giovedì 30 Maggio 2024
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Lavazza si rafforza nel vending lanciando un’Opa a 7,15 € per controllare IVS con il fatturato che vola verso quattro miliardi

Lanciata l'opa per il delisting. L’obiettivo di Ivs, come ha dichiarato in passato l’amministratore delegato Antonio Tartaro, resterà quella di proseguire con una strategia di espansione della rete, in modo da conquistare una quota di mercato a doppia cifra non solo in Italia (dove il gruppo ha un 20-25% del mercato) ma anche negli altri mercati chiave per il caffè espresso come Francia, Spagna, Svizzera e Portogallo

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Ore ricche di notizie, indiscrezioni e, infine, dichiarazioni: così si è saputo del possibile aumento della presenza azionaria di Lavazza, attraverso un’Opa, nel capitale della Ivs, il colosso della distribuzione automatica di cui Torino già detiene il 20 per. cento. Come si può leggere sotto si tratta di una operazione molto importante che riguarda il settore del caffè e della distribuzione automatica, alla vigilia della Fiera di settore Venditalia.

Nel 2023 il gruppo Ivs ha fatturato 726,1 milioni di euro. Il numero totale di caffè erogati dalla rete di vending di Ivs, come nota Il Sole 24 Ore, ha inoltre sfiorato il miliardo, a quota 991,5 milioni.

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Riportiamo alcuni passaggi dell’articolo di Matteo Meneghello sul quotidiano economico Il Sole 24 Ore integrati con altre considerazioni riprese dal sito del Corriere della Sera e dichiarazioni rilasciate dai protagonisti della vicenda: il ceo di Lavazza Antonio Baravalle e il presidente di IVS partecipazioni, Paolo Covre.

Lavazza stringe la presa su Ivs

MILANO – Dunque il Gruppo Lavazza conferma le scelte di diversificazione nel mercato della distribuzione automatica. Una strategia che, secondo indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore, e poi confermate da un comunicato, prevede un ulteriore rafforzamento nel capitale di Ivs – leader italiana nel settore delle vending machines, quotata a Piazza Affari – sulla quale il gruppo torinese starebbe studiando un’offerta pubblica d’acquisto, Opa.

L’obiettivo, confermato dalle fonti di mercato e riportato dal Sole 24 Ore, è orientato alla prosecuzione di quel percorso di affiancamento all’attività tradizionale, che ha visto in questi anni Lavazza rilevare una quota strategica di Ivs, player che, con un traguardo di un miliardo di erogazioni a portata di mano, punta oggi a un posizionamento da leader anche sul mercato europeo, sfruttando anche alcuni catlyst rappresentati, tra gli altri, da un recente accordo raggiunto con il gruppo Stellantis e dalle ormai prossime Olimpiadi di Parigi (dove l’azienda controlla le erogazioni nella rete delle metropolitana cittadina).

Lavazza possiede già circa il 20% del capitale sociale di Ivs, dopo un acquisto ai blocchi alla fine del 2019 attraverso la controllata Torino 1895 Investments con un esborso di circa 75 milioni di euro. A vendere, ricorda Il Sole 24 Ore, erano stati i fondi Amber Capital Uk llp e Amber Capital Italia sgr.

Gli accordi

Secondo il Corriere della Sera l’operazione Lavazza-IVS è stata impostata dal consiglio di amministrazione presieduto da Giuseppe Lavazza, affiancato dal presidente onorario Alberto Lavazza dal vice Marco Lavazza e del ceo Antonio Baravalle prevede una serie di accordi firmati da E-Coffee Solutions (in sigla Ecs, società controllata da Luigi Lavazza spa) e da Ivs Partecipazioni (azionista di maggioranza di Ivs Group), ma il veicolo con cui sarà lanciata, è una newco a oggi interamente controllata da Ecs.

Il gruppo aggiunge così un nuovo tassello al perimetro che nel 2023 ha visto ricavi pari a 3,1 miliardi di euro, in crescita del 13% rispetto al 2022. Ivs fattura circa 700 milioni che a termine si aggiungeranno, portando il fatturato complessivo ben oltre 4 miliardi

La struttura dell’operazione

Antonio Baravalle, Ceo del Gruppo Lavazza e presidente di Ecs ha spiegato al Corriere della Sera che cosa sta succedendo: «La struttura dell’operazione nel caso in cui, a partire dal 2027, venissero esercitate le opzioni previste dagli accordi consentirebbe al gruppo Lavazza di rafforzare la propria capacità di misurarsi con gli altri grandi player del caffè a livello internazionale, grazie a una dimensione sempre più di rilievo, anche nel canale strategico del vending, strutturandosi in modo ancora più solido per competere nel complesso scenario macroeconomico attuale».

E questo è il commento di Paolo Covre Presidente di Ivs Partecipazioni:”Per la variegata e numerosa compagine azionaria di IVS Group, costituita da oltre 50 azionisti che rappresentano più generazioni del settore del Vending, l’operazione con il Gruppo Lavazza è coerente con l’approccio industriale e non finanziario tipico di un gruppo di imprenditori, pur consentendo di liquidare, a valori giudicati interessanti, anche una quota di minoranza della propria unica controllata”.

Premio sulle azioni pari all’11%

Secondo il Corriere della Sera il prezzo offerto è di 7,15 per ciascuna azione portata in adesione e incorpora un premio pari all’11% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni Ivsg rilevato il 22 aprile, un premio del 6,9% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Ivsg al 19 aprile (ultimo giorno di borsa aperta prima della data di annuncio), un premio del 18,9% rispetto alla media aritmetica ponderata dei prezzi ufficiali registrati dalle azioni Ivsg degli ultimi 6 mesi.

Il delisting

Sempre secondo quanto riporta il Corriere della Sera, Grey lancerà l’opa sul 28,36% del capitale e dopo la conclusione dell’offerta Ivs Partecipazioni conferirà un altro 50,75%, mentre Torino1895 (gruppo Lavazza) conferirà il 20,4% già detenuto. Ivs partecipazioni arriverà così ad avere almeno il 51% del capitale di Grey. Le parti hanno quindi sottoscritto un patto parasociale per gestire la governance di Grey, nonché opzioni call e put che potranno portare il gruppo Lavazza ad avere il controllo di Ivs Group (o della società eventualmente nata dalla fusione tra Grey e Ivs) a partire dal 2027 e fino al 2034.

Ivs Group coffeecapp
Il logo Ivs group

Ora, come nota Il Sole 24 Ore, il mercato sembra essere tornato a credere nelle potenzialità sinergiche tra le due realtà, con il titolo di Ivs che negli ultimi dodici mesi ha guadagnato il 74 per cento, riportandosi ai massimi dal 2020, intorno ai 6,5 euro (ieri ha chiuso a 6,44 euro).

Nel 2023 il gruppo Ivs – che ha recentemente condotto in porto l’integrazione delle attività di Liomatic e Ge.Sa Vendomat, acquisite nell’estate del 2022 – ha fatturato 726,1 milioni di euro, in aumento del 34% sull’anno precedente, per un Ebitda adjusted di 116,2 milioni (+26,2%), un utile netto di 17,6 milioni di euro (7,6 milioni l’anno precedente) e una posizione finanziaria netta negativa per 421,1 milioni.

L’obiettivo di Ivs, come ha dichiarato in passato l’amministratore delegato Antonio Tartaro e riportato da Il Sole 24 Ore, è proseguire con una strategia di espansione della rete, in modo da conquistare una quota di mercato a doppia cifra non solo in Italia (dove il gruppo ha un 20-25% del mercato) ma anche negli altri mercati chiave per il caffè espresso come Francia, Spagna, Svizzera e Portogallo.

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