mercoledì 07 Gennaio 2026

Quanto costa mangiare in Italia? Da Bolzano a Catanzaro, la mappa dei prezzi città per città

Dal cappuccino alla pizza, passando per latte, panini e spesa quotidiana: i prezzi dei beni alimentari variano drasticamente da una città all’altra. L’indagine Codacons rivela un’Italia a due velocità, con Bolzano tra le più care e Catanzaro tra le più economiche. Una vera e propria geografia del carrello che cambia il modo di fare la spesa

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Fare la spesa in Italia è sempre più una questione di geografia. Dall’espresso al panino, dal latte alla pizza, i prezzi cambiano drasticamente da città a città, con differenze che possono superare l’euro sullo stesso prodotto. L’indagine Codacons fotografa un Paese diviso in cui Bolzano risulta la più cara e Catanzaro la più conveniente. Leggiamo in seguito alcune parti dell’articolo pubblicato su La Repubblica.

La pizza meno cara d’Italia? Si mangia a Pescara. E il cappuccino? A Catanzaro

ROMA – Un cappuccino? Se sei a Bolzano la mattina ha letteralmente l’oro in bocca e spendi 2,35 euro. Ma se puoi fare un migliaio di chilometri e riesci a entrare in un bar di Catanzaro risparmi un euro e paghi soltanto 1,35 euro.

Così per un litro di latte a lunga conservazione: a Torino ti tocca pagare 1,58 euro, invece se sei a Cagliari ben 58 centesimi in meno. Oppure per un panino: a Milano, sperando sia molto ben imbottito, lo paghi 5,6 euro, a Pescara invece il prezzo si ferma a 2,9 euro. E un pasto in pizzeria? Se a Bolzano costa 14,72 euro ed il più caro del Paese, a Pescara si scende a 10,05 euro (a Napoli 10,41 euro).

Sembrerebbe un nuovo gioco di società, anzi di economia applicata, una sorta di Monopoli della spesa urbana in tutta Italia, invece sono le cifre dell’indagine che il Codacons ha realizzato sui listini di beni e praticati al pubblico nelle principali città del nostro Paese.

Cifre che si muovono come pedine spesso impazzite su un tabellone che rivela delle forbici parecchio ampie da una regione all’altra per quanto riguarda i generi alimentari.

Le differenze già indicate sono solo una parte di questo tabellone che elenca una girandola di “destinazioni del carrello” in cui lo scettro di località più cara lo detiene Bolzano in Alto Adige con 220,68 euro di totale di spesa alimentare, seguita da Trieste con 217,91 euro mentre quello di città più economica va a Catanzaro, in Calabria, con 164,96 euro, seguita da Napoli con 168,29€ e Bari e Bari con 172,62 euro.

I prodotti presi in considerazione sono: frutta, verdura, carne, olio, pane, pasta, affettati, yogurt, tonno in scatola, salmone fresco, birra.
In più ci sono per l’appunto il cappuccino e il panino al bar. E un pasto in pizzeria che a Trieste viene a costare 14,72 euro mentre a Pescara poco più di 10 euro. Altre differenze regionali? Le banane ad Aosta costano 2,30 euro euro contro gli 1,15 euro di Milano. Il tonno in scatola ad Aosta si paga al chilo 20,18 euro mentre 10€ a Firenze. E la carne? È Bologna che quella bovina è più cara, in media 26,7€/kg. E le zucchine a peso d’oro si trovano a Genova dove costano 4,60/kg.
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