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MILANO – Il 2025 si chiude con risultati migliori del previsto per Lindt & Sprüngli, che beneficia di una politica di rialzo dei prezzi in un anno segnato da forti pressioni sui costi. Le vendite superano le attese di mercato, confermando la tenuta del posizionamento premium del gruppo.
Nel corso dell’esercizio 2025, Lindt & Sprüngli ha registrato una crescita organica delle vendite pari al 12,4% su base annua
Il fatturato complessivo ha raggiunto circa 5,92 miliardi di franchi svizzeri, leggermente al di sopra delle previsioni degli analisti, che indicavano un livello vicino ai 5,90 miliardi.
Un elemento centrale della performance è stato l’aumento dei prezzi di vendita, stimato intorno al 19% sull’intero perimetro del gruppo. Questa strategia ha compensato in parte l’impatto negativo dei cambi, che hanno inciso in senso sfavorevole sui ricavi espressi in franchi svizzeri.
In valuta locale, la crescita delle vendite è stata più contenuta rispetto al dato organico, anche per effetto delle dinamiche valutarie. La società ha inoltre confermato che per il 2025 è attesa un’espansione del margine operativo compresa tra 20 e 40 punti base rispetto all’anno precedente.
Il 2025 è stato caratterizzato da un contesto complesso per il settore dolciario
Con costi del cacao su livelli elevati e un quadro macroeconomico incerto. In questo scenario, Lindt & Sprüngli ha scelto di intervenire sui listini per difendere la redditività, facendo leva sulla forza del marchio e sul posizionamento nel segmento premium.
Secondo quanto comunicato dalla società, trasferire a valle parte dell’aumento dei costi ha rappresentato un fattore chiave per sostenere i risultati, pur in presenza di effetti negativi legati ai tassi di cambio.
I dati del 2025 indicano che il modello di business di Lindt & Sprüngli si è dimostrato resiliente anche durante i periodi di grande inflazione delle materie prime. La crescita delle vendite, trainata principalmente dai prezzi, suggerisce che la domanda per prodotti di fascia alta rimane stabile, almeno nel breve periodo.
Allo stesso tempo, l’andamento evidenzia una maggiore dipendenza dalle politiche di pricing rispetto ai volumi, un elemento che potrebbe diventare critico se le condizioni di mercato dovessero cambiare.
Sul futuro
Il gruppo ha ribadito obiettivi di crescita organica delle vendite compresi tra il 6% e l’8% annuo e un ulteriore miglioramento del margine operativo di 20–40 punti base all’anno. Le indicazioni confermano una strategia orientata alla disciplina sui prezzi e alla difesa della marginalità.
Resta da osservare come l’evoluzione dei costi delle materie prime e dei cambi influenzerà la capacità del gruppo di mantenere questi target nel medio periodo.


















