mercoledì 22 Settembre 2021

Mercato immobiliare milanese: per i locali, il capo fila resta il quartiere Isola

Il report osserva il modo in cui la ristorazione ha cambiato la geografia della città, esamina i quartieri in cui costa di più aprire un’attività legata al Food & Beverage, sottolinea trend e nuovi concept

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MILANO – Per quanto i locali ci ispirino cultura, incontro, socialità, ricordiamo che i bar sono innanzitutto dei luoghi fisici che occupano dello spazio: pertanto sono soggetti alle stesse regole di qualsiasi altro edificio, tra costi di affitti (a seconda della zona, diventano stellari) e spese di manutenzione. Ecco come si sta sviluppando il mercato immobiliare a Milano in relazione al settore dell’horeca, secondo i dati raccolti dal report Food & Beverage Market Report e riportato da immobiliare.it.

Mercato immobiliare e ristorazione: un rapporto più stretto di quanto potrebbe sembrare a prima vista

A svelarlo è Engels & Völkers Commercial Milano, in collaborazione con UBRI (Unione Brand della Ristorazione Italiana), che realizza il primo Food & Beverage Market Report per la città di Milano nel 2020-2021, “Food&The City”.

Il report osserva il modo in cui la ristorazione ha cambiato la geografia della città, esamina i quartieri in cui costa di più aprire un’attività legata al Food & Beverage, sottolinea trend e nuovi concept.

Market report Food, l’analisi del mercato immobiliare milanese

Il report di Engels & Völkers e UBRI esamina il mercato del F&B milanese, dividendo la città in 15 distretti. Per ognuno di essi viene presentata un’analisi dei valori economici del comparto, i flussi di passaggio, la tipologia di offerta e servizio (con una top 3 di categorie Food), il carattere internazionale dei brand presenti, le superfici medie delle attività.

Tra i fenomeni emersi dallo studio c’è la contrazione degli spazi e la ridefinizione del design del punto vendita: proprio come accade per il retail, anche gli spazi F&B sono concepiti in chiave sempre più esperienziale dove il digitale si integra all’ambiente fisico.

Per quanto riguarda gli atteggiamenti dei consumatori emerge una certa tendenza a preferire cibo sano, bio ed eco-sostenibile; nonché a frequentare locali vicini alla propria abitazione. Si nota inoltre come cresca sempre più la “competizione fra distretti”, finalizzata a offrire ai clienti una scelta variegata di possibilità.

Le zone di Milano, una panoramica

Da quanto emerge dallo studio, capofila del comparto Food & Beverage resta il quartiere Isola: con un numero di avventori in crescita, per lo più abitanti in città, e una frequentazione serale trasversale – sia per fasce anagrafiche, sia per potere d’acquisto – Isola si conferma il cuore del F&B milanese.

In ascesa anche il giovane distretto City Life, con una food court caratterizzata da brand F&B nazionali e internazionali. Interessanti i dati di Porta Nuova District: dopo essere stato per anni legato soprattutto alla vita diurna, con orari legati ai numerosi uffici e centri direzionali presenti nella zona, il quartiere sta adesso attraversando una fase di evoluzione.

Il report sul mercato immobiliare conferma inoltre lo sviluppo di una zona centralissima e storicamente commerciale come Piazza Cordusio: cuore del cosiddetto Central Business District, le attività a Cordusio sono in crescita grazie agli investimenti immobiliari e allo slancio dato dall’apertura di importanti flagship store di catene internazionali (una su tutte, Starbucks).

 

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