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L’addio a Omegna di Germana Bialetti Alessi

“Amava aiutare il prossimo sempre in punta di piedi”

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OMEGNA (Verbano Cusio Ossola) – È stata la testimone diretta di un’epoca che ha cambiato i destini di un territorio, il Cusio, e ha segnato i costumi nell’intero Paese. E’ morta a 92 anni Germana Bialetti Alessi (FOTO sopra), figlia di Alfonso, inventore della caffettiera e sorella di Renato, l’uomo che la lanciò in tutto il mondo la Moka. Germana Alessi, la «signora Germana» era la moglie di Carlo Alessi Anghini, l’imprenditore titolare dell’omonima azienda i cui prodotti sono oggi uno dei simboli del made in Italy, scomparso anni fa.

Germana si è spenta nella sua grande casa di Omegna, sulle rive del lago d’Orta, con vicini i figli Alberto, Michele, Daniela e Alessio e i tanti nipoti ai quali era molto affezionata. Gli stessi che continuano in azienda l’opera iniziata da suo marito Carlo e dal cognato Ettore. «Era orgogliosa di essere nata Bialetti, ma altrettanto orgogliosa di essere diventata una Alessi» ricorda il figlio Alberto. Pur non avendo partecipato direttamente alla gestione dell’azienda, seguiva l’andamento della fabbrica. In lei c’erano incredibilmente sintetizzate le due famiglie che hanno interpretato l’idea del casalingo italiano: Bialetti e Alessi.

Con lei scompare un simbolo e anche per questo il Comune di Omegna ha voluto essere presente al funerale, ieri, con il sindaco in fascia tricolore. «Ho voluto esserci in forma ufficiale per rappresentare la città di Omegna che alle famiglie Alessi e Bialetti deve moltissimo – dice Aide Mellano -: hanno contribuito a far crescere la città economicamente, ma anche sotto il profilo sociale e culturale. Tutti sanno quanto è stato donato a Omegna, cito solo la sede dei volontari del soccorso e il progetto “buon lavoro” che, esempio unico in Italia, è stato un evento rivoluzionario. Un’azienda che a proprie spese invece di mandare gli operai in cassa integrazione ha chiesto loro di fare qualcosa per la città quando il lavoro in fabbrica era calato. Se ciò è stato possibile, è perché dietro a queste persone c’era una donna forte e generosa, come appunto era la signora Germana».

Un ritratto confermato da quanti la conoscevano. Una donna riservata, schiva da ogni forma di apparizione pubblica se non strettamente necessaria. Ma presente.
Così la ricordano anche alcuni dipendenti della Alessi presenti l’altro pomeriggio ai funerali. «La sua era una figura di riferimento per tutti anche se non veniva in fabbrica – dicono -, è stata riservata fino all’ultimo e se ne è andata quasi in punta di piedi, proprio nei giorni in cui la fabbrica è chiusa, quasi a non voler disturbare». Anche se tanti dipendenti sono in ferie, molti hanno voluto essere presenti.

Il ricordo del parroco

Tra i tanti ricordi c’è quello di don Domenico Piatti, parroco di Bagnella. «Era una vera signora nel senso nobile del termine; il perno della famiglia, un carattere forte, aveva lo spirito del servire il prossimo senza darlo a vedere. Alle persone che le portavano la spesa, anche se arrivavano alle sei e mezza del mattino, non mancava mai l’invito a bere il caffè preparato da lei. Quando le ho chiesto i motivi di questo suo comportamento, ma anche di altri gesti, mi ha risposto: ho conosciuto la fatica. Ecco, Germana era così: generosa, ma senza lasciarlo trasparire».

Vincenzo Amato