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Caffè Borbone ha chiuso il bilancio a 172,6 milioni e utile di 34,2, svela Italmobiliare

Alla luce del positivo percorso di crescita della Società nel triennio 2017-2019, che ha evidenziato il raddoppio del valore delle Portfolio companies di recente acquisizione e registrato significativi benefici dalle operazioni di disinvestimento, il Consiglio di Amministrazione proporrà alla prossima Assemblea la distribuzione di un dividendo ordinario di 0,60 euro per azione (0,55 euro nel 2018) e di un dividendo straordinario di 1,20 euro per azione.

Massimo Renda Presidente esecutivo di Caffè Borbone
Massimo Renda è il Presidente esecutivo di Caffè Borbone

MILANO – Con una nota ai media il Consiglio di amministrazione di Italmobiliare S.p.A., che tra l’altro è azionista di maggioranza de Caffè Borbone Srl, già L’Aromatika S.p.A, che è la società proprietaria del marchio Caffè Borbone, ha preso in esame e approvato il Bilancio consolidato e il progetto di Bilancio della Società al 31 dicembre 2019.

Cominciamo l’analisi del Bilancio Italmobiliare proprio dal capitolo dedicato a  Caffè Borbone

Caffè Borbone (60%)

Caffè Borbone, terzo player in Italia dopo Lavazza e Nespresso nel segmento del caffè in
capsule e cialde monodose, ha confermato anche nel 2019 il forte incremento dell’attività,
sostenuta in particolare dalla crescita nel settore Gdo (+77% rispetto al +9% complessivo nel canale del caffè mono-porzionato). E dal positivo andamento registrato dalle rivendite, che si confermano il canale principale.

Con un tasso di crescita sostanzialmente allineato alla media. Un trend che risulta confermato anche nella prima parte del 2020.

Il bilancio 2019 chiude con ricavi per 172,6 milioni

In crescita del 28% rispetto all’esercizio 2018, e un margine operativo lordo di 52,0 milioni (+52%): la marginalità è in deciso miglioramento al 30% (+4,8 p.p. rispetto all’esercizio precedente). Principalmente grazie all’effetto scala sui costi di struttura, nonostante il significativo investimento in comunicazione per sostenere il posizionamento del marchio Caffè Borbone.

L’utile d’esercizio del 2019 si attesta a 34,2 milioni

Più che raddoppiato rispetto al 2018. La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2019 è negativa per 31,6 milioni, con una generazione di cassa nell’anno positiva per 27,6 milioni al lordo del pagamento di dividendi per 8 milioni effettuato nel secondo trimestre del 2019.

Italmobiliare: Net Asset Value (Nav)

Il Net Asset Value (Nav) di Italmobiliare al 31 dicembre 2019 era pari a 1.741,1 milioni
di euro, in aumento di 319,7 milioni rispetto a fine 2018 (1.421,4 milioni). La principale
variazione del Nav ha riguardato l’incremento per 265 milioni delle Portfolio companies,
legato principalmente all’aumento del valore di Caffè Borbone e Tecnica Group (per circa 181 milioni) e ai nuovi investimenti in Autogas e Capitelli (per circa 83 milioni). Risulta in crescita a oltre 158 milioni (+29,3 milioni) anche il valore delle partecipazioni in fondi di Private equity, dove si segnala l’uscita dai fondi Aksia e Ambienta e l’ingresso in Bdt III, Iconiq e Connect.

Sono in riduzione le componenti legate alle partecipazioni quotate (-145 milioni circa a seguito di disinvestimenti in HeidelbergCement e Mediobanca). E delle altre partecipazioni (-51 milioni principalmente per la cessione della partecipazione in Jaggaer).
Il valore delle attività finanziarie, trading e liquidità a fine 2019 era in aumento di circa 225 milioni a 569,6 milioni, tenuto anche conto dei disinvestimenti del periodo.

Sintesi e risultati Italmobiliare

L’esercizio 2019 di Italmobiliare S.p.A si è chiuso con un utile di 19,7 milioni. Il raffronto
con i 19,8 milioni del 2018 deve tener conto degli effetti fiscali positivi per oltre 19 milioni
che avevano caratterizzato il precedente esercizio, che si confrontano con una imposta di
10,9 milioni al 31 dicembre 2019. Il risultato ante imposte è in crescita a 30,6 milioni con
un incremento di quasi 30 milioni rispetto a fine 2018 (0,7 milioni).

I proventi ed oneri netti da partecipazioni risultano positivi per 8,1 milioni. In riduzione
rispetto ai 23,8 milioni al 31 dicembre 2018 a causa della svalutazione di alcune
partecipazioni (-14,3 milioni) e della riduzione dei dividendi (1,4 milioni).

I proventi ed oneri netti da investimento della liquidità sono invece in forte aumento a 47,2 milioni, principalmente per effetto del positivo andamento dei fondi di investimento e di private equity (+40,6 milioni) e delle partecipazioni di trading (+13,5 milioni), parzialmente compensato dal decremento di valore dei derivati (7,0 milioni).

Mentre i proventi ed oneri diversi risultano negativi per 24,8 milioni, in aumento di 1,6 milioni principalmente per effetto dei maggiori accantonamenti a fondi rischi.

Al 31 dicembre 2019 la posizione finanziaria netta di Italmobiliare S.p.A. è positiva per 569,6 milioni

In aumento di 224,7 milioni dai 344,9 milioni di fine 2018. Tra i principali flussi si segnalano la vendita di azioni HeidelbergCement e Mediobanca (222,9 milioni), la cessione della partecipazione in Jaggaer (91,2 milioni). E gli investimenti per le acquisizioni di Autogas (60,1 milioni) e di Capitelli (22,7 milioni).

A livello consolidato, tenuto conto di un andamento complessivamente positivo di tutte le
società partecipate, l’utile attribuibile ai soci della controllante sale a 63,5 milioni dai 27,7 5 milioni di fine 2018. E il patrimonio netto consolidato attribuibile ai soci della
controllante segna un incremento a 1.358,7 milioni (1.202,5 milioni fine 2018).

Le altre principali risultanze economiche del Gruppo Italmobiliare sono:

Ricavi e proventi: 565,9 milioni (463,1 milioni al 31 dicembre 2018)
Margine operativo lordo: 125,9 milioni (41,2 milioni)
Risultato operativo: 97,1 milioni (21,3 milioni).

Dividendo

Il Consiglio di Amministrazione di Italmobiliare, tenuto anche conto del significativo percorso di crescita della società nel triennio 2017-2019, proporrà all’Assemblea degli
azionisti del 21 aprile prossimo un dividendo ordinario di 0,60 euro per azione (0,55 euro
per azione nel 2018) e un dividendo straordinario di 1,20 euro per azione.

Tenendo conto delle n. 310.070 azioni proprie in portafoglio alla data di oggi, la distribuzione avverrà a valere sull’intero utile di esercizio di euro 19.730.026 e sulla riserva utili a nuovo per euro 56.211.848. Va precisato peraltro che tale importo è soggetto a variazione in caso di variazione del numero delle azioni proprie in portafoglio alla Società alla record date. Il dividendo sarà posto in pagamento il prossimo 6 maggio, con stacco cedola il 4 maggio (record date 5 maggio).

Andamento delle portfolio companies Italmobiliare

Nel complesso, il 2019 è stato un anno positivo per le Portfolio companies. Guardando
all’aggregato pro-forma:

– i ricavi 2019 sono pari a 1.550 milioni, in crescita del 2% rispetto all’esercizio 2018;
– il margine operativo lordo, in aumento per tutte le società, si attesta a 192,8 milioni,
con un miglioramento complessivo del 30% rispetto al 2018;
– generazione di cassa positiva per 83,7 milioni, al lordo del pagamento di 19,2 milioni
di dividendi nell’esercizio 2019, anche in questo caso con contributo positivo per
tutte le società.

Tecnica Group (40% Italmobiliare)

Tecnica Group, uno dei leader europei nel settore delle calzature outdoor e dell’attrezzatura da sci attraverso i marchi Tecnica, Nordica, Blizzard; Lowa, Moon Boot e Rollerblade, nel corso dell’anno ha rafforzato la propria struttura societaria e il proprio posizionamento strategico attraverso l’acquisizione di un ulteriore 15% di Lowa, passando dal 60% al 75%. E dell’intero capitale di Riko Sport, società specializzata nella produzione di calzature di alto livello e principale fornitore di Lowa.

A livello di ricavi, il Gruppo Tecnica ha chiuso l’anno a quota 424,0 milioni

In decisa crescita rispetto all’esercizio 2018 (+6,4%) continuando così il trend positivo degli ultimi anni. Sostenuto dall’andamento dei brand invernali (+10%) e dal buon andamento di Lowa, che si consolida come primo brand del Gruppo, e di Moonboot.

Il margine operativo lordo si è incrementato da 37,9 milioni a 51,5 milioni (+35,7%), che
include 5,2 milioni derivanti dall’applicazione del principio Ifrs16; anche al netto di questo
impatto il margine operativo lordo segna un miglioramento del 22% sul 2018.

L’operazione Riko-Lowa è stata sostanzialmente neutra

In quanto la maggiore marginalità legata all’integrazione di Riko è stata compensata da effetti negativi una tantum. Pro-formando il risultato Riko sull’intero esercizio 2019, il margine operativo lordo al netto dell’applicazione del principio Ifrs16, risulta pari a 59,6 milioni di euro.

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2019 è negativa per 221,1 milioni, tenuto conto dell’operazione Riko-Lowa (-86,0 milioni, inclusivi sia del prezzo di acquisizione sia degli oneri una tantum legati al rifinanziamento delle linee bancarie) e dell’applicazione del principio contabile IFRS16 (-36,9 milioni). Al netto di questi effetti, la posizione finanziaria netta sarebbe pari a -98,2 milioni, in miglioramento rispetto al dato al 31 dicembre 2018 -113,4 milioni) con una generazione di cassa positiva nell’anno per 15,2 milioni.

Autogas – Agn Energia (30%)

Il 2019 è stato contraddistinto per Autogas dall’acquisizione e integrazione di Lampogas
che ha dato vita ad Agn Energia, uno dei leader nazionali nella distribuzione di Gpl a cui
si affianca un’offerta complessiva nel settore energetico.

Il 2019, in base ai dati di preconsuntivo, mette in luce un fatturato di Gruppo di 487,7
milioni, in calo sul proforma 2018 (526,2 milioni) principalmente per effetto della
diminuzione del prezzo medio di vendita del Gpl (legato alla diminuzione dei prezzi di
acquisto della materia prima), senza impatto sostanziale sulla marginalità della società.

Il margine operativo lordo si attesta a 36,0 milioni rispetto ai 34,4 milioni dell’esercizio
precedente

Evidenziando un miglioramento di 1,6 milioni. Tale variazione è stata determinata principalmente dal miglioramento della marginalità del GPL (+9,1 milioni) e dalla realizzazione delle prime sinergie legate all’integrazione con Lampogas (+3,0 milioni)
e tenuto conto dell’incremento delle perdite su crediti (-9,9 milioni) dovuto in larga parte
alle difficoltà di due grandi clienti industriali.

Il risultato netto consolidato di Autogas nel 2019 è positivo per 4,8 milioni, in flessione di
3,0 milioni rispetto all’esercizio precedente.

Al 31 dicembre 2019 la posizione finanziaria netta era negativa per 127,2 milioni, con un
miglioramento rispetto al 31 dicembre 2018 per 10,7 milioni; se si considera anche il
pagamento di dividendi avvenuto nell’esercizio 2019 per 4,0 milioni, la generazione di cassa nell’esercizio 2019 è positiva per 14,7 milioni.

Sirap (100%)

Il gruppo Sirap – che opera nel comparto dell’imballaggio alimentare – nel corso del 2019
ha avviato il nuovo piano industriale triennale che fra le altre iniziative di efficienza ha
comportato da una parte la chiusura di alcuni impianti e dall’altra accorpamenti o cessione
di società non più funzionali alla strategia del gruppo.

Il fatturato 2019 del Gruppo, tenuto conto degli effetti non ricorrenti legati alla riorganizzazione, si attesta a 269,3 milioni, in lieve riduzione (-2,1%). Rispetto all’esercizio 2018. Le vendite hanno segnato un andamento generalmente positivo del segmento “rigido”; mentre l’”espanso” è cresciuto in Francia, è rimasto stabile in Italia e calato in Ungheria.

Il margine operativo lordo del Gruppo, al netto di costi non ricorrenti, ammonta a 19,9 milioni (21,3 milioni senza considerare questi costi)

Nel confronto rispetto all’esercizio precedente (16,3 milioni), il nuovo principio contabile Ifrs16 ha comportato nel 2019 un impatto di 3,2 milioni: al netto di questo effetto il MOL sarebbe stato superiore di 0,4 milioni a quello del 2018. Il risultato netto consolidato è stato positivo per 1,0 milione (6,3 milioni che beneficiavano di rettifiche di valore positive per 5,3 milioni).
L’indebitamento netto consolidato al fine 2019 è pari a 80,8 milioni. Neutralizzando l’impatto dell’Ifrs16, il saldo sarebbe stato pari a 72,9 milioni rispetto agli 82,3 milioni del 31 dicembre 2018. Con una generazione di cassa positiva nel periodo per 9,4 milioni anche grazie a un’attenta gestione del capitale circolante.

Italgen (100%)

Italgen – attiva nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso 15 centrali idroelettriche – ha registrato nel 2019 un incremento del 5,8% della produzione di energia a 306,2 GWh. Grazie a favorevoli condizioni di piovosità e all’alto livello (98%) di
disponibilità degli impianti. A fronte di un ricavo unitario in crescita rispetto all’esercizio
precedente (53,1 €/MWh rispetto ai 50,5 €/MWh del 2018), i ricavi del gruppo sono stati
pari a 34,4 milioni, in calo di 1,6 milioni rispetto al 2018. A causa della contrazione dei ricavi passanti (-3,7 milioni) che non hanno impatto sulla profittabilità della Società.

Grazie anche alla positiva dinamica volumi/ricavi unitari, il margine operativo lordo risulta in forte crescita a 14,2 milioni (+69,5% rispetto all’esercizio 2018 che scontava significativi costi non ricorrenti di ristrutturazione). L’utile netto è pari a 7,4 milioni (0,4 milioni nel 2018).

L’indebitamento finanziario netto del Gruppo Italgen si attesta a fine 2019 a 20,1 milioni

In lieve miglioramento rispetto al dato a fine 2018 (21,0 milioni) grazie a una generazione di cassa nell’anno positiva per 6,9 milioni al lordo del pagamento di dividendi per 6,0 milioni effettuato nel secondo trimestre del 2019.

Iseo (40% Italmobiliare)

Nel 2019 il fatturato del Gruppo Iseo, uno dei principali produttori europei di soluzioni
meccatroniche e digitali per il controllo e la sicurezza degli accessi, si attesta a 142,7 milioni; in crescita del 4,3% rispetto all’esercizio precedente, sostenuto da vendite in aumento nell’area Ue e da un contributo rilevante anche dai mercati extra europei, in particolare nel Medio Oriente e nel Nord Africa.

Il margine operativo lordo, che sconta costi di riorganizzazione una tantum per 3,4 milioni, è stato pari a 15,3 milioni (15 milioni nel 2018). Al netto dei costi non ricorrenti la crescita risulta del 25%. Il risultato netto, pari a 6,1 milioni, segna un miglioramento del 15,4% rispetto all’esercizio precedente.

La posizione finanziaria netta è negativa per 34,6 milioni (43,7 milioni a fine 2018). La
generazione di cassa nell’esercizio è stata di 6,9 milioni, di cui 1,2 milioni di euro sono stati distribuiti come dividendi.

Previsioni evoluzione della gestione Capitelli (80%)

Italmobiliare ha perfezionato lo scorso 11 dicembre 2019 l’ingresso, con una quota
dell’80%, in Capitelli, produttore di prosciutto cotto e altri salumi di fascia premium.
I dati gestionali dell’esercizio 2019 evidenziano una crescita dei ricavi a 14,0 milioni (+21% rispetto al 2018). Testimoniando così il buon posizionamento raggiunto sul mercato.

Anche il margine operativo è in decisa crescita a 3,9 milioni (+62,5%).

Capitelli chiude il 2019 con un risultato netto di 3,1 milioni rispetto agli 1,7 milioni di fine 2018

La posizione finanziaria netta, al 31 dicembre 2019, è positiva per 10,3 milioni, con una
generazione di cassa di 3 milioni.

Clessidra Sgr (100%)

Clessidra Sgr- il principale gestore di Fondi di Private Equity esclusivamente dedicato al
mercato italiano – nel corso del 2019 ha continuato l’attività di gestione delle partecipazioni in portafoglio. Nel corso del terzo trimestre ha inoltre ampliato il proprio perimetro di attività attraverso l’ingresso nel segmento dei crediti bancari, con particolare focus sui cosiddetti Unlikely to Pay. Con l’avvio del nuovo fondo Crf riservato a investitori istituzionali, di cui Italmobiliare ha sottoscritto una quota.

I ricavi, rappresentati essenzialmente dalle commissioni di gestione dei Fondi, sono pari a 15,1 milioni (11,1 milioni al 31 dicembre 2018). Le spese amministrative del periodo ammontano a 16,8 milioni (13,2 milioni) e sono rappresentate principalmente dal costo del personale, costi di consulenza e di gestione. Dopo il saldo positivo di altri proventi e oneri di gestione per 3,5 milioni (2,3 milioni), il risultato operativo è pari a 1,3 milioni (0,1 milioni).

Fondi private equity

Italmobiliare ha investito in un portafoglio di selezionati fondi di Private Equity italiani e
internazionali, in un’ottica di diversificazione settoriale e geografica degli investimenti, tra
i quali si segnalano il fondo Ccp3 di Clessidra, BDT Fund II e III; Isomer Capital I,
Connect Ventures 3, Iconiq IV.

Nel corso del 2019 il valore dei fondi di Private Equity si è complessivamente incrementato
di 29,4 milioni, principalmente per effetto dei richiami (35,6 milioni), dell’aumento di fair
value (30,0 milioni) e del delta cambio (+0,6 milioni). Parzialmente compensato dai rimborsi (-16,8 milioni) e dalle cessioni (Aksia: valore netto contabile al 31 dicembre 2018 pari a 20,0 milioni. Ceduto per 21,6 milioni con un ritorno sull’investimento in termini di “money on money” pari a circa 2,2X dal commitment del 2015).

In un contesto di ciclo economico caratterizzato da elevata incertezza, l’impegno della
società resterà concentrato sul fornire supporto economico e strategico alle società in
portafoglio. Al fine di sostenerne i trend di crescita anche attraverso acquisizioni e finanza
straordinaria. Con particolare attenzione ad un attento presidio e gestione dei rischi. Le
eventuali ulteriori opportunità di investimento verranno valutate attentamente anche alla luce degli effetti attesi dell’attuale situazione contingente, così come la gestione delle
disponibilità di liquidità in portafoglio.

In particolare, focus prioritario sarà mantenuto sulla continua ricerca di efficienza industriale e gestionale nelle realtà industriali più tradizionali quali Sirap ed Iseo.

Convocazione assemblea Italmobiliare

Italgen e Autogas e sullo sviluppo solido, sostenibile e accompagnato da significativa
creazione di cassa di Tecnica Group e Borbone. L’approccio proattivo che ha contraddistinto l’attività di Italmobiliare verso le portfolio companies caratterizzerà anche l’impegno rispetto alle società appena entrate in portafoglio; a partire da Capitelli e Officina Profumo Farmaceutica Santa Maria Novella. Marchi mriconosciuti per l’elevata qualità dei prodotti e ad alta potenzialità di sviluppo.

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di convocare per il 21 aprile 2020 l’Assemblea ordinaria degli azionisti con all’ordine del giorno, oltre all’approvazione del
Bilancio 2019, la distribuzione del dividendo, anche a valere su riserve, la politica di
remunerazione per l’esercizio 2020; la consultazione sui compensi corrisposti nel 2019, la
nomina del Consiglio di Amministrazione, la nomina del Collegio sindacale; il rinnovo della
delega per acquisto e disposizione di azioni proprie e l’adozione di un piano di
incentivazione basato su strumenti finanziari ex art 114 bis del Tuf.

In ottemperanza a quanto raccomandato dal Codice di Autodisciplina in vista del rinnovo
dell’organo amministrativo da parte della prossima Assemblea, il Consiglio di Amministrazione, sentito il Comitato per la Remunerazione e le Nomine, ha espresso il proprio orientamento sulla composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione.
Il parere è consultabile sul sito della Società alla pagina.

Delibere in merito alle operazioni su azioni proprie

Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea il rinnovo per i successivi 18 mesi
dell’autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie per le consuete finalità
disciplinate dalla legge e quindi destinate:

– alla costituzione di una provvista titoli che possa essere impiegata in sostituzione alle
risorse finanziarie per il compimento di eventuali operazioni di finanza straordinaria
ovvero al fine di dare esecuzione a piani di compensi basati su strumenti finanziari
che dovessero essere eventualmente approvati in futuro;
– al compimento di attività di stabilizzazione del titolo Italmobiliare favorendo
l’andamento regolare delle contrattazioni, ivi incluso il prestito titoli finalizzato a
supportare l’attività da parte di soggetti terzi di liquidity provider, market making e
specialist.

La proposta di autorizzazione riguarda un massimo di 1.000.000 azioni

(rappresentative del 2,35% delle azioni che attualmente costituiscono il capitale sociale) per un esborso massimo di 30.000.000 di euro. Attualmente la Società ha in portafoglio 310.070 azioni proprie pari allo 0,73% del capitale sociale.

La Società potrà procedere all’acquisto di azioni proprie in una o più volte. Gli acquisti
verranno effettuati sull’Mta nel rispetto dell’articolo 144-bis, comma 1, lettere b) e d-ter)
del regolamento adottato da Consob con delibera 11971 del 14 maggio 1999, come successivamente modificato e integrato (il “Regolamento Emittenti”) e delle disposizioni
comunque applicabili.

In modo tale da consentire il rispetto della parità di trattamento degli azionisti

Come previsto dall’articolo 132 del TUF, e quindi (i) sui mercati regolamentati; secondo le modalità operative stabilite nei regolamenti di organizzazione e gestione di Borsa
Italiana, che non consentano l’abbinamento diretto delle proposte di negoziazione in acquisto con predeterminate proposte di negoziazione in vendita. Ovvero (ii) con le modalità stabilite da prassi di mercato ammesse dalla Consob ai sensi dell’articolo 13 del regolamento (Ue) n. 596/2014 tempo per tempo vigenti.

In ogni caso gli acquisti saranno effettuati in conformità alle linee guida eventualmente emanate da Consob e alle ulteriori previsioni di legge e regolamentari applicabili a tale tipo di operazioni.

Gli acquisti potranno avvenire – nel rispetto delle condizioni stabilite nell’articolo 3 del
Regolamento Delegato (UE) 2016/1052 della Commissione dell’8 marzo 2016 e delle
ulteriori norme applicabili – a un prezzo unitario non superiore al prezzo più elevato tra il
prezzo dell’ultima operazione indipendente e il prezzo dell’offerta di acquisto indipendente
più elevata corrente sul mercato telematico azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana (“Mta”) e fermo restando che il suddetto corrispettivo non potrà comunque essere inferiore nel minimo e superiore nel massimo del 15% (quindici per cento) rispetto al prezzo di riferimento che il titolo Italmobiliare ha registrato nella seduta di Borsa del giorno precedente ogni singola operazione.

Se autorizzata dall’Assemblea la Società potrà compiere tutti gli atti di disposizione, anche
in via frazionata e senza limitazioni temporali, delle azioni Italmobiliare da acquistare o già acquistate in virtù di precedenti autorizzazioni assembleari, secondo le finalità e le modalità sopra riportate; purché il prezzo unitario di vendita (o comunque il valore unitario stabilito nell’ambito dell’operazione di disposizione) non sia inferiore al prezzo medio di carico delle azioni acquistate in base all’autorizzazione.

Altre delibere

Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea di approvare, ai sensi e per gli
effetti dell’art. 114-bis del TUF, l’adozione di un nuovo piano di incentivazione a lungo
termine riservato al Consigliere Delegato-Direttore Generale, ai dirigenti con responsabilità strategiche della Società e ad altri manager selezionati dal Consigliere Delegato-Direttore Generale.

Il “Piano di phantom stock grant Italmobiliare 2020-2022″ sarà volto ad allineare
ulteriormente gli interessi del management e quelli degli azionisti; supportare il
conseguimento degli obiettivi strategici aziendali di medio lungo periodo; assicurare un alto livello di attraction e retention delle risorse chiave; offrendo pacchetti di remunerazione allineati alle prassi di mercato.

Il Piano prevede l’assegnazione di un determinato numero di diritti a ricevere «Phantom Stock»

Collegate al valore dell’azione Italmobiliare alla fine del periodo di vesting triennale 2020 – 2022 in funzione del raggiungimento di uno specifico obiettivo di performance cui il
piano è collegato, il Net Asset Value per azione. Il payout del piano sarà in forma monetaria e dipenderà dunque dal numero di «Phantom Stock» maturate (sulla base dell’indicatore di performance) e dal valore del titolo Italmobiliare, in base alla performance di Borsa.

La dettagliata descrizione delle finalità e delle caratteristiche del Piano è contenuta nel
Documento Informativo (il “Documento Informativo”), predisposto ai sensi dell’art. 114-bis del Tuf e dell’art. 84-bis del Regolamento Emittenti, che sarà pubblicato nei termini di
legge.

Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre verificato il raggiungimento degli obiettivi del
Piano di Incentivazione Monetaria 2017-2019

Legato all’andamento delle azioni di Italmobiliare S.p.A., approvato dall’assemblea del 19 aprile 2017 procedendo alla relativa consuntivazione. Le informazioni relative agli importi erogati al Consigliere delegato ed ai dirigenti con responsabilità strategiche saranno incluse nella Relazione sulla remunerazione che sarà pubblicata ai sensi di legge.

Il Consiglio di Amministrazione, ricordando che Italmobiliare è stata tra i precursori in Italia nell’adozione di soluzioni innovative per lo sviluppo sostenibile e che ha avviato nel 2019 un percorso formale di pianificazione strategica della sostenibilità volto a favorire un’integrazione esplicita dei fattori Esg (Environment, Social, Governance), ha deliberato di autorizzare l’erogazione alla Fondazione Cav. Lav. Carlo Pesenti di un contributo per l’anno 2020 di euro 800.000 per promuovere, oltre a interventi di Charity, iniziative che vadano incontro alle principali sfide sociali.

EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI
Nel periodo in esame non si segnalano emissioni obbligazionarie e nei 18 mesi successivi al 31 dicembre 2019 non sono previste emissioni in scadenza.

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La Relazione finanziaria 2019 di Italmobiliare

La Relazione sul governo societario, gli assetti proprietari, la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario e gli altri documenti previsti dalla normativa vigente saranno disponibili presso la Sede Sociale e sul sito nei termini di legge.
Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Italmobiliare
S.p.A., Mauro Torri, attesta – ai sensi dell’art. 154-bis, comma 2 del Testo Unico della
Finanza (D. Lgs. 58/1998) – che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.