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illy vale un miliardo: Rhône paga 200 milioni per il 20%, resta la questione del 23% di Francesco

illycaffè

MILANO – Il passaggio di mano del 20 per cento del capitale di illycaffè per 200 milioni, con una valutazione globale dell’azienda di un miliardo di euro, ha suscitato tantissimi commenti e anche indiscrezioni. Come spiegato personalmente dal presidente di illycaffè Andrea Illy, l’operazione è stata decisa per finanziare soprattutto l’espansione del marchio negli Stati Uniti. Dove il caffè e l’espresso stanno vivendo un momento magico.

Da notare che illycaffè ha già 5 punti vendita e 15 in franchising in nord America. Ma è chiaro che senza nuove risorse la politica di espansione nel retail rischia di essere proibitiva.

Alcune delle indiscrezioni in circolazione le ha riassunte in modo chiaro e puntuale il blog carlofesta.blog.ilsole24ore.com di cui vi proponiamo alcuni passaggi.

L’azienda valutata un miliardo: 200 milioni per il 20%

Come riportato nell’edizione di lunedì 23 novembre, la partecipazione delle finanziarie Rhône è attorno al attorno al 20%. Quindi la valutazione complessiva dell’azienda del caffè triestina è di poco superiore al miliardo di euro. Di conseguenza la quota di Rhone Capital sarebbe stata valutata attorno ai 200 milioni di euro. L’operazione non è tuttavia del tutto conclusa perché restano da definire alcuni aspetti legali e contrattuali della transazione, come ad esempio il «lock up» e la possibilità per la famiglia Illy di ricomprare in futuro la quota ceduta.

illycaffè Andrea illy partner sachs
Andrea Illy, Presidente di illycaffè S.p.A.

Secondo il blog di Carlo Festa, Rhône Capital, che in Italia è investitore noto anche per la partecipazione nella catena Unieuro, dalla quale è poi uscita ricavandone una buona plusvalenza, avrebbe superato la concorrenza di altri fondi sul dossier, come Blackstone, Advent, Oaktree, TowerBrook e Bain Capital.

Scopo dell’ingresso del nuovo socio è lo sviluppo del mercato retail statunitense. Le ricerche da parte dell’advisor Goldman Sachs erano iniziate già a inizio 2020, ed avevano coinvolto altri fondi anche italiani, ma poi avevano subito uno stop per colpa del Coronavirus.

Il riassetto della holding a monte del gruppo triestino del caffè con la cessione del 23% di Francesco Illy al fondo Peninsula Capital

Gruppo Illy
Francesco Illy

C’è tuttavia un altro aspetto legato alla proprietà di illycaffè che si intreccia con la partita con Rhône Capital. Che, secondo Carlo Festa, è, in parte, anche correlata al riassetto della holding a monte del gruppo.

Come abbiamo già riferito nel gennaio scorso il fondo Peninsula Capital – che in Italia ha investito in passato nei treni veloci di Italo, poi Azimut, Guala Closures e profumerie Kiko — ha trovato un’intesa per acquisire il 23% della holding da Francesco Illy, uno dei fratelli che punta a uscire dal capitale della holding per valorizzare la sua quota.

Ma l’ingresso del fondo Peninsula è soggetto al gradimento degli altri fratelli Andrea, Riccardo e Anna, insieme alla madre Anna Rossi.

Anche ieri Andrea Illy ha affidato alle agenzie di stampa la ratio dell’operazione definendo Rhône Capital «futuro compagno di viaggio», scelto dopo una selezione cominciata oltre un anno fa — rallentata per colpa della pandemia — e affidata alla banca d’affari Goldman Sachs. Un ingresso deciso per motivi «strategici e non finanziari».