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In Piemonte i locali dovranno seguire disposizioni diverse da quelle dell’Inail

L’Inail ha disposto un protocollo di sicurezza per la riapertura di bar e ristoranti, ma arriva la denuncia dell’Associazione Pubblici Esercizi: “Antieconomico e insostenibile”

Starbucks Torino Piemonte
Una classica vista della città della Mole, simbolo del capoluogo piemontese

PIEMONTE – Per consentire la riapertura dei locali al pubblico, superando la fase di lockdown e del solo delivery o take away, il Governo ha dovuto disporre di alcune regole da rispettare dai gestori. Decise dall’Inail e che però non hanno incontrato l’adesione di tutte le Regioni: il Piemonte è una di queste, che ha deciso di non condividere le stesse misure e di riaprire più tardi rispetto al resto d’Italia. Leggiamo la notizia da mole24.it.

Piemonte: stop alle disposizioni Inail

Bar e ristoranti in Piemonte dovrebbero riaprire il 25 maggio, ma ad attenderli ci sarà una novità: il tanto temuto protocollo Inail.

È stato pubblicato il documento contenente le norme di sicurezza anti-contagio disposte dall’Inail per la riapertura delle attività ristorative.

Ma a poche ore dalla sua verbalizzazione, sono cascate una miriade di polemiche, critiche e denunce.

Gli esercenti, ansiosi di riaprire, si sono trovati nuovamente il bastone tra le ruote

E secondo i dati forniti dall’Epat (Esercizi Pubblici Associati Torino e provincia), solo il 40% di loro potrà riaprire a queste condizioni. Mentre 6 attività su 10 rimarranno chiuse per l’insostenibilità delle misure da adottare.

Il protocollo Inail, infatti, prevede, misure rigide di riorganizzazione dei tavoli distanziati di almeno 2 metri l’uno dall’altro. E bisognerà rispettare lo spazio di 4mq per ogni cliente. Ciò vuol dire che un ristorante di 80mq potrà contenere solamente 20 clienti. Il tutto senza avere la possibilità di ridurre il personale, vista la moratoria sui licenziamenti.

“Si tratta di una condizione antieconomica e insostenibile”, ha commentato il presidente della Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici, Giancarlo Banchieri.

Gli fa eco il vicepresidente dell’Epat, Paolo Troccoli, esprimendo la sua preoccupazione per l’intera categoria. “Al ristorante non andrà più nessuno”, dice, a questo punto sarebbe meglio puntare sul servizio a domicilio. I clienti in casa propria, infatti, non avrebbero tutte le restrizioni imposte nei locali.

La ripartenza in salita di bar e ristoranti non solo in Piemonte

E anche coloro che proveranno a ripartire dovranno farlo totalmente daccapo.

Vietate le aree condivise, screditati gli spazi chiusi, bannati i menu cartacei. Per prendere le ordinazioni servirà lo smartphone e ci sarà servizio al tavolo del dehors. Ma poi per l’inverno come si farà?

Questi ed altri interrogativi continuano a rendere insonni le notti degli esercenti che aspettano ancora risposte da Regione e Governo.

Intanto,dovrebbe riunirsi il Consiglio comunale del capoluogo per mettere il punto sulla questione dehors. Per il resto ci sono ancora questioni aperte.

L’unica semplificazione per ora riguarda il take away in Piemonte

Da lunedì 25 maggio non si dovrà più prenotare prima di ritirare il prodotto nei bar e nelle gelaterie. Il sistema di prenotazione resterà solo per la consegna a domicilio.

Cosa comporta tutto ciò? Che se voglio prendermi un croissant o un cono gelato passeggiando posso farlo, ma da solo e non con gli amici, e una volta finito dovrò rimettermi la mascherina.