venerdì 03 Dicembre 2021

Paolo Crepet su Coffee Break, invita a tornare in caffetteria per sorprendersi ancora creativi

La caffetteria in Italia ma anche nel resto del mondo, non è un semplice spazio geografico in cui agire da consumatori: è soprattutto un luogo di scambio, di convivialità, dove le persone si incontrano e si parlano, scambiandosi idee e stimolando la creatività

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MILANO – Con la modalità di lavoro da remoto, rischia di perdersi un’abitudine costitutiva dell’italianità: l’espresso al bar. Che non è solo un gesto casuale nel corso della giornata, ma anche un modo per rigenerare il cervello, scambiare quattro chiacchiere, sorprendersi con nuove idee. Questo è il punto sottolineato dallo psichiatra Paolo Crepet, in televisione: un messaggio per non abbandonare questa pratica che porta spesso a numerosi benefici (non soltanto economici).

Paolo Crepet: “Da soli non si fa nulla

Continua l’autore: “Che uno pensi che dentro una cantina si possa inventare un brevetto, non ci crede neppure uno stupido. Perché la creatività è connettività: così diceva Steve Jobs. Che affermava anche che la caffetteria del suo edificio era il luogo più creativo del mondo.

Bisogna ritornare a esser creativi attraverso incontri casuali

Secondo, lo smart working ha anche un piccolo effetto di dumping sul costo immobiliare. Perché se si prende un grattacielo a Milano acquistato da una grande agenzia di assicurazioni, ed è vuoto, chi lo compra? I fondi internazionali al 50% del valore reale.

 

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