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Ima: la regina delle capsulatrici, quotata a Piazza affari, nel 2017 è volata a 1.444,7 milioni

fusione Ima e Gima
Alberto Vacchi, presidente e ad di Ima

OZZANO DELL’EMILIA (Bologna) — Risultati in forte crescita per Ima, l’Industria macchine automatiche della famiglia Vacchi. La società bolognese, quotata a Piazza Affari, è leader mondiale nella produzione di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, tè e caffè.

L’esercizio 2017 si è chiuso infatti con ricavi netti pari a 1.444,7 milioni di euro, in crescita del 10,2% rispetto ai 1.310,8 milioni dell’anno precedente.

Il consiglio di amministrazione della società proporrà all’assemblea dividendo di 1,70 euro per azione, in aumento rispetto agli 1,60 euro del 2016.

Il margine operativo lordo ante oneri non ricorrenti è salito a 220,5 milioni (+19,1% rispetto ai 185,1 milioni del 2016).

Mentre il margine operativo lordo ha raggiunto i 207,3 milioni di euro (+15,7% rispetto ai 179,2 milioni del 2016).

L’utile dell’esercizio è risultato pari a 99,4 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 101,4 milioni nel 2016. Mentre l’utile del gruppo è risultato pari a 85,6 milioni di euro, contro i 93,5 milioni nel 2016.

Il portafoglio ordini consolidato al 31 dicembre 2017 ha raggiunto gli 866,8 milioni di euro (+13,1% rispetto ai 766,2 milioni al 31 dicembre 2016).

L’outlook

Per l’esercizio 2018, il Ima stima ricavi a circa 1,55 miliardi di euro e un margine operativo lordo a circa 250 milioni di euro.