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Qualità Rossa di Lavazza compie cinquant’anni ma non invecchia: adesso è la bevanda dei giovani

A presentare, Carlo Colpo (Marketing communication director e brand home director Lavazza), la fumettista Josephine Signorelli, la rapper Madame e Sara Gaima, capitana della nazionale di calcio italiana. Insieme hanno raccontato il viaggio percorso da Lavazza. Carlo Colpo esordisce con una frase piuttosto emblematica: "Un prodotto che vuole restare un'icona, deve vivere in mezzo alla gente, che deve sentirlo come proprio."

Sul palco dei 50 anni: Carlo Colpo (Marketing communication director e brand home director Lavazza), la fumettista Josephine Signorelli, la rapper Madame e Sara Gaima
Sul palco dei 50 anni: Carlo Colpo (Marketing communication director e brand home director Lavazza), la fumettista Josephine Signorelli, la rapper Madame e Sara Gaima

MILANO – Un 2020 che arriva portando con sé un traguardo importante per Lavazza, il colosso torinese del caffè giunto alla quarta generazione di famiglia, con 2,2 miliardi di ricavi nel 2019. Un fatturato che è frutto anche di alcuni tra i prodotti iconici Lavazza, come lo è il brand che proprio quest’anno soffia 50 candeline: Qualità Rossa raggiunge metà di un secolo, ma non li dimostra, anzi, ringiovanisce.

È proprio per mostrare la nuova veste della storica miscela, l’incontro di lunedì 28 settembre all’Apollo Club di Milano in Via Giosuè Borsi 9/2. Il Covid non ha impedito l’organizzazione dell’evento celebrativo, attorno ad un packaging che molti italiani conoscono e hanno avuto nelle proprie cucine, con il suo rosso acceso. E che oggi punta a conquistare i palati dei coffeelover più giovani.

Qualità Rossa: una proposta inclusiva anche per le nuove generazioni

Questa è la strategia per il prossimo futuro di Qualità Rossa: un primo segnale in questa direzione arriva proprio dalla scelta di comunicare il brand attraverso il singolo rap “Nuove Strade”, che ha coinvolto molti tra gli artisti attualmente più apprezzati dai Millennials.

Cambio di target quindi per un prodotto che è sul mercato con successo già da 50 anni, e che però non ha ancora esaurito il suo racconto attraverso modi nuovi di presentarsi.

L’Apollo Club si veste di Qualità Rossa

Anche lo spazio scelto per ospitare l’evento rispetta il dress code del brand: tra le mura di un Apollo Club trasformato dal Covid con pavimenti a scacchiera dove le pedine sono i bollini per il distanziamento sociale, le tende teatralmente e non a caso, rosse, si aprono sul bancone scenografico sotto la regia di un Fabio Sipione, Special Clients Trainer & Events, mascherato.

In preparazione per gli ospiti, dei coffeetails come il Negroni svegliato.

Fabio Sipione dietro al bancone

Anche la fotografia dell’incontro è illuminata da tinte calde

Un video di presentazione ha fatto da sfondo per gli interlocutori seduti sul palco piazzato di fronte ad un pubblico accomodato su seggiole vellutate (rosse). Su 4 poltrone, Carlo Colpo (Marketing communication director e brand home director Lavazza), la fumettista Josephine Signorelli, la rapper Madame e Sara Gaima, capitana della nazionale di calcio italiana.

Insieme hanno raccontato il viaggio percorso da Lavazza.

Carlo Colpo esordisce con una frase emblematica: “Un prodotto che vuole restare un’icona, deve vivere in mezzo alla gente, che deve sentirlo come proprio.” Da qui la strategia su più canali, dalla televisione al digitale, dall’offline all’online, per restare in contatto con i tempi. Da Catania a Torino, in 5 città italiane su un’auto, per incontrare personaggi che condividano un nuovo punto di vista positivo.

Lavazza è stato il primo social network del 1895

Tutto il pack Qualità Rossa

Ed è con questo spirito che il brand Qualità Rossa si rinnova dopo mezzo secolo di condivisione, con un format che avrà il 12 ottobre un’anteprima televisiva su Italia 1 e che poi si sposterà sulle piattaforme digitali.

Qualità Rossa quindi si evolve e diventa un po’ lo stendardo per il cambiamento che le nuove generazioni desiderano vedere nei prossimi 50 anni, attraverso il dialogo: il rito del caffè dove il genere è semplicemente una parola e non più un’etichetta.