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SCORTICHINI (Ferrara) – Non passa un giorno, sempre alla stessa ora del mattino, che il cane Giorgio non si posizioni davanti a un bar del paese in provincia di Ferrara e aspetti. Questo nonostante il suo proprietario sia morto da circa un mese, senza che il cane lo sappia: la routine non si è interrotta. La vicenda di Giorgio, raccontata nel ferrarese, è diventata un caso che intreccia comportamento animale e vita quotidiana delle piccole comunità.
Giorgio è un cane meticcio di piccola taglia che da circa dodici anni accompagnava il padrone nelle uscite mattutine verso il bar del paese.
Dopo la morte dell’uomo, avvenuta circa un mese prima della pubblicazione della notizia, il cane continua a recarsi autonomamente nello stesso luogo, intorno alle 7.30 del mattino. Il bar si trova a Scortichino, frazione del comune di Bondeno, in provincia di Ferrara. Le persone che frequentano il locale riconoscono il cane e sono a conoscenza della sua abitudine quotidiana.
La storia si inserisce in un contesto fatto di relazioni consolidate e gesti ripetuti nel tempo. Per oltre un decennio, il percorso verso il bar ha rappresentato per Giorgio e il suo padrone un appuntamento fisso, scandito da orari e luoghi riconoscibili. Dopo la scomparsa dell’uomo, il comportamento del cane non cambia, mantenendo una routine che era stata costruita nel corso degli anni.
Un veterinario comportamentista, citato nell’articolo di riferimento, fornisce una chiave di lettura basata sulle conoscenze scientifiche del comportamento animale: i cani non comprendono la morte secondo categorie umane e possono reagire alla perdita con confusione e stress, continuando a cercare punti di riferimento noti.
La vicenda di Giorgio viene spesso interpretata come un esempio di fedeltà, ma dal punto di vista comportamentale rappresenta anche l’effetto di abitudini radicate.
Il caso richiama l’attenzione sul ruolo delle routine nella vita degli animali domestici e sul rapporto tra questi e gli spazi pubblici, come bar e piazze, che diventano luoghi di riconoscimento sociale. Allo stesso tempo, la reazione della comunità locale mostra come un comportamento individuale possa trasformarsi in un racconto condiviso, capace di suscitare empatia e riflessione.
Nel breve periodo, la presenza quotidiana di Giorgio continuerà probabilmente a far parte della vita del bar e del paese. Nel tempo, la sua storia potrebbe contribuire a una maggiore consapevolezza sul modo in cui gli animali affrontano i cambiamenti improvvisi e sull’importanza del supporto umano dopo una perdita. Più in generale, il caso dimostra come anche una semplice abitudine possa diventare una notizia quando riflette legami profondi e riconoscibili.
FONTE: Corriere della Sera
https://www.corriere.it/animali/cani/25_novembre_19/il-cane-giorgio-come-hachiko-ogni-giorno-al-bar-in-attesa-del-padrone-morto-un-mese-fa-loro-non-elaborano-il-lutto-non-si-4c44041d-7eb3-46d7-bf4b-cf80477d1xlk.shtml



















