel mercato Europeo, Medio Oriente e Africa.

La tostatura viene effettuato con una macchina torrefattrice Scolari, abituale fornitore di Starbucks. Ci saranno 5-6 tostature ogni giorno da 60 kg ogni volta. Nello spazio sotterraneo è presente un altra tostatrice da 12 kg che fornirà i bar all’interno della Reserve Roastery.

La macchina per il confezionamento è una Goglio Fres-co G14C

All’interno del locale sono in funzione 5 macchine VA 388 della Vitoria Arduino, Simonelli Group, da 3 gruppi (una è tenuta di riserva) e 12 macinadosatori Mythos 1 sempre Victoria Arduino. I più attenti hanno notato l’assenza dei più aggiornati e performanti macinadosatori Mythos 2. Che è l’ultima avanzatissima novità sempre della Victoria Arduino. Addirittura con la bilancia gravimetrica inserita nell’appoggia gruppo.

Tre macchine e 5 macinadosatori sono istallati nella zona Main Bar, 1 macchina e 2 macinadosatori nella zona caffetteria Princi e 1 macchina e 2 macinadosatori al secondo piano nella zona bar dove si preparano le bevande a base di caffè.

Il colpo d’occhio

Nel Main Bar, sono istallate anche: 3 macchine Clover e 3 macinadosatori Ditting; 9 sifoni, 6 postazioni per estrazione a filtro e 1 macinadosatore Ditting.

Tre le macchine per la preparazione del gelato fresco: crema al caffè, fiordilatte e sorbetto di caffè.

C’è anche lo spazio Mumac, il Museo della macchina per il caffè espresso

Un angolo del locale è dedicato anche al museo della macchine per espresso. Si tratta di macchine del museo MUMAC.

In bella vista sono la macchina storica Cimbali Brillante a leva e San Marco Disco Volante sempre azionata a leva con una descrizione dettagliata di quando sono state prodotte e della storia aziendale.

L’area della panetteria di Rocco Princi

Una parte del Roastery è occupata da Princi pane e Princi caffetteria.

Al secondo piano c’è un altro bar dove vengono offerti le bevande a base di caffè.

Tazze e tazzine

Per il momento tazze e tazzine sono fornite dalla sede centrale di Starbucks  a Seattle (Stati Uniti), ma non è escluso che presto tocchi al mande in Itali anche in questo settore.

Un’esperienza

Chi va da Starbucks non lo fa solo per bere in fretta un caffè ma per vivere un’esperienza e imparare. Il locale di Milano è parte di un progetto che prevede altre aperture. La seconda sempre a Milano, in Corso Garibaldi entro fine anno. Questo è l’unico annuncio ufficiale. Ma già si sà dell’aeroporto di Malpensa e di Torino. Oltre a Bergamo citttà.

Nel corso della sua prima giornata Milanese Howard Schulz, il fondatore che da giugno non è più presidente e amministratore delegato ma soltanto presidente onorario, emeritus dice Starbucks, ha detto dell’operazione: “Abbiamo preservato gli elementi storici dell’immobile, usato materiali che rispecchiano la tradizione di Milano.”

“Presidente Usa? Ho già fatto tanto”

E sulla sua candidatora alla presidenza Usa ha detto:”Non c’è bisogno di diventare presidente degli Stati Uniti per cercare di cambiare le cose. Ho contribuito a costruire un grande gruppo, ora vorrei restituire quanto ho avuto la fortuna di avere. Si può fare molto per un Paese facendo leva su dignità e rispetto, che sono poi anche le basi indispensabili per far crescere un’azienda.”

E sullo sbarco a Milano

“Ci pensavo da una vita, ma il progetto esecutivo è arrivato sotanto 5 anni fa.L’immobile lo abbiamo individuato nel 2016. Starbucks ha puntato molte risorse sul progetto italiano che è stato a lungo il mio sogno. Al centro c’è la qualità, scegliamo le miscele migliori — solo Arabica — importandole da 30 Paesi e dalle nostre piantagioni sostenibili in Costa Rica. Ma l’obiettivo di Starbucks non è solo vendere caffè. È anche educare il consumatore che deve conoscere i processi produttivi e capire cosa beve. Qui potrà vedere il ciclo e scoprire i nostri sette metodi per preparare la tazzina.”

“Abbiamo già saputo gestire tante crisi”

Ha aggiunto Schultz: “Starbucks ha 47 anni alle spalle e ha attraversato grandi cambiamenti come le fasi drammatiche di picco dei prezzi. Eppure siamo passati da 11 negozi tutti negli Stati Uniti a quasi 30mila in 77 Paesi. In Cina apriamo un negozio al giorno, siamo già arrivati a quasi 3.400 con 45mila dipendenti. Starbucks ha imparato a navigare sui mercati, gestire cambiamenti e imprevisti pur mantenendo i ritmi di crescita. I dazi di cui si parla in questo periodo non hanno riguardato fin qui l’industria del caffè. Ma è certo, gli scambi senza barriere e la collaborazione tra i mercati è fondamentali. Ed è auspicabile attraverso gli accordi commercial: hanno sempre prodotto benefici per i consumatori.”

E sulla sfida lanciata da Coca-Cola con l’acquisto di Costa Coffee

«Ben venga la competizione. Con Costa ci confrontiamo ogni giorno in Gran Bretagna e so che vogliono entrare in Cina. Ma ogni settimana noi serviamo il caffè già a 85 milioni di clienti nel mondo e cerchiamo di essere complementari ai nostri concorrenti».

Sull’accordo da 7,15 miliardi di dollari con Nestlè: presto Starbucks sugli scaffali dei supermercati anche in Italia

“Lo definisco un accordo chiave, un’opportunità per entrambi i gruppi. Nestlé con Nespresso è il numero uno mondiale del porzionato e delle macchine da caffè per la casa, non è mai stata associata ad altri marchi. In più ha una rete capillare di distribuzione nell’alimentare. Porterà nelle famiglie le capsule con marchio Starbucks — compatibili con le loro macchine — e i nostri prodotti nella grande distribuzione. Starbucks darà a Nestlé l’opportunità di entrare in nuovi mercati, per esempio la Cina attraverso la catena di “store” Starbucks. Poi l’intesa si estenderà anche agli Stati Uniti. È stata solo la prima mossa sullo scacchiere globale dei mercati. E grazie a questa il nostro caffè arriverà anche in Italia: sugli scaffali della grande distribuzione, nei negozi, nei ristoranti e attraverso il catering. Per entrambi l’accordo è di grande rilievo e rappresenta un modo diverso di fare innovazione, di pensare fuori dagli schemi. Innovare non vuole dire solo studiare nuove tecniche. Ma sapere cambiare le cose. Questo deve essere lo spirito di un imprenditore.”