venerdì 12 Aprile 2024
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ofi lancia un progetto per migliorare la produzione di caffè nello Zambia

Aranyak Sanyal, SBU Head of Coffee Estates dell'azienda: “La proprietà delle aziende agricole attraverso la nostra controllata Northern Coffee Corporation Ltd (NCCL) ha portato alla luce incredibili opportunità ma anche numerose sfide, tra cui la volatilità dei prezzi del caffè e dei fertilizzanti, per non parlare del cambiamento climatico, che ha messo ofi di fronte alla necessità di evolversi e tenere il passo con esigenze mutevoli ma imprescindibili per rimanere all'avanguardia nella produzione del caffè”

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MILANO – La Repubblica dello Zambia non è generalmente riconosciuta per la produzione del caffè ma, nel corso degli anni ofi, azienda che vanta una grande esperienza nel settore del caffè e degli ingredienti alimentari, si è impegnata a fondo per aiutare questo Paese dell’Africa meridionale ad affermarsi fra i protagonisti indiscussi del mercato.

Il caffè è stato introdotto in Zambia negli Anni ’80 grazie a un’iniziativa di diversificazione delle colture promossa dalla Banca Mondiale.

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Le iniziative di ofi a favore della Repubblica dello Zambia

Alla fine del decennio, lo Zambia ha iniziato a esportare l’Arabica a livello commerciale, ma le sue varietà erano particolarmente esposte alle malattie e, di conseguenza, la resa è inevitabilmente diminuita. Tuttavia, intuendone il potenziale, nel 2012 ofi ha acquistato una piantagione in Zambia (oltre ad aziende agricole già avviate in Laos e Tanzania), diventando così uno dei maggiori proprietari di piantagioni private di caffè in Africa.

“La proprietà delle aziende agricole attraverso la nostra controllata Northern Coffee Corporation Ltd (NCCL) ha portato alla luce incredibili opportunità ma anche numerose sfide, tra cui la volatilità dei prezzi del caffè e dei fertilizzanti, per non parlare del cambiamento climatico, che ha messo ofi di fronte alla necessità di evolversi e tenere il passo con esigenze mutevoli ma imprescindibili per rimanere all’avanguardia nella produzione del caffè” afferma Aranyak Sanyal, SBU Head of Coffee Estates di ofi.

“ofi aveva davanti a sé un ventaglio di opportunità inesplorate legate all’innovazione e all’agricoltura, sia in termini di caffè provenienti da colture maggiormente sostenibili che di modernizzazione dei processi. Le nostre piantagioni ci hanno dato l’opportunità di sperimentare diverse pratiche post-raccolta, dal trattamento delle acque reflue alle tecniche di fermentazione prolungata” spiega Sanyal.

ofi
Le ciliegie rosse del caffè (immagine concessa)

Sanyal aggiunge: “Quando abbiamo rilevato le piantagioni dello Zambia, il raccolto doveva essere rivitalizzato. Ora abbiamo più di cinque milioni e mezzo di piante che producono caffè certificato e destinato al mercato degli specialty in cinque piantagioni situate a Ngoli, Isanya, Kateshi, Luombe e Nsunzu.”

ofi è cresciuta fino a creare il più elevato numero di posti di lavoro nella provincia settentrionale dello Zambia, coinvolgendo circa 3.000 persone tutto l’anno per la coltivazione del caffè, che possono arrivare a più di 15.000 durante il periodo della raccolta.

“Dal punto di vista del caffè, l’Africa orientale è conosciuta in particolare per due aspetti. Uno di questi è la capacità di produrre note floreali e citriche estremamente nitide nei caffè lavati. L’altro aspetto è la capacità di esprimere note fruttate, rotonde e marcate dei caffè naturali” afferma Sanyal. “Nelle nostre aziende agricole siamo in grado di produrre entrambe queste categorie di caffè specialty”.

Lo Zambia ha tutte le carte in regola per produrre caffè, soprattutto grazie all’abbondanza di falde acquifere e le altitudini elevate. Sanyal afferma che è raro trovare condizioni adatte alla coltivazione del caffè a un’altitudine compresa tra i 1.400 e i 1.700 metri su un terreno pianeggiante. Ciò consente a ofi di applicare un’irrigazione di precisione al fine di migliorare l’efficienza idrica.

“Il nostro caffè è irrigato e, in parte, questo ci mette al riparo dal rischio di siccità permettendoci al contempo di ottenere una produzione più uniforme di anno in anno. È questo l’aspetto più interessante dello Zambia che, a posteriori, ha dato i suoi frutti” afferma.

Sempre più spesso i clienti richiedono un approvvigionamento affidabile e a lungo termine di caffè specialty in un mercato caratterizzato da una forte volatilità. Grazie alla presenza di ofi in loco durante tutto l’anno e alla lavorazione primaria integrata, Sanyal afferma che si tratta di una nicchia che le piantagioni di ofi in Zambia riescono a soddisfare pienamente.

Al fine di mantenere un elevato standard di controllo della qualità, ofi ha sviluppato e potenziato le competenze di selezione manuale avvalendosi di ricercatori sul territorio. Le ciliegie del caffè vengono raccolte a mano in base al grado di contenuto di zucchero, di maturità e alla posizione sulla chioma dell’albero.

“Non tutte le ciliegie rosse del caffè sono uguali. Possiamo sovrapporre arte e scienza: l’arte consiste nell’individuare la ciliegia matura, mentre la scienza è la capacità di misurare quanto siamo abili o meno nell’individuarla, osservando la biologia e l’agrochimica della ciliegia” spiega Sanyal.

Le ciliegie rosse mature raccolte vengono poi destinate a diversi metodi di lavorazione post-raccolta per generare profili e attributi sensoriali specifici, a seconda delle preferenze dei consumatori.

Il caffè completamente lavato di ofi, che rappresentano la maggior parte del caffè prodotto nelle sue piantagioni in Zambia, è tra le richieste di qualità specialty più popolari. Questo processo utilizza meno di un litro d’acqua per chilogrammo e ciò fa di ofi un’azienda “all’avanguardia nella gestione idrica”.

Sanyal afferma che gli acquirenti europei di ofi preferiscono per lo più caffè con un corpo e una consistenza più decisi, mentre gli Stati Uniti e altri mercati preferiscono caffè dalle note più vivaci e floreali. Per questo motivo, ofi applica diversi metodi di raccolta e lavorazione al fine di personalizzare e perfezionare il profilo in base alle preferenze dei clienti.

La piantagione di ofi in Zambia rappresenta una preziosa “fucina di innovazione” con la possibilità di controllare il flusso e l’uniformità di maturazione delle ciliegie coltivate sullo stesso terroir. L’infrastruttura consente a ofi di sperimentare diversi metodi di lavorazione, tra cui naturale, honey e lavato, in cui è possibile introdurre sia il microbioma indigeno, sia colture batteriche specifiche per modificare l’ecologia microbica durante la fermentazione.

Negli ultimi anni, ofi ha progettato infrastrutture e metodi di lavorazione personalizzati e ha prodotto caffè naturali e lavati su vasta scala, utilizzando tecniche di fermentazione modificate per modulare i composti volatili dell’aroma. Gli impianti di lavorazione in loco di ofi contribuiscono inoltre a garantire la conformità alle rigorose specifiche dei clienti in materia di densità, colore e livello di difetti.

ofi ha anche ospitato diverse iniziative di co-creazione con i clienti e ha collaborato con World Coffee Research all’indagine International Multilocation Variety Trial per identificare nuove varietà in grado di resistere a parassiti e malattie con un intervento chimico minimo.

In aggiunta, ha condotto ricerche sugli agenti di controllo biologico attraverso predatori naturali per sostituire i prodotti agrochimici. I risultati sono già stati diffusi in tutta la rete di approvvigionamento agricolo di ofi.

“Lo Zambia è il banco di prova ideale per questa ricerca pionieristica, perché le sue condizioni agroclimatiche sono piuttosto simili ad altre regioni di coltivazione del caffè, come Honduras, Guatemala, Ruanda, Burundi, Camerun e parti dell’Etiopia e del Kenya” spiega Sanyal. “Abbiamo anche adottato delle misure volte a migliorare la resilienza della produzione di caffè. Alcuni degli esperimenti sulla siccità e delle ricerche che abbiamo condotto sulla pianificazione varietale e dei fertilizzanti rendono lo Zambia un precursore all’interno dell’ecosistema agronomico di ofi.”

ofi si dedica inoltre al ripristino della biodiversità naturale. Negli ultimi sei anni, l’azienda ha riforestato circa 650 ettari di terreno degradato intorno alle proprie piantagioni con nuovi alberi non da caffè.

Da più di sette anni, ofi ospita team di ricercatori universitari che conducono studi approfonditi sulle emissioni di gas serra derivanti dalla lavorazione del caffè, con l’obiettivo di offrire ai clienti la possibilità di scegliere prodotti a basso impatto ambientale. Secondo Sanyal, i risultati hanno aiutato ofi a migliorare gli strumenti di modellazione per ridurre sia la carbon footprint, che l’impatto idrico: tali dati sono accessibili ai clienti grazie al sistema di gestione della sostenibilità AtSource di ofi.

“Stiamo applicando i risultati di questi studi in ambiti che spaziano dalle piantagioni alle nostre fonti di approvvigionamento, al fine di aumentare la resilienza climatica e la convenienza della filiera dei piccoli agricoltori” afferma Sanyal.

“Poiché ogni azienda agricola è diversa in termini di vincoli di produzione, topografia e terreni diversi, stiamo utilizzando le informazioni sulla coltivazione del caffè acquisite attraverso le ricerche condotte in Zambia, insieme ai dati di AtSource, per elaborare dei parametri di riferimento a livello di azienda agricola e generare consigli agronomici su misura. Ciò significa ottimizzare le risorse disponibili per realizzare interventi che abbiano un impatto quanto più possibile significativo per i singoli agricoltori,” conclude Sanyal.

L’attenzione di ofi per la sostenibilità trascende i confini delle sue piantagioni per giungere anche alle comunità locali in cui vivono molti dei suoi collaboratori e delle loro famiglie. Il progetto comprende il sostegno a più di cinque scuole primarie e secondarie, diversi progetti di conservazione e la promozione dell’apicoltura come ulteriore fonte di reddito per disincentivare la deforestazione illegale finalizzata alla produzione di carbone di legna.

È stata inoltre sviluppata una struttura sanitaria primaria per i membri della comunità, con strutture materno-neonatali volte a contribuire alla riduzione dei tassi di mortalità infantile e materna.

“La nostra clinica di Kateshi, che serve in media più di 8.000 abitanti dei villaggi circostanti, ha contribuito a salvare molte vite negli ultimi sette o otto anni. Questo è il segnale più chiaro del servizio che vogliamo rendere alla comunità, aiutando persone che altrimenti avrebbero perso la vita in assenza di cure mediche d’emergenza, di ricoveri e di reparti di maternità ospitati da ofi” afferma Sanyal.

La clinica è aperta al pubblico. Al di là di tutte le disquisizioni sulla realtà e sulle cifre del commercio del caffè dallo Zambia al resto del mondo, Sanyal afferma che essere in grado di salvare vite umane è qualcosa di cui è personalmente molto fiero.

“Per noi la comunità è tutto. Abbiamo ricostruito da zero progetti di coltivazione in Zambia e per molti lavoratori agricoli questa rappresenta l’unica fonte di reddito legale. Di conseguenza, la comunità è molto orgogliosa del proprio caffè, e noi con loro” conclude Sanyal.

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