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Meno negozi tradizionali e più bar negli ultimi dieci anni anche in Toscana

Il marzocco a Firenze (copia)
Il Marzocco a Firenze, copia dell'originale di Donatello è il simbolo del capoluogo e della Toscana

MILANO – “Piccolissime imprese, per lo più a conduzione famigliare, sostituite in parte da pubblici esercizi e attività ricettive che segnano invece nello stesso periodo un incremento di oltre 11 punti percentuali”. Lo dice la Confesercenti in un documento reso noto.

La Sardegna, nella classifica della crisi del commercio, registra una riduzione del comparto del 17,7 per cento negli ultimi dieci anni.

Solo tre regioni in Italia hanno fatto peggio della Toscana: la Valle d’Aosta (-21%), la Sicilia (-20,8%) e il Piemonte (-18,6%). Con una crescita (30%) anche doppia rispetto alla media nazionale sul fronte degli alloggi turistici.

“Mentre a livello locale bisogna smetterla con nuovi insediamenti di grandi strutture commerciali come se non bastassero i dati che riportiamo con tutti gli effetti che si portano dietro (il futuro di chi chiude, dei collaboratori, dei territori, dei servizi per la popolazione, ecc.)”. Così, “i centri storici saranno luoghi sempre meno di shopping e sempre più di tempo libero, tutt’altro che ‘vuoti’ ma pieni di bar e ristoranti, dove dedicarsi alle relazioni interpersonali e agli eventi culturali e di intrattenimento, dunque vivi anche se con meno residenti di un tempo”.

“E’ anche certo che la grande distribuzione è entrata in maniera prepotente ed è l’ennesima prova della politica fallimentare della deregulation del decreto Monti”. È un processo che a noi non piace.

Per quanto riguarda la ristorazione, fa segnare un aumento del 17,8%. Un cambiamento dovuto poi alle modificate abitudini, ai diversi stili di vita, alla composizione dei nuclei famigliari, al lavoro sempre meno fisso e stabile, ai pasti sempre più frugali, all’avvento di internet e social.

L’emersione del sommerso

Ad aumentare, spiega il direttore di Confesercenti Sardegna Gian Battista Piana, “sono soprattutto le tipologie extralberghiere, come affittacamere e agriturismi”. “Probabilmente ha influito sul fenomeno anche l’emersione del sommerso, ma su questo fronte c’è ancora molto da fare”.

Brunilde Fioravanti