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Pernigotti: parziale riapertura, mentre si fa avanti un acquirente

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Il ministro Di Maio con i lavoratori Pernigotti a Roma

NOVI LIGURE (Alessandria) – Ritorno in fabbrica per 15 dei 92 dipendenti della Pernigotti do Novi Ligure. Il loro compito sarà di pulire e fare manutenzione agli impianti, non operanti da mesi. Secondo quanto riferisce Giampiero Carbone sul quotidiano La Stampa, la società intende infatti produrre una partita di cremini, altra specialità della fabbrica assieme ai gianduiotti.

«Gli operai – ha Marco Malpassi, sindacalista della Flai Cgil, al quotidiano torinese – resteranno al lavoro per circa tre settimane per questa “coda” di produzione richiesta dall’azienda. Saranno ovviamente pagati e per il periodo di lavoro non percepiranno la cassa integrazione. Mercoledì incontreremo i legali della Pernigotti per fare il punto della situazione».

Dal 6 febbraio, tutti i 92 dipendenti sono in cassa integrazione con l’accordo sottoscritto tra sindacati e proprietà, dopo tre mesi di occupazione dello stabilimento per protestare contro la chiusura, che il gruppo turco Toksoz voleva attuare dal 3 dicembre 2018. Ora si attende che venga trovato un imprenditore che produca nel sito per conto della Pernigotti.

Si è fatta avanti intanto – secondo la stessa fonte – un’azienda che vorrebbe acquisire lo stabilimento e anche il marchio Pernigotti, che la proprietà turca non appare però intenzionata a vendere. Si tratta degli inglesi di Optima-Mec3, leader nella produzione di gelati e basi per dolci. Che in Italia ha sede in provincia di Rimini e che lo scorso anno ha acquisito la Giuso di Bistagno, nell’Acquese. La Pernigotti ribadisce la sua posizione: si punta solo sulla reindustrializzazione dello stabilimento novese.