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Ima, sì dell’assemblea al bilancio 2019 chiuso a 1.595,5 milioni, export al 90%

fusione Ima e Gima
Alberto Vacchi, presidente e ad di Ima

MILANO – L’Assemblea degli azionisti del Gruppo Ima Spa ha approvato il bilancio relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019 e deliberato di destinare l’utile di esercizio di 91,3 milioni a riserve. L’Assemblea ha inoltre deliberato il rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto e alla vendita di azioni proprie fino al massimo consentito dalla legge. La società segnala che attualmente possiede 107.000 azioni proprie.

Nel 2019 ricavi cresciuti del 6,3%. utile netto a 169,2 milioni

Ma vediamo come sono andati i risultati definitivi del Gruppo Ima. Lo scorso esercizio ha beneficiato del positivo andamento delle vendite di macchine automatiche e linee complete verso i settori di riferimento e al contributo delle neo acquisite Spreafico, Tecmar, ATOP e Perfect Pack, consolidate rispettivamente dai mesi di aprile, luglio e agosto 2019.

Nel dettaglio, i ricavi sono cresciuti del 6,3% a 1.595,5 milioni, con un contributo dell’M&A di 75,3 milioni. La quota export è stata pari a circa il 90%, con una crescita in tutte le aree del mondo, in particolare nei paesi europei, America del Nord e negli altri paesi extraeuropei.

A livello di gestione operativa, l’Ebitda ante oneri non ricorrenti è salito dell’8,1% a 281 milioni, includendo il contributo delle neo acquisite per 24 milioni. L’Ebitda è aumentato del 7,8% a 273,4 milioni 273,4 milioni con una marginalità al 17,1% (+20 punti base), beneficiando dell’effetto positivo di 23,2 milioni dell’applicazione dell’IFRS 16.

L’Ebit invece è diminuito dell’8,4% a 192,5 milioni con un’incidenza sul fatturato scesa al 12,1% (-190 punti base), complice il deciso aumento degli ammortamenti.

L’esercizio si è chiuso con un incremento dell’utile netto di gruppo del 62,7% a 169,2 milioni grazie al deciso miglioramento della gestione finanziaria, mentre il risultato 2018 è appesantito da una perdita da attività cessate di 26 milioni.

Il portafoglio ordini consolidato, pari a 909 milioni, risulta in leggera flessione (-3,5%) rispetto ai 941,5 milioni al 31 dicembre 2018.

Dal lato patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto è aumentato a 637,1 milioni rispetto ai 184,6 milioni al 31 dicembre 2018, al netto dell’esborso per acquisizione partecipazioni pari a 281,9 milioni e includendo 156 milioni derivante dall’applicazione dell’IFRS 16.

Per quanto riguarda l’evoluzione della gestione, il management ritiene che il portafoglio ordini garantisca una buona visibilità sull’anno in corso. Come si legge nella nota diffusa alla stampa, “anche in considerazione delle azioni poste in essere per fronteggiare la situazione attuale di grande incertezza legata al diffondersi del Coronavirus riteniamo al momento che l’esercizio 2020 non dovrebbe scostarsi significativamente dall’esercizio precedente, fornendo poi nell’anno in corso ulteriori aggiornamenti rispetto alla previsione indicata”.

“Al momento non è possibile quantificare le eventuali ripercussioni sul business e sui risultati aziendali anche perché il Gruppo IMA ha la capacità di recuperare nel corso dell’anno eventuali rallentamenti nell’acquisizione degli ordini o della prestazione dei servizi che si potrebbero verificare nelle prossime settimane”.

“Nel caso in cui tale situazione dovesse protrarsi molto a lungo, avremo modo di valutare i possibili impatti sulla base dei risultati del primo e secondo trimestre che saranno prontamente resi noti ai mercati finanziari. Nella situazione attuale, alla luce del portafoglio ordini esistente a fine 2019 e sulla base degli ordini acquisiti nei primi due mesi del corrente anno non abbiamo segnali negativi da evidenziare o elementi che potrebbero impattare in maniera rilevante sui risultati aziendali non avendo al momento la piena visibilità sull’anno in corso e sull’evolversi del 2020”.

Infine, il Cda proporrà all’Assemblea la distribuzione di un dividendo di 2,0 euro per azione, in linea rispetto all’anno precedente (2,0 euro), da mettersi in pagamento a partire dal 20 maggio 2020 (stacco cedola in data 18 maggio 2020).