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In Francia riaperti i bistrot, tornano i tavolini per la strada dei bar di Parigi

bistrot parigini
Un bistrot parigino

MILANO – L’Europa reagisce alla pandemia e avvia la fase 2. Così ieri, oltre a quelli di Finlandia e Norvegia, hanno riaperto anche i caratteristici bistrot in Francia. Quindi da ieri sono tornati i tavolini dei bar per strada a Parigi. Riprendiamo una sintesi della notizia dal sito ansa.it con l’aggiunta di ulteriori elementi a completamento.

PARIGI – “La riapertura di caffè, hotel e ristoranti segna il ritorno dei giorni felici! Nessun dubbio che i francesi saranno presenti all’appuntamento per ritrovare questa parte dello spirito francese, della nostra cultura e del nostro art de vivre. In questi tempi difficili lo Stato continuerà a sostenere questo settore“.

Lo scrive il presidente francese, Emmanuel Macron, plaudendo in un tweet all’inizio della ‘fase 2’ in Francia, con la riapertura, tra l’altro dei tavolini esterni dei caffé parigini, vero e proprio simbolo della cultura francese ed europea.

Nonché ‘festa liberatoria’ per i tanti cittadini che dalla mattina del 2 giugno hanno ritrovato il gusto di bere un caffè seduti ai tavolini esterni di bar e bistrot, dopo oltre due mesi di lockdown imposto dalla lotta al coronavirus.

In tv, in radio, sui social è tutto un fiorire di reportage o testimonianze sul piacere della «première gorgée» – il primo sorso di petit noir (caffè) o altro – seduti «en terrasse», vale a dire ai tavolini di bar, bistrot e brasserie.

Come in Italia, gli spazi sono stati riallestiti seguendo rigide norme di distanziamento sociale imposte dal governo, il che è una piccola rivoluzione per una città in cui nell’era pre-Covid lo spazio vitale tra un cliente e l’altro era ridotto ai minimi termini, se non inesistente.

Seduta da Chez Prune, caffè ormai evergreen del Canal-Saint-Martin, Charlotte, 30 anni, dice di aver messo la sveglia «solo per questo» dopo aver scontato settimane di confino in un mini-appartamento, senza balcone né spazi esterni.

Una situazione simile a quella vissuta da tanti suoi concittadini di una delle metropoli più affollate al mondo, con i prezzi dell’immobiliare alle stelle e la stragrande maggioranza delle popolazione residente in piccole abitazioni spesso non superiori ai 30-40 metri quadri.

Philippe, 61 anni, dice di essere «sempre stressato da questo virus» ancora presente in città. Attento al rispetto del distanziamento, si gusta tuttavia questo momento unico. «E’ un grande piacere, come un’impressione di libertà ritrovata», racconta.

Speranza e felicità anche dall’altra parte della Senna, sulla rive gauche, come al Café de Flore, storico ritrovo per generazioni di intellettuali e scrittori che da questa mattina alle 7.30 ha riaperto i tavolini affacciati sul Boulevard Saint-Germain.

Nulla di più simbolico per questa istituzione della cultura francese ed europea mentre tutta Parigi sembra aver voglia di festeggiare ancora a lungo in questa splendida giornata di sole con un cielo azzurro da primavera romana.

E forse non è un caso se le due città siano legate da un antico gemellaggio esclusivo siglato il secolo scorso con il motto «Solo Roma è degna di Parigi. Solo Parigi è degna di Roma».